Cento di questi smilies

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Anche le emoticons hanno il compleanno!

Esattamente venticinque anni fa, alla Carnegie Mellon University, il professor Scott E. Fahlman ideò un sistema per evitare i fraintendimenti dovuti all’inespressività testuale nelle conversazioni. Infatti, durante le loro dotte discussioni a distanza su argomenti più o meno importanti, professori e scienziati spesso non riuscivano a cogliere il tono di alcune frasi, confondendo tra serio e faceto.

Qualcuno propose di aggiungere ai messaggi un asterisco ( * ) per segnalare le frasi ironiche, qualche altro propose due parentesi graffe con dentro un cancelletto ( {#} ) a rappresentare le labbra col sorriso.

La semplicità della soluzione di Fahlman fu però quella vincente: la sua "faccina" ricalcava con caratteri ASCII il faccione giallo (il famoso Smile) inventato nel 1963 da Harvey Ball.

Da allora il testo divenne più espressivo, e per il bene della scienza non ci furono altri fraintendimenti testuali nel mondo accademico.

Oggi vi è un utilizzo sfrenato degli smilies, condannati da qualcuno ed osannati da altri.

Come in ogni altro ambito, ne trovo giusto l’utilizzo contestuale. Spesso è facile non capirsi per una frase ironica che in formato testuale perde tutta la sua simpatia. Dove non arriva l’orecchio, agevoliamo l’occhio.

Da Punto Informatico (articolo di Gaia Bottà), riporto questo stralcio:
Ma c’è chi ancora storce il naso: i puristi della lingua continuano a sostenere che, se maneggiato con perizia, il linguaggio scritto è autosufficiente e capace di esprimere ogni sfumatura delle emozioni senza l’aiuto di marcatori. Un’idea alla quale Fahlman replica difendendo la sua invenzione: non tutti hanno una dimestichezza degna dei migliori prosatori, a maggior ragione online, quando le conversazioni scorrono veloci e sono essenziali.

Insomma, le emoticons hanno un loro perché storico. Se ne può condannare l’uso smodato, ma di certo possiamo sdoganare il loro utilizzo nel contesto opportuno.

Remote Control

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Tra qualche anno potremo comandare la TV con un semplice movimento delle mani. Non vedo l’ora.
Ecco un esempio:

comandi tv

Come pensate che reagirà il mio televisore, quando farò così?

dito medio

Non sottovalutate gli elementi

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Tu.

Sì, tu.

Tu che fai jogging con il tuo fedele iPod ai giardini pubblici.

E magari piove pure. Poco male, tanto sei già tutto sudato.

Invece no. Attento. Potrebbe esser peggio*.

Tipo un’ustione.

E ti raccoglieranno tra gli stenti mentre il tuo corpo brucia per il fuoco causato dalle scariche elettriche sganciate a go-go verso la tua testa dal tuo meraviglioso player ‘nzacco trendy.

Tu. Fai una scelta saggia.

Domani esci senza cuffiette. O almeno controlla le previsioni meteo.

Non si sa mai. Potrebbe toccare proprio a te.

E non grattarti, è inutile.

*Potrebbe esser peggio –> cit. Young Frankenstein

Windows SVista

tech 17 Comments »
Si può riuscire a peggiorare un sistema operativo già pieno di problemi?

Certo. Microsoft ci riesce abitualmente.

Dopo un barlume di positività con l’avvento di Windows 2000, nato dalle ceneri di Windows NT, al momento della fusione con la famiglia 9x/ME è poi sorto Windows XP. XP sta per eXPerience. E già il nome è tutto un programma.

Windows XP è stato un aggregato (o dovrei dire accozzaglia) semi-riuscito delle due tecnologie. Io -anche se mi vergogno un po’ ad ammetterlo- sono stato un Beta-tester di questa versione del sistema. Perdonatemi, ma ormai sono passati cinque anni, il reato è caduto in prescrizione. Per la verità, trovai un grosso bug: un problema con le schede video nVidia che portava al crash completo del sistema. L’hanno tappato alla meno peggio, se vi interessa saperlo. Io fui premiato con la versione originale di Windows XP Professional, come gli altri miei colleghi tester più meritevoli.
Mi è venuto in mente un simpatico aneddoto: trovai un bug piuttosto fastidioso riguardo alla gestione del sistema, e lo segnalai. Volete sapere la risposta? Ve la dico lo stesso. Mi risposero in due parole: by design. Cioè, quell’orrore secondo loro era una funzionalità del sistema.

Direi che in quel periodo mi convinsi definitivamente che fosse meglio Linux.

Ma torniamo ad occuparci dell’ultima creatura (soffermatevi sui paragrafi "Problematiche" e "Critiche", dopo aver letto il resto) Micro$oft. Ricordo che è la prima major release dopo sei anni dal rilascio di XP.

Io la chiamerei promessa non mantenuta. A Redmond annunciarono un prodotto rivoluzionario, con un file system chiamato WinFS. Sarebbe dovuto essere un qualcosa di eccezionale. Il progetto fu abbandonato per gravi problemi di sviluppo, con la promessa di implementare WinFS nella prossima versione di Windows. Poi arrivò la volta della rivoluzionaria (ancora?) interfaccia grafica. Non mi pare che ci sia niente di così nuovo, anzi. Chi ha un po’ di dimestichezza con MacOS X Tiger si accorgerà del tentativo malriuscito di scopiazzare un po’ delle sue funzionalità. Alla fine è solo un timido aggiornamento (in negativo) dell’interfaccia di XP. Infatti la trovo decisamente meno funzionale e produttiva.

Passo quindi a segnalarvi uno dei tanti simpaticissimi bug (ma credetemi, io li conosco, loro direbbero che si tratta una funzionalità): ad un certo punto, durante l’utilizzo della macchina, si sente partire un frullino. Niente paura, è l’hard disk del vostro pc che sta subendo qualche tortura da parte di Vista, nel personaggio di Instant Search. Si tratta dell’indicizzazione del disco, per una più rapida ricerca dei files. O almeno così dice Microsoft. In realtà è uno stress incredibile per il disco, che ne riduce di moltissimo la vita utile. Questa funzione di indicizzazione e ricerca sotto MacOS X si chiama Spotlight. Solo che Spotlight funziona. Niente frullino e ricerca pressochè istantanea.

Che altro dire, si può fare di peggio?
Si.

C’è qualcosa di prettamente studiato a tavolino, di cui Microsoft e produttori hardware dovrebbero vergognarsi: Vista non ha quella cosa importantissima chiamata compatibilità retroattiva. Un esempio? Il modem Speedtouch in comodato d’uso di Alice ADSL. Non funziona (ok, ci sarà un modo per forzarlo, ma l’utente medio non lo forza). E pare che non ci sia molta voglia di supportarlo. Quando invece i driver per XP avrebbero dovuto funzionare tranquillamente, essendo rimasto il nucleo del sistema quasi totalmente identico. Ah! Anche molti software non funzionano, per gli stessi motivi di prima. Una mera, scorretta, manovra di marketing. La gente deve comprare un nuovo PC, se vuole metterci Vista.

Io mi permetto di dire che sono soldi buttati. Non dico di passare a Linux o di comprare un Mac. Ognuno fa quello che vuole. Ma se dovete comprare Vista, rimanete con XP. Vi offre maggiori garanzie, in attesa di una versione decente di Windows.

Posso tranquillamente dirvi che anche in Microsoft sanno che questa è solo una versione interlocutoria, infatti Ballmer si è lasciato sfuggire che ci sarà una nuova release del sistema operativo entro due anni. Con dentro WinFS e le altre innovazioni promesse secoli fa. Ed ha ricevuto una sonora bacchettata da Sua Maestà Bill.

Sulla schifezza che hanno combinato con il DRM (Digital Rights Management) preferisco sorvolare, o potrei incorrere in seri problemi.

Insomma, altri guai in Vista.

Questo non c’entra molto, ma fatemelo dire, visto che sto parlando di Microsoft. Ci mancava solo Doretta. Eloisa 2, la vendetta. Notate la rima perfetta. E pregate che la smetta. Meno male che oggi vado di fretta.
Sapete cosa risponde se per caso vi azzardate a digitare la parola "Google"?
"Google??? Ma no, è della concorrenza. Io uso Live Search, funziona alla grande!"

Dorè, ma vaffanculo va’! Te e quello stronzo che ti ha creato.

Verso il teletrasporto?

scienza, tech 13 Comments »
In Danimarca hanno compiuto un grosso esperimento (i risultati sono apprezzabili su Nature, quindi c’è da fidarsi) di teletrasporto: hanno trasmesso uno stato quantico da dei fotoni (componenti elementari della luce) ad un gruppo di atomi di Cesio. Per la prima volta nella storia sono stati teletrasportati oggetti di natura diversa, come luce e materia.
Attenzione, questo è un grandissimo passo in avanti per la ricerca scientifica. Nel passato informazioni simili sono state trasferite fra oggetti della stessa natura, per esempio da ioni a ioni o da fotoni a fotoni. Il passo è sostanziale.

Ora si ha un posto dove immagazzinare le informazioni (quanti, negli atomi), e un modo per trasportarle (fotoni). Si va verso il computer quantistico, una rivoluzione assoluta. Il sogno di molti scienziati.

Forse presto abbandoneremo il linguaggio binario, a favore degli stati quantistici, che possono esistere simultaneamente. Non più zero e uno, ma tanti stati, e molta più velocità di elaborazione. Anche le telecomunicazioni gioveranno del teletrasporto, potremo avere linee molto più veloci e sicure.

Andiamo verso la tanto sospirata Intelligenza Artificiale, quella vera?

Intanto continuiamo a sognare il teletrasporto che abbiamo sempre visto nei films, quello in cui le persone appaiono e scompaiono. Per ora nella realtà ci accontentiamo di spostare fotoni, è pur sempre un inizio! ;)


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