Cugini avanzati

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I cugini d’oltralpe saranno contenti di sapere che la Francia è il Paese dove si vive meglio in assoluto!

L’Italia si trova all’ottavo posto, dietro appunto a Francia, Australia, Olanda, Nuova Zelanda, Usa, Svizzera e Danimarca. Chiudono la top ten Lussemburgo e Argentina.

Ma… Ma… Qualcosa non mi torna.

Soprattutto quando vedo che la Gran Bretagna è solo 37esima.

Per questo sono andato a guardare i parametri di decisione: si fa molto affidamento sul clima, poi sulla sanità, sui trasporti e sulla cultura.

Beh, l’Italia è prima almeno in quello. In Francia effettivamente i trasporti funzionano meglio, il clima è vivibile, la sanità sembra funzionare bene.

Però non mi pare che nel Regno Unito stiano così male in questi settori. Pare infatti che siano stati pesantemente penalizzati dal clima piovoso. Oltre al costo della vita alto, che però a mio avviso è una grossa panzana: gli inglesi guadagnano anche tanto, oltre a spendere tanto. E’ tutto in proporzione. I trasporti ho potuto sperimentarli di persona e sono ottimi, sicuramente meglio di quelli italiani tanto per citare un esempio. Sulla cultura non c’è niente da fare, stanno un po’ indietro.

Ecco perchè questa classifica è fasulla, secondo me.

Per noi o per i francesi magari il clima inglese è brutto (per me no), ma avete mai provato a far stare due inglesi una giornata al mare in Calabria? Io si. E vi garantisco che rimpiangevano la pioggia. Per loro è meglio il loro clima, of course. Quindi è tutta questione di abitudini, questo parametro andava tolto dalla classifica. Poi c’è un’altra cosa che ha avuto poco peso nella valutazione, e che vorrei sottolineare: le libertà politiche e sociali. Il Regno Unito sta decisamente in vetta alla classifica.

Faccio notare che a causa del clima sono rimasti fuori i paesi scandinavi, che da sempre godono del riconoscimento dell’essere le nazioni nelle quali si vive meglio al mondo.

Comunque basta divagare, che non c’entra un cazzo. Alla fine volevo solo dire che non siamo più il Belpaese. E’ finita un’epoca. Basta pasta, pizza & mandolini, passiamo allo champagne.

Vecchio&Scapolo è bello?

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Oggi, mentre ero dedito a tutt’altra attività ("sfogliavo" i siti di molti quotidiani online per vedere quali fossero i più leggibili e quali avessero adottato le nuove tecnologie, il cosiddetto Web 2.0 - l’ho fatto per motivi curioso-statistico-lavorativi, farò presto le mie analisi anche qui) mi sono imbattuto in un curioso articolo de La Stampa, che potete leggere qui.

C’è un paese nei dintorni di Udine, Trasaghis, dove ci sono tantissimi scapoli. Scapoli per scelta, dicono alcuni di loro. Scapoli per costrizione, è la mia idea. Pare che negli anni ‘50 e anche dopo i fiocchi azzurri furono in larga maggioranza rispetto a quelli rosa.

Parecchi di loro non sono più giovanissimi, e i giovani faticano a trovarsi una fidanzata. Tanto da aver organizzato un incontro con delle ragazze ungheresi, che sembrano avere il problema opposto: non trovano uomini. Il presidente della Pro Loco l’ha preso come un impegno personale, unire qualche cuore. Così ha invitato cinquanta ragazze tra i venti e i quaranta anni, per accontentare tutti. Siamo sicuri che sia una buona idea? Mi sa che non va proprio così, in queste vicende. Non è che se portate 50 ragazze, queste si innamoreranno di quei poveracci. Chiaro che per qualcuna potrebbe succedere, ma volendo essere ottimisti molte di loro faranno finta per fare il grande passo verso il suolo italico. E poi? Alla fine che succederà? Soli erano, e soli rimarranno. Per fortuna che l’articolo prende la cosa in modo molto scherzoso…

Gli anziani intervistati dicono di stare benissimo così, dicono che era troppo faticoso passare il Tagliamento per andare fino ad Udine a trovarsi una ragazza. Io dico che in realtà quasi nessuno di loro può essere contento di invecchiare da solo. Mentono spudoratamente.

Voi che ne pensate? Vecchio e scapolo, è bello?

Grandi uomini.

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Oggi ho avuto l’onore di vedere e sentir parlare un grande scrittore, il mio preferito: Umberto Eco.

Tra la ressa incredibile di persone dell’Aula Magna, strapiena, ho potuto conoscere oltre al grande scrittore anche un uomo dallo spiccatissimo senso dell’umorismo. Ha fatto due-tre battute da schiattare dalle risate.

Entrare è stato complicato, dato che i Carabineros alla porta non facevano entrare neanche più i professori, tanto era piena l’aula. E vi posso assicurare che è molto grande. Poi ho trovato un’entrata, ehm, secondaria.

Il tema della lezione del Prof. Eco è stato "Riflessioni illustrate sulla bruttezza".

Tempo fa era già stato all’Unical a parlare della bellezza.

Davvero interessante, anche se non ho seguito tutto a causa del gran caldo e della difficoltà a sentirlo, dato il chiasso. Penso che comprerò il libro, mi ha affascinato molto la parte di discorso che ho ascoltato.

In ogni caso ho rafforzato la mia idea che Eco sia un personaggio da ammirare.

The Line - Perle di saggezza.

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La mente è come un paracadute. Funziona solo se si apre.
(Albert Einstein)

Comincia la rincorsa.

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Oggi è il primo settembre. Si tratta dell’inizio di quattro mesi infuocati per il sottoscritto. Si decidono tante cose importanti. O meglio, ho in mano le carte per vincere, sta a me giocarle bene. Di solito non fallisco mai quando si tratta di dare il colpo di reni finale. Sono uscito abbastanza ricaricato dai venti giorni irlandesi, questo mi potrà aiutare.

Per quanto riguarda l’università, siamo agli sgoccioli. Questo mese devo iniziare il -non ancora ben precisato- tirocinio, e da qui a dicembre devo dare i pochi esami che mi restano. Voglio arrivare al nuovo anno con il solo pensiero di cosa fare dopo. Tutto questo sarà il mio scopo principale dei prossimi mesi. Insieme ad altre cose altrettanto importanti per me, che non sto a raccontare qui.

La sfera lavorativa non è messa male, qualcosa si muove intorno a Radioactive Solutions, ed in ottobre ci saranno buone occasioni di farla ingranare definitivamente. Ci vorrà un po’ di fortuna e di impegno, ma penso che alla fine questo sarà un sogno che diventerà realtà. Senza fretta, però, non bisogna perdere di vista l’obiettivo primario.

Cosa farò dopo? Poi si vedrà. Dipende da molte cose, tra cui il fatto se sarò sempre solo a decidere, o dovrò tenere piacevolmente conto dell’opinione di un’altra persona. Questa è una sfida che non ho mai dovuto affrontare sul serio, perchè in reltà al momento di decidere ho sempre fatto di testa mia, seguendo la mia strada. Ora però forse sto cambiando idea, credo di vedere qualche incrocio in lontananza. Ma non troppo in lontananza.

Vedremo se andrò a finire a Barcellona, in Australia, altrove nel Belpaese, oppure se rimarrò ai piedi della Sila. Quest’ultima ipotesi mi sentirei però di scartarla, comunque vadano le cose.

Di solito le mie rincorse si concludono sulla linea del traguardo, anche a volte arrivandoci ammaccato e incerottato. Ma ci arriverò, potete starne certi. Non ha importanza vincerla in volata o per distacco, l’importante è portarla a termine, la propria sfida personale.

Non solo dall’America…

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Ogni tanto qualche notizia arriva anche dal Vecchio Continente: una donna si è addormentata nel congelatore, e purtroppo ci è rimasta secca.

Insomma, l’articolo dice che era stordita dai sedativi, però scambiare il congelatore per il letto mi sembra abbastanza singolare, anche con i sedativi… Quantomeno l’avrà trovato un po’ scomodo, penso.

Credo che, invece, abbia pensato bene di rifugiarsi lì per sfuggire all’eccezionale ondata di caldo che sta colpendo i Balcani.

Accidenti al sonno facile!

Champions League.

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Ihih, forse ci pensa l’Uefa a rimettere le cose a posto.

Lì i tarallucci non arrivano?

Tour de Flop.

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Non so quanti di voi seguono il ciclismo, ma quest’anno è successa una cosa molto curiosa proprio qualche giorno prima dell’inizio del Tour de France, la corsa più importante al mondo.

Ivan Basso, Jan Ullrich e Alexandre Vinokourov, i tre favoriti della corsa, sono stati esclusi dall’organizzazione a causa dell’inchiesta spagnola sul doping. Intanto comincio a dire che il Tour quest’anno è stato un fiasco in termini di ascolti e di partecipazione del pubblico durante le gare, per non parlare della solita noiosissima prima settimana.

Non mi soffermo troppo su Ullrich, che non è nuovo a queste cose, ma vorrei parlare di Basso, fresco vincitore del Giro d’Italia (dominato, quasi 10 minuti sul secondo in classifica), escluso per un semplice sospetto. Già, perchè prove contro di lui non ce ne sono per nulla. C’è solo il sospetto che in una telefonata del medico spagnolo coinvolto nell’inchiesta si parlasse di lui. Non viene mai fatto il suo nome, ed il medico si riferisce ad un certo "Birillo", che gli inquirenti avrebbero associato al nome del cane di Basso… Il punto è che il cane di Basso non si chiama Birillo! Se poi un corridore dice di essere pronto a sottoporsi anche all’esame del DNA per sfatare ogni dubbio, credo che gli si possa credere.

Perchè Basso non è uno di quelli usciti fuori all’improvviso. Chi segue il ciclismo sa che è andato sempre in crescendo, anno dopo anno, fino a diventare l’unico erede di sua maestà Lance Armstrong. Io credo che le sue vittorie siano unicamente frutto del suo lavoro.

Il Tour di quest’anno è stato di qualità mediocre. Se pensiamo che Cunego è arrivato secondo sull’Alpe d’Huez, mentre al Giro (dove era uno dei favoriti) si staccava non appena Basso accennava ad un’accelerazione, questo la dice lunga. Ha vinto un ex gregario di Armstrong, Floyd Landis. L’anno scorso Basso e Vinokourov diedero spettacolo, quest’anno i corridori superstiti si spingevano l’uno con l’altro.

Non vorrei che si ricadesse nel dramma occorso a Pantani. Un grande campione lasciato solo. E sappiamo tutti che fine ha fatto. Spero che Basso ritorni presto a vincere, dato che -giustamente- non è stato nemmeno sospeso dalla sua squadra. Anche stavolta l’organizzazione del Tour mi lascia qualche dubbio…


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