Perché il Kosovo doveva restare in Serbia?

cose radioattive, war games 8 Comments »
Me lo sono chiesto molte volte, negli ultimi giorni. Ho letto articoli su articoli, opinioni di filosofi, statisti, esperti di guerra, diplomatici: il problema è serio.

A me questa dichiarazione di indipendenza sa molto di strumentalizzazione internazionale. Si è creato un precedente pericoloso, dopo anni dalla guerra. Qui si va in direzione contraria al processo di unificazione politica ed economica in corso in Europa da cinquant’anni a questa parte; ma poi, chi ci garantisce che il nuovo Kosovo rispetti la forte componente di nazionalità serba presente nella regione?

Questo acuisce la tensione internazionale, visto che la Spagna si oppone fermamente a questa secessione, così come la Russia e tanti altri Paesi, soprattutto quelli confinanti con la Serbia. Una separazione unilaterale che potrebbe fomentare altre etnie a fare la stessa cosa. Penso ai Paesi Baschi, penso alla Catalogna, ad esempio. O alla "Padania libera". I motivi della separazione sarebbero ovviamente molto diversi, però non bisogna sottovalutare nulla.

I russi parlano di pericolo per la stabilità continentale: per me hanno ragione. La Serbia -naturalmente- reagirà. E poi cosa succederà? Qualcuno dovrà aiutare di nuovo il Kosovo. Chi sarà questo qualcuno? Ne avete una qualche vaga idea? Io sì. Poi, di conseguenza, qualcuno andrà ad aiutare la Serbia. Ops! Ho una vaga idea anche di chi sarà questo qualcuno.

Evidentemente Belgrado è da sempre sede di micce per guerre internazionali, Francesco Giuseppe insegna. Sembra che qualcuno cerchi solo una scusa per muovere guerra al mondo intero. Non impareremo mai dalla storia, che puntualmente si ripete.

E i disordini di questi giorni con l’ipotesi russa di intervenire militarmente se la NATO violasse le indicazioni dell’ONU non lasciano presagire a nulla di buono.

Ho fatto due conti…

cose radioattive, politica, società, war games 11 Comments »
… E non tornano, decisamente. E’ da tanto che non parlo di qualcosa di serio, voglio approfittarne per farlo nel momento in cui la corsa alla Casa Bianca ha il suo punto di partenza… Hillary Clinton, Barak Obama, Rudolph Giuliani, forse Michael Bloomberg: questi sono i nomi forti; gli altri, come al solito usciranno nell’indifferenza generale. Ci sarà di certo qualche sorpresa negli stati meno "forti", ma alla fine i valori saranno quelli.

Ma teniamo per un momento tutto in sospeso, tornerò tra poco sulla questione.

Voglio prima dare uno sguardo a quello che succede nel mondo. All’ultimo avvenimento, in particolare: Turchia attaccata dai Curdi. Già nel titolo posso notare un’imperfezione: i Curdi non stanno attaccando, bensì rispondono a degli attacchi mirati subiti per mano degli stessi turchi in congiunzione con gli americani. In territorio iracheno, non turco, cosa da non sottovalutare.

Qualche anno fa, c’era Saddam: pulizia etnica e sostanziale libertà religiosa.
Oggi, ci sono gli Stati Uniti: rimasta la pulizia etnica, persa la libertà religiosa poiché abbiamo uno Stato fortemente estremista.

Riflettiamo sugli errori commessi dall’Occidente, quindi. Errori di cui gran parte della responsabilità ricade sugli USA.

Fatto questo piccolo excursus, torniamo negli States. Il primissimo round delle Primarie, nello Stato dell’Iowa - poco indicativo per la verità -, ha tirato comunque fuori i primi risultati oggettivi.
Obama da una parte (Democratici), Huckabee dall’altra (Repubblicani): questi i vincitori delle consultazioni; in modo anche piuttosto netto, nell’ordine dei dieci punti percentuali. Solo terza Hillary, solo sesto Giuliani.

Il dato veramente importante, a cui voglio riallacciarmi, è però l’affluenza alle urne: elevatissima.
Gli Stati Uniti ci hanno abituati a scarse partecipazioni al voto, con percentuali di astenuti che da noi sarebbero impensabili. Stavolta vanno a votare in massa, e non dimentichiamo che siamo solo alle Primarie: il Presidente verrà eletto a novembre. Questo vuol dire che i cittadini hanno preso coscienza della situazione? Parliamoci chiaro: gli States non sono più visti come i più fighi dell’universo, e "Lamerica" non è più un così bel sogno. Questo a causa dei vistosi errori strategici post undici settembre, a mio avviso. Una bella lavata di immagine potrebbe darla Obama, e su di lui voglio soffermarmi un attimo: la popolazione di colore residente negli USA è in genere refrattaria alle elezioni, ma stavolta potrebbe andare in massa alle urne. L’occasione di avere un Presidente nero è troppo ghiotta. Non tanto per motivi razziali, quanto per segnare un vero e proprio cambio epocale di rotta. L’altra soluzione è il Presidente donna, che però sa tanto di minestra riscaldata, a causa del cognome altisonante. Comunque, rispetto a questi di Bush, quelli di Clinton furono ottimi governi anche a livello di immagine all’estero. La nota dolente viene dall’altra parte, quella repubblicana: Giuliani è uno tosto, viene dalla città per eccellenza, New York. Sindaco molto amato e dalle idee conservatrici ma non troppo. Il risultato dell’Iowa però lo penalizza tanto, potrebbe essere una mazzata per lui. Potrebbe anche scendere in campo l’attuale sindaco di NY, il multimiliardario Bloomberg: ma un capo del Governo proprietario di molti media è una cosa già vista, noi purtroppo ne sappiamo qualcosa. Gli altri sono o predicatori o veterani di guerra, perciò dire conservatori è dire poco.

Tirando le somme, per me chi tra Barak Obama e Hillary Clinton uscirà vincitore dalle Primarie sarà il Presidente virtuale degli Stati Uniti. La palla passa ora al New Hampshire, primo vero banco di prova, sempre decisivo per le elezioni. Quel voto sarà molto indicativo sui valori reali dei candidati. Staremo a vedere.

Italia si, Italia no

cose radioattive, politica, war games 16 Comments »
… Italia gnamme, se famo du’ spaghi
Italia sob, Italia prot!, la terra dei cachi…

Dopo qualche giorno, voglio scendere anche io nella mischia e parlare dei fatti della base USA di Vicenza.

Le dichiarazioni di ieri di Prodi & co. non fanno di certo ben sperare in una conclusione positiva della vicenda. Dall’opposizione, d’altra parte, sentiamo sparare solo cazzate, quindi non è che possiamo aspettarci chissà cosa di costruttivo.

Prodi dice che la decisione era stata già presa dal governo precedente e non si può più tornare indietro - tra l’altro afferma anche che l’opposizione di allora ne era completamente all’oscuro. Cazzate. Lo sapevo anche io, figuratevi.

Poi, sul fatto che non si può tornare indietro… Beh, l’ultima parola dovrebbe sempre avercela lo Stato italiano.

La verità, secondo me, è un’altra: da una parte si è davvero costretti a dire si, gli interessi in gioco sono troppo elevati, e forse le pressioni sono così grandi da non poter opporre rifiuti. Capita anche alle persone normali nella vita di tutti i giorni, figuriamoci a quel livello. Però bisogna capire che forse non è un bene lasciare ingrandire la base americana, che diventerebbe una delle più grandi in Europa, se non la più grande. Non diventeremmo automaticamente un bersaglio preferenziale per eventuali nemici americani?

Se ci fossero anche (come credo di sicuro) armi nucleari in quella  base, questa non diventerebbe un gigantesco mortaretto pronto ad esplodere e a far saltare tutto il Nord Italia? Oltre ad inondare di radiazioni il resto del Paese e buona fetta dell’Europa, ovviamente.

La gente del luogo sembra un po’ indifferente, in alcuni casi: la base americana porta anche molti posti di lavoro, che aumenterebbero di molto con l’ampliamento. In effetti, se non ci fossero le suddette e pericolose controindicazioni, non sarebbe affatto un’idea da scartare.

Ma i problemi ci sono, e l’atteggiamento bellicoso di alcuni stati, in primis gli States, non migliora di certo la situazione.

Va a finire che gli altri fanno i galletti e noi ci prendiamo i missili.

Si, è proprio la terra dei cachi.

Vento d’Oriente

cose radioattive, war games 20 Comments »
Ma sarebbe meglio definirla una tempesta di sabbia globale.

Il Sunday Times parla di un piano israeliano per un attacco nucleare contro l’Iran, per distruggere (…) le centrali di arricchimento dell’uranio.

Sarebbe il primo attacco nucleare dopo Hiroshima, e le bombe isrealiane sarebbero di una potenza di 1/15 rispetto a quella caduta in suolo nipponico.

Queste bombe sarebbero telecomandate (quindi intelligenti, ma mi pare di averla già sentita questa storiella delle bombe intelligenti) ed andrebbero ad esplondere in profondità direttamente nelle centrali, per prevenire così i rischi di una fuoriuscita di radioattività.

Il Mossad è convinto che l’Iran riuscirà a produrre armi nucleari nel giro di due anni, quindi il tutto andrebbe distrutto adesso. Questo secondo le fonti del Times. Starebbero cercando anche l’aiuto degli Stati Uniti, ovviamente.

Dal canto suo, Ahmadinejad ha dichiarato che se Israele proverà ad attaccarli, se ne pentirà amaramente.

Sembra tutto così semplice

Io però ho pensato subito ad una cosa: queste maledette bombe intelligenti che andrebbero ad esplodere direttamente nei reattori iraniani, non causerebbero poi immediatamente l’esplosione degli stessi? Come cacchio pensano di impedire una fuoriuscita di materiale radioattivo?

Hanno intenzione di uccidere milioni di iraniani, forse? E di scatenare una contro-offensiva nucleare? E poi una terza guerra mondiale?

Ma bravi.

Spero tanto che le fonti del Sunday Times siano false.

La storia si ripete sempre.

war games 16 Comments »
Un mio amico mi ha segnalato la citazione di Tacito che ho postato.

Anche se riferita ai Romani, credo sia comuque attualissima. Io sono convinto che l’uomo soffra della proprietà di "assenza di memoria" (come la legge esponenziale, che però ne gode invece di soffrirne, ma questo è un delirio pre-esame), e che quindi non impari dai propri errori.

La storia si ripete. Qualcuno fa gli stessi errori dei nostri avi. Mi rendo conto che molti non li considerano tali, ma alla lunga il ragionamento di Tacito avrà la meglio. E l’uomo si renderà conto di tutti i suoi errori.

Ma c’è davvero bisogno che sia troppo tardi?

Saddam & co.

cose radioattive, politica, war games 23 Comments »
Qui qualcuno è ipocrita.

E non sto parlando di Saddam. No, nemmeno di Bush. No, nemmeno del Nano, stavolta.

Ma di Blair, Prodi e della UE tutta. Si, ce l’ho con la democraticissima Unione Europea. Perchè mi hanno fatto girare le scatole. Non è possibile ricordarsi di essere contrari alla pena di morte solo quando fa comodo. Non ho mai sentito la UE prendere una posizione ufficiale su di una condanna a morte negli States o in altre nazioni. Saddam merita di morire meno di un condannato qualsiasi dello Stato del Texas? Cos’ha di più?

Allora permettetemi di dire che quei signori devono stare zitti: perchè se non hanno il coraggio di dire agli amici americani - "Hey, non si fa!", non vedo perchè dovrebbero parlare ora che si condanna un personaggio famoso e controverso. Lasciatelo morire come lasciate morire tutti gli altri condannati, senza fare una piega o dire una parola per salvarlo.

La vita di Saddam vale più di quelle dei condannati a morte fatti fuori dalla giustizia "normale"?

Io mi sono posto questa domanda.

E ci tengo a precisare che non sto facendo un discorso di validità sociale o meno della pena di morte, per quello ognuno ha la sua testa e la può pensare come gli pare. Faccio solo un discorso di coerenza.

La UE condanna la pena di morte? Bene, allora deve condannarla SEMPRE E COMUNQUE.

Due storie molto diverse…

cose radioattive, economia, in nomine patri, politica, war games 19 Comments »
…Che riconducono allo stesso tema: la morte.

Michael Johnson, un condannato a morte dello stato del Texas, si è tolto la vita nella sua cella poche ore prima della sua esecuzione. E’ stato trovato in una pozza di sangue, dopo essersi tagliato la vena giugulare e un’arteria del braccio destro per mezzo di un pezzo di metallo.

Ha lasciato un messaggio, scritto col suo sangue: "NON SONO STATO IO".

Johnson era stato condannato a morte per l’uccisione di Jeff Wetterman durante una rapina con il suo complice, David Vest, nel lontano settembre ‘95. Vest è libero dopo aver scontato una pena di 8 anni per rapina aggravata. Ha testimoniato contro il suo complice. Johnson a sua volta affermava che fosse stato l’altro ad uccidere, non lui. L’esecuzione non era ancora certa, dato che vi erano dei ricorsi pendenti. Però questo suicidio fa un attimo pensare che forse non era lui il colpevole. Poi non si può dare peso alla testimonianza del suo complice, che ovviamente per salvarsi il culo avrebbe accusato anche sua madre. Morto da innocente? Non lo sapremo mai.

—–

Delle "velate" minacce sono arrivate dal presidente iraniano dal nome pronunciabilissimo, Ahmadinejad: "Israele tra poco sparirà" - "L’Europa deve stare attenta: l’America è lontana, loro no."
Ahmadinejad è sicuro che ogni nuovo attacco israeliano e dei suoi sostenitori avrà una giusta vendetta, e che l’Olocausto è una falsa leggenda.
Cari amici, il clima è sempre più pesante. Ad ogni dichiarazione provocatoria, ne risponde una ancora più provocatoria. E’ così che si inizia una guerra. Ognuno sta aspettando che l’altro faccia il primo passo.

La questione nucleare iraniana è solo uno specchietto per le allodole, in gioco ci sono interessi pesanti, interessi che riguardano il futuro di una parte o dell’altra del mondo. Madre Natura ha voluto fare le cose per bene: ha dato lo sviluppo a chi non ha fonti energetiche, e le fonti energetiche a chi è povero. Tutto questo poteva essere d’equilibrio, un volano di sviluppo per tutti. Uno scambio alla pari. Nella realtà invece le cose sono diverse. Chi ha di più, vuole sempre di più; chi ha di meno, anche lui vuole di più. Il problema è che "il di più" non basta per tutti. Qualcuno dovrà privarsi di qualcosa, oppure tutti dovremo rinunciare a qualcosa per il bene di tutti.
Altrimenti si arriverà presto all’uso della forza, con risultati prevedibili. Milioni di morti, pianeta distrutto dalle bombe atomiche, per che cosa? Dopo un conflitto di questo genere, non ci sarà più niente da spartire, il petrolio e il gas non serviranno poi a molto. Chi può, punti sulle energie rinnovabili, eliminando di fatto il problema alla radice.
L’Iran stesso costruisce delle centrali nucleari, pur essendo tra i primi tre produttori di petrolio al mondo: nessuno si chiede il perchè? Non potrebbero usarlo per loro, il petrolio che producono? No, è una preziosa merce di scambio con il cieco Occidente, che potrebbe fare ma non fa.

Perchè, diciamocela tutta, dei problemi religiosi e culturali tra Israele e Paesi Arabi non importa niente a nessuno, tantomeno agli Stati Uniti e all’Iran. E’ solo una scusa per avere il controllo di tutto. Come sempre la religione viene usata per convincere le masse a fare qualcosa che altrimenti non farebbero. La religione è l’oppio dei popoli, diceva Marx.

Il petrolio è l’oppio dei potenti e degli aspiranti tali, dice uno qualsiasi. Si va verso la morte di una buona fetta di abitanti della Terra. Ahmadinejad non vuole il nucleare, vuole solo il potere. Così come tutti gli altri.

Il mondo morirà da innocente? No, non credo. Siamo tutti colpevoli, se non facciamo niente. Coltiviamo l’odio dentro di noi e lo trasmettiamo a chi ci sta vicino. Ma possiamo ancora cambiare. Le rivoluzioni cominciano dal basso.

—-

Johnson si è ucciso, ma se ci pensate ha solo anticipato le cose. Il mondo, pure lui, si sta uccidendo, solo che sta anticipando troppo. Non è ancora la nostra ora, vorrei che lo capissero anche quelli con lo scettro. Si può vivere in pace, ma solo eliminando le diversità create con cura nel corso dei secoli. Con altrettanta cura.

Intrighi internazionali.

cose radioattive, politica, war games 7 Comments »
L’Italia entrerà a far parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, come membro non permanente, per i prossimi due anni. Ha preso una valanga di voti, 187 su 193, con 3 astenuti e tre contrari.

Fin qui, potrebbe sembrare una buona notizia per il prestigio internazionale del nostro Paese. Ma io come al solito mi faccio troppe domande.

Mi sembra quantomeno strano che l’Italia sia entrata nel Consiglio proprio in questo momento di forti tensioni internazionali. Non è che gli USA hanno bisogno di un ulteriore voto a favore? Così hanno dato una spintarella alla causa italiana affinchè risultasse vincente. Perdonatemi se sono sospettoso…

Tante volte c’è "bisogno" di attaccare la Corea del Nord o l’Iran, e l’Italia non potrà di certo negare il suo voto agli amici di sempre. In modo che restino amici, no?

Bah, avrei preferito che l’Italia non entrasse mai a far parte di quel Consiglio, almeno non avrebbe avuto altri morti sulla coscienza.


WordPress Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Login