Intervista a San Francesco

Anche i personaggi schivi e riservati come lui non possono sottrarsi al taccuino di Radioactive Blog, quindi oggi abbiamo un’intervista ed esclusiva con un uomo che ha tanto da raccontare. La verità è così come la raccontano? Ci sono lati della sua vita rimasti oscuri? Magari per convenienza? Lo sapremo subito.

net:
Benvenuto, fratello.
Fra: Ciao net. Però non chiamarmi fratello, non abbiamo lo stesso sangue e non sono mica un negro!
net: Ah, non pensavo fosse razzista… Da lei proprio non me lo aspettavo…
Fra: Vabbè, cosa vuoi capire tu… Non sei mica illuminato dallo SS come me!
net: Uhm, forse lei è illuminato dalle SS, più che altro… Come mai ha lasciato tutti i suoi averi per vivere in povertà? Cosa l’ha spinta a farlo?
Fra: Mio padre, con un calcione. Non facevo un cazzo dalla mattina alla sera, così mi ha sbattuto fuori di casa senza un centesimo. “Così ti fai le ossa”, diceva. ‘Tacci sua.
net: Le storie che ci raccontano in proposito sono molto diverse…
Fra: Ehhh, si dicono tante cose… Il punto è che poi ho capito che potevo vivere benissimo in quel modo, continuando a non fare un cazzo ed essendo glorificato per questo: mi facevano mangiare e bere, che mi fregava di tornare? Ho inventato un business, ragazzo.
net: Me ne sono accorto, già… Ed a proposito di Chiara cosa mi dice?
Fra: Madonna… Una gran figa, faceva certi pomp… Ehm, questo non dovevo farmelo scappare: sono un Santo, io.
net: Sì, senza dubbio, un vero stinco di santo. E le stigmate? False anche quelle?
Fra: Ehm, in realtà quelle me le sono procurate in un altro modo… Sai com’è, ad un certo punto Chiara non si è vista più, e mi sono ammazzato di seghe.
net: Alla faccia, proprio un grande uomo! Ora la saluto, o la situazione potrebbe precipitare… Si sa, al peggio non c’è mai fine, magari potrebbe dirmi che andavate a rubare insieme con chi so io…
Fra: Dai, quello l’ho fatto solo qualche volta… Arrivederci!
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Perché i giovani scappano?

Leggendo attentamente questo articolo, si possono fare delle considerazioni molto interessanti in proposito. Le motivazioni della fuga possono essere molteplici, cerchiamo di evidenziarne qualcuna:

- Ricerca di nuovi stimoli, in un campo non propriamente prodigo in tal senso – e totalmente stagnante in Italia;

- Salari generosi, totalmente assenti dallo scenario di un Paese in declino come il nostro (lo stipendio di un lavoratore dipendente è cresciuto solo dello 0,3%, dal 2000);

- Aziende tartassate, che scelgono il flessibile sistema irlandese. Se le aziende principali (Apple, IBM, Microsoft, Google) del campo IT hanno la loro base principale in Irlanda, il richiamo è consequenziale e forte.

Se a tutto questo aggiungete il mito dell’Isola di Smeraldo, la frittata è fatta.
L’Irlanda galoppa, i grandi arrancano.
Salta subito agli occhi la differenza di valutazione dei consulenti, ad esempio: in Italia si guadagnano in genere – con una certa seniority acquisita – 1500 euro al mese. In Irlanda arrivano a pagare dalle 150 alle 1000 euro al giorno per lo stesso lavoro.

La domanda di gente specializzata è altissima, e l’offerta ancora sostanzialmente scarsa. Da bravi economisti quali siete, le considerazioni finali fatele voi in base a questi dati.

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Il cin(o-e)filo

Sono stato al cinema a vedere…
Into the wild
di Sean Penn
con Emile Hirsch

Il film-documentario di Sean Penn basato su una storia vera – giudicato come un quasi-capolavoro dalla critica – non ha deluso le attese, anche se l’ho visto troppo tardi e dura tantissimo, quindi ho sofferto un po’…
Si parla di un ragazzo di famiglia ricca che, dopo la laurea conseguita a pieni voti, ha deciso di rifuggire lo stile di vita (in realtà fu ripicca verso i genitori, da quanto ho capito io) della famiglia benestante americana per rifugiarsi nella natura selvaggia. Solo lui e la natura.
Il film fa molto riflettere su quello che si prova quando si è veramente soli, ed è emblematica una delle frasi finali che il protagonista appunta sul suo diario: la felicità è reale solo quando è condivisa. Ottime ambientazioni, che fanno venire la voglia di viaggiare. Una nota a parte merita la colonna sonora, con il bravissimo Eddie Vedder (Pearl Jam) candidato all’Oscar: strepitosa e molto adatta al contesto. Penso che comprerò il cd. Un film da vedere, per gli amanti dei film introspettivi. Il film perde punti per il fatto del motivo poco “nobile” per il quale il ragazzo è fuggito.

La classifica del 2008:
1. Into the wild: 7,5
2. Io sono leggenda: 7

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Borsino politico 2008 – Gennaio

Dopo un periodo di assenza per vuoto politico, torna il vostro (ehm) amato borsino, con la classifica dei nostri politici preferiti.

***

Quel che resta dell’Unione
Prodi – 35%: in discesa, trovo molto infelice la scelta di andare avanti coi senatori a vita… E se muoiono? Pininfarina ha già un piede nella fossa, gli altri sono più vecchi di mia nonna…
D’Alema – 45%: in discesa, baffo moscio questo mese; spero per lui che si tratti solo del baffo.
Di Pietro – 70%: in salita, l’unico che sembra gioire della nave che affonda; sì, ok, ma con chi cazzo si allea la prossima volta? Con Berlusconi?
Bertinotti – 40%: in discesa, credo sia triste perché per occupare di nuovo una poltrona dovrà aspettare la pensione, quando si accomoderà su quella geriatrica davanti al caminetto.
Pecoraro Scanio – 30%: rientra in classifica, essendo un protagonista dell’affaire monnezza; pare che il suo giardino profumi di lavanda. Sui suoi piedi sorvoliamo.
Veltroni – 45%: in discesa, cerca a tutti i costi di non andare al referendum, ma a quanto pare dopo la mossa di Mastella succederà proprio questo. L’ha presa nel quorum.

Il Fuoriuscito

Mastella – 25%: in caduta libera, ha iniziato l’anno col botto… Sì, infatti è scoppiato. E da buon politico cerca di far saltare anche tutti gli altri.

Quel che resta della Casa delle Libertà

Berlusconi – 65%: in salita, si sfrega le mani perché sa bene che in caso di voto anticipato ne uscirebbe vincitore. L’auspicio è un suicidio di massa. A buon intenditor…
Fini – 30%: in discesa, parla poco e si è reso conto che non sarà mai il leader, specialmente in caso di elezioni anticipate. Vive nel dramma.
Casini – 20%: in caduta libera, critica il Governo e Mastella, quando il Presidente della Regione Sicilia – esponente del suo partito – è stato condannato per favoreggiamento di boss mafiosi; fa il paladino della Chiesa e poi vive una relazione extra-coniugale. Un uomo, un perché. Votatelo, mi raccomando. E complimenti.
Bossi – 20%: stabile, o il voto subito oppure sarà rivoluzione. Mi pare di averla già sentita, questa…

Coalizione autonoma e indipendente di gennaio
Mons. Bagnasco – 75%: in gran spolvero, dice che l’Italia è un paese sfilacciato ed in grave crisi di identità. Ha ragione, amen. Ha ragione solo se non riporto il resto delle cazzate che ha detto, ecco.

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Intervista al Grande Capo

In seguito agli ultimi avvenimenti occorsi tra la tribù degli indiani Lakota – meglio conosciuti come Sioux – ed il governo degli Stati Uniti, il Grande Capo Toro Seduto ha chiesto la parola per esprimere le sue opinioni e le sue perplessità sulla vicenda. In seguito intervisteremo il Generale Custer, per sentire anche l’altra campana.

net: Benvenuto, eccellenza. E’ un onore averla qui.
TS: Augh. Io ringraziare te per tuo invito, grande reporter pallido. Io portato calumet pace se tu volere favorire.
net: Ehm, no, grazie: il passato mi insegna che il calumet produce strani effetti su di me. Andando al sodo e tornando all’attualità, ha saputo che il capo tribù della riserva Lakota ha stracciato il passaporto statunitense in segno di protesta verso le condizioni riservate loro dal governo? Cosa ne pensa?
TS: Spirito di Grande Manitù presagire cose brutte. Visi pallidi sempre più opprimenti, noi reagire con tutte nostre forze.
net: Avete intenzione di muovere guerra verso gli Stati Uniti?
TS: Viso pallido del futuro avere preannunciato guerra civile. Grande Manitù ha parlato. Augh.
net: Ma chi, Titor? Una bufala, suvvia. Gli USA vi spaccheranno il culo in caso di guerra, lo sapete benissimo.
TS: Titor voce di spirito di Grande Manitù. Augh. Io non essere tanto sicuro di tua visione, net. Tu provare a chiedere a Generale Custer quale culo bruciare di più.
net: Infatti sarà il prossimo intervistato, per la par condicio. E poi non può stare un po’ più tranquillo? A Natale dovete essere tutti più buoni.
TS: Attento! Viso pallido Custer avere lingua biforcutissima, lui non degno di fumare calumet. Così è scritto. Augh. Natale invenzione pallida, io rotto le piume di essere buono.
net: In effetti avevo previsto anche di parlare con una terza persona, un grande esperto di battaglie, in questo caso neutrale: Peppino Garibaldi.
TS: Augh. Lui uomo saggio. Noi giocare scacchi ogni giorno in aldilà. Io dire lui di perdere e lui obbedire prontamente.
net: Poveraccio, si è dovuto inzerbinire anche da morto… Ora devo salutarla, eccellenza… Magari ci rivedremo per un confronto all’americana col generale. Arrivederci, grazie per la graditissima visita!
TS: Io disponibile per confronti ma solo se non essere confronti americani. Augh. Così vuole spirito di Grande Manitù. Io fare solo confronti Sioux. Grazie a te per dare a tutti possibilità di parlare. Altro che Vespa e suoi patetici libri. Augh.

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Virtù immortali

Un uomo è morto per un’overdose di Viagra.

Purtroppo dopo il decesso sono sorti altri problemi…

… Non riuscivano a chiudere la bara.

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Il fascino della divisa

Altro che letto a tre piazze! Non basta più!

… O almeno non basta ad un’impiegata comunale, che vanta il discreto bottino di un marito e due amanti. Entrambi vigili urbani. Mah, e dire che il 90% dei cittadini li odia

Vediamo di ricapitolare un po’ l’intreccio erotico-comunale

La signora in questione è sposata: vuoi per insoddisfazione, vuoi per motivi suoi, vuoi per un po’ di zoccolaggine, si è fatta l’amante; un fischiettante vigile urbano. Fin qui niente di nuovo, cose che accadono tutti i giorni ed a tutte le ore.

Il punto è che a lei non bastava un solo amante, ed essendo evidentemente comoda direttamente lì in ufficio, si è scelta un altro vigile urbano come seconda pista di atterraggio.

Purtroppo per lei, non tutte le ciambelle riescono col buco. E neanche tutti i buchi vengono riempiti. L’amante numero uno ha colto sul fatto lei con l’amante numero due, nel bel mezzo della loro disquisizione sul traffico. E’ stato perfino colto da un malore…

Ora, tralasciando il numero imprecisato di corna del marito, vi pongo una domanda tecnica: un amante, in quanto tale, in caso di ulteriore tradimento si può considerare cornuto?

Ma ve li immaginate mentre lui dice a lei: “cara, giochiamo al vigile urbano!”
E lei: “sììì caro, fammi la multaaaa!!!”

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Il cin(o-e)filo

Sono stato al cinema a vedere…
1408
di Mikael Håfström
con John Cusack, Samuel L. Jackson

Il film prometteva bene: sia per il trailer che avevo visto, sia per il fatto che si tratta della trasposizione di un libro di Stephen King. I risultati sono ben altri… Dopo un inizio piacevole e con istanti di vero thrilling, il film segue una continua parabola discendente, fino quasi ad annoiare. Discreta interpretazione di Cusack, particina per Samuel L. Jackson – sempre imponente. Colonna sonora ridicola, ambientazione non ridicola ma quasi. Io non consiglierei di andarlo a vedere…

La classifica del 2007:
1. The Prestige: 8
1. Elizabeth: 8
1. Hannibal Lecter – Le origini del male: 8
2. The Illusionist: 7,5
2. The Simpsons: 7,5
2. 300: 7,5
2. Blood Diamond: 7,5
3. Lo Spaccacuori: 6,5
3. Pirati dei Caraibi: 6,5
4. Apocalypto: 5,5
5. 1408: 4


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L’Impalatore (meticcio)

Oggi ho letto una notizia quantomeno singolare, in cui prima si afferma che l’ultimo erede del leggendario Conte Vlad è morto, poi – subito dopo in pratica – viene detto che invece questo signore defunto ha un figlioletto.

Quindi, semmai, è il penultimo degli impalatori!

Ehhh, amici del Corriere, vi vedo un po’ distratti ultimamente! Sorvoliamo sugli errori di ortografia, va’…

Tornando alla notizia nuda e cruda, andiamo a leggere che si tratta di un Dracula bastardino, in realtà. Infatti, il nostro trapassato non ha il sangue di Vlad nelle vene: è stato adottato da una delle ultime discendenti della casata Tepes, che lo ha preso con sé per il fatto che aveva tratti molto rumeni.

Per contro, lui invece di succhiare il sangue faceva in modo di donarlo, organizzando feste a tema in cui si raccoglievano plasma e fondi. Tra l’altro è anche caduto economicamente in disgrazia.

A conti fatti, mi domando: il povero Ottomar Dracula Junior dovrà tornare alle antiche usanze di famiglia (acquisita), per sopravvivere?

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La Sindrome dello Scarrafoneâ„¢

Since world is world, l’animale uomo è stato coinvolto (più o meno passivamente) in flussi migratori di massa. Non solo di massa, poiché possiamo registrare anche fenomeni di nomadismo solitario.

Oggi vi esporrò il mio trattato sulla Sindrome dello Scarrafone™, che colpisce qualche esemplare di maschio medio-adulto Meridionale quando si trova ad emigrare nel famigeratoNord.

Dopo, leggere attentamente anche le avvertenze. Di questi tempi, non si sa mai…

Come colpisce?
La Sindrome dello Scarrafone™ colpisce in modo subdolo, comunque non senza avvisaglie nei giorni precedenti il sopraggiungere della malattia. I soggetti a rischio, tuttavia, non prestano attenzione al malessere (il maschio Meridionale medio-adulto è notoriamente capoccione) e ne restano imbrigliati mani e piedi.

Quali sono i sintomi?
Dapprima abbiamo un entusiasmo fuori norma per l’approccio alla metropoli; l’idillio dura però poche ore, un giorno al massimo. Da questo punto in poi è un alternarsi di musi lunghi e teste basse, non appena il pensiero si rivolge verso mammà (si verifica l’assioma affermante che “ogni scarrafone è bell’a mamma soja”). Già a questo punto, il nostro scarrafone dovrebbe rendersi conto che sta per cadere in un pozzo senza fondo, che lo porterà alla malattia vera e propria. Ovviamente non se ne accorgerà.

La fase di incubazione

In questa fase lo scarrafone crede di potercela fare, ed a tratti ci riesce. Tuttavia, lo scarrafone più debole inizia a sentirsi perseguitato dal mondo Settentrionale, mischiando al suo virus un’altra malattia fulminante: la Sindrome del Terrone. La combinazione delle due sindromi può essere devastante, perché oltre al pensiero opprimente di mammà che prepara manicaretti di ogni tipo, abbiamo il pensiero opprimente della gente del Nord che disprezza il povero scarrafone. Questo ovviamente è tutto nella sua testa, altrimenti non sarebbe una malattia ma un disastro sociale.

La malattia
Quando la Sindrome dello Scarrafone™ si scatena in tutta la sua potenza, infine, il paziente sente l’impulso irrefrenabile di tornarsene da mamma sua, mollando casa e lavoro. Il più delle volte resiste e finisce in analisi, altre volte corre ad attaccarsi alla sottana di mammà, abbandonando il campo. Vediamo le cure attualmente disponibili per questa sindrome.

Le cure
Si segnalano casi sporadici di scarrafoni guariti completamente, tuttavia la ricerca ha ancora molto da fare in questo campo. Le nuove frontiere genetiche spingono gli scenziati a prelevaregeni di scarrafone sano e ad impiantarli nei soggetti a rischio, stroncando così il morbo sul nascere. Perché non tutti gli scarrafoni si ammalano nel processo di emigrazione, ambientandosi subito nella nuova realtà. Sembra che questa sia l’unica strada da percorrere. Oppure gli psicofarmaci: pìgliate ‘na pastiglia.

L’impegno sociale
La Sindrome dello Scarrafone™ viene presa in seria considerazione da questo blog, che lancia una raccolta fondi in favore della SOS (Salviamo ‘O Scarrafone). Potete sovvenzionarla cliccando qui.

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