A che ora è la fine del mondo?

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Coverizzando la cover di Ligabue, oggi mi sono imbattuto in un articolo molto interessante del Corriere…
Caro Ligabue, sappiamo a che ora è la fine del mondo. O almeno in quale giorno, ecco.

Non facciamo i perfettini, eh…

Un giovane ragazzino tedesco ha calcolato la probabilità che l’asteroide Apophis colpisca la Terra il 13 aprile 2036 (giorno di Pasqua), rivedendo al ribasso le stime di Nasa ed Esa. Uhm, dire "riviste al ribasso" è riduttivo, visto che si passa da una probabilità su 45mila a una su 450.

Nico Marquardt - questo il nome del ragazzo 13enne di Potsdam - sostiene che la collisione con uno dei tanti satelliti che orbitano intorno al nostro pianeta favorirà l’impatto col suolo terrestre.

La Nasa ha dovuto fare l’imbarazzante ammissione di aver sbagliato clamorosamente i calcoli (anche se qualche scenziato non è d’accordo e rigetta la tesi del giovane crucco), tuttavia si astiene da ulteriori commenti.

L’impatto tra la Terra e Apophis (320 metri di diametro, 200 miliardi di tonnellate di peso) scatenerebbe qualcosa come l’energia di 65mila bombe nucleari tipo quella che ha distrutto Hiroshima: "Morirebbero milioni di persone; una fitta polvere coprirebbe il cielo per anni; un gigantesco tsunami scaturito nell’Oceano Atlantico allagherebbe parti della Terra", dichiara Nico.

Che culo! - Aggiungo io.

Beh, nel 2036 avrò 54 anni: poteva andarmi decisamente peggio. Queste cose vanno prese con filosofia

Cento di questi smilies

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Anche le emoticons hanno il compleanno!

Esattamente venticinque anni fa, alla Carnegie Mellon University, il professor Scott E. Fahlman ideò un sistema per evitare i fraintendimenti dovuti all’inespressività testuale nelle conversazioni. Infatti, durante le loro dotte discussioni a distanza su argomenti più o meno importanti, professori e scienziati spesso non riuscivano a cogliere il tono di alcune frasi, confondendo tra serio e faceto.

Qualcuno propose di aggiungere ai messaggi un asterisco ( * ) per segnalare le frasi ironiche, qualche altro propose due parentesi graffe con dentro un cancelletto ( {#} ) a rappresentare le labbra col sorriso.

La semplicità della soluzione di Fahlman fu però quella vincente: la sua "faccina" ricalcava con caratteri ASCII il faccione giallo (il famoso Smile) inventato nel 1963 da Harvey Ball.

Da allora il testo divenne più espressivo, e per il bene della scienza non ci furono altri fraintendimenti testuali nel mondo accademico.

Oggi vi è un utilizzo sfrenato degli smilies, condannati da qualcuno ed osannati da altri.

Come in ogni altro ambito, ne trovo giusto l’utilizzo contestuale. Spesso è facile non capirsi per una frase ironica che in formato testuale perde tutta la sua simpatia. Dove non arriva l’orecchio, agevoliamo l’occhio.

Da Punto Informatico (articolo di Gaia Bottà), riporto questo stralcio:
Ma c’è chi ancora storce il naso: i puristi della lingua continuano a sostenere che, se maneggiato con perizia, il linguaggio scritto è autosufficiente e capace di esprimere ogni sfumatura delle emozioni senza l’aiuto di marcatori. Un’idea alla quale Fahlman replica difendendo la sua invenzione: non tutti hanno una dimestichezza degna dei migliori prosatori, a maggior ragione online, quando le conversazioni scorrono veloci e sono essenziali.

Insomma, le emoticons hanno un loro perché storico. Se ne può condannare l’uso smodato, ma di certo possiamo sdoganare il loro utilizzo nel contesto opportuno.

Sim Sala Bim!

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Leggevo ieri sul Corriere dei dieci misteri ancora irrisolti dalla scienza. Proseguendo sul filone dell’apparentemente inspiegabile, vediamo come mi pongo io in raffronto a questi dieci quesiti (presi dal pop-up che potete aprire dalla pagina dell’articolo).

- La connessione mente-corpo. Quale influenza ha la mente su corpo? E il corpo sulla mente? Interrogativi che la scienza si è posta da tempo e cui non ha saputo trovare una spiegazione esaustiva. Nonostante i notevoli progressi compiuti dalle neuroscienze negli ultimi venti anni, molti fenomeni restano misteriosi anche per la medicina.
Non riesco bene ad individuare di quali connessioni si parli. Se vogliamo vedere il tutto come la straordinarietà del nostro cervello, credo che questo resterà a lungo un mistero per la scienza. Siamo già ad un livello molto avanzato della conoscenza della "macchina" uomo: dubito che si potrà andare tantissimo oltre, perché significherebbe aver risolto il mistero più grande, quello della vita. Quando l’uomo arriverà a scoprire totalmente se stesso, soprattutto i primi che ci riusciranno, avranno in mano un potere così grande da poter tenere in pugno l’umanità intera. Ciò che si conosce, lo si può controllare.

- Le percezioni extrasensoriali. Molti i tentativi di testare la validità delle presunte capacità extrasensoriali, tutti con esito negativo. Ciononostante non è stato nemmeno possibile dimostrare la falsificabilità delle stesse esperienze, mettendole così nel computo dell’impossibile. Forse non è con strumenti scientifici, o perlomeno non con quelli oggi a disposizione, che si potrà spiegare la capacità di predire il futuro o il funzionamento degli altri magici «poteri psichici».
Questo è un argomento molto delicato, da andarci coi piedi di piombo. E credo che sia fortemente dipendente da quello che lo precede. Il nostro corpo nasconde aspetti che esulano dalla vita così come la intendiamo oggi. In qualcuno questi aspetti cercano di emergere in qualche maniera: attraverso i sogni, attraverso visioni, attraverso sensazioni. Non si tratta di "poteri", ma di capacità innate in ognuno di noi. Bisogna solo tirarle fuori.

- La quasi-morte. Sono numerose le testimonianze di persone che sono state molto vicine alla morte. La luce in fondo al tunnel, il vedere il proprio corpo dall’esterno, il grande senso di pace sono descrizioni frequenti tra chi ha vissuto tali momenti. Tuttavia nessuno è mai riuscito a dimostrare alcunché a riguardo, né i redivivi né i medici. Né in un senso né nell’altro.
Sulla luce in fondo al tunnel, credo in una teoria sentita tempo fa che spiega il tutto in modo piuttosto semplice e disarmante: così semplice che potrebbe essere quella giusta. In punto di morte, riaffiorano i ricordi immediatamente precedenti alla nascita, e di conseguenza la luce che il futuro neonato vede all’uscita del "tunnel". Sul vedere il proprio corpo dall’esterno non ho molto da dire, solo che non sono scettico in tal senso.

- Gli Ufo. Che esistano oggetti volanti non identificati non è in discussione. Tanti, troppi gli avvistamenti cui l’aeronautica civile e militare non ha mai dato spiegazione; ma da questo a poter dimostrare l’esistenza di extraterrestri su navi spaziali ce ne corre parecchio, soprattutto per gli scienziati.
Argomento trito e ritrito, tutti pensano all’idea affascinante di presenze aliene e tutti sanno degli esperimenti militari che producono macchine di questo genere. Se qualcuno c’è, prima o poi lo sapremo.

- I Deja-vu. La sensazione di aver già vissuto un’esperienza, di aver già visto un luogo in cui non si è mai stati, di aver già sentito una musica nuova, o detto alla francese «deja-vu» (già visto). Le ricerche scientifiche in merito hanno dato una serie di giustificazioni al fenomeno, ma non sono ancora riuscite a spiegarne la vera causa e la natura.
A chi non è mai successo di averne? Vite precedenti? Percezioni extra-sensoriali (vedi sopra)? Se a qualcuno, come me, è capitato di farsela addosso (metaforicamente parlando) vedendo accadere una situazione già vista in precedenza, tale e quale, in questo caso lo scetticismo va a farsi benedire.

-I Fantasmi. Vere e proprie star della letteratura e del cinema, i fantasmi forse esistono anche al di fuori del mondo della fiction. Suggestione o realtà, il fatto è che le testimonianze, come per gli Ufo, continuano numerose e come per gli ufo nessuno è mai riuscito a dirimere definitivamente la questione.
Per me i fantasmi esistono, eccome. E’ riduttivo e stupido pensare ai fantasmi come li conosciamo dai racconti. Mi riaggancerei piuttosto al discorso del multiverso e delle dimensioni parallele. Qualche volta avviene un passaggio dimensionale, et voilà, ecco il nostro bel fantasmino. Parliamo di fantascienza, appunto. Ma non credo che lo resterà per sempre.

- Le scomparse misteriose. Rientrano nei casi che la scienza non sa spiegare anche le numerose scomparse di persone. Quando nemmeno la polizia scientifica riesce a trovare le prove non è possibile sostenere nessuna tesi.
Con questo credo che la scienza abbia poco a che fare. Se la gente sparisce, o è scappata, o si è persa, o è stata uccisa.

- L’intuizione. Il sesto senso, la comprensione ingiustificata e non consapevole ma di cui si è convinti come di un teorema matematico. La scienza non riesce a spiegare, tra i vari meccanismi psichici, quello dell’intuizione. Per Platone si trattava in realtà di memoria di conoscenze innate, o già vissute precedentemente. Ma Platone credeva nella trasmigrazione delle anime e benché grande filosofo non si può annoverare tra gli scienziati che invece rimangono senza parole dinnanzi alle intuizioni, da quelle più futili a quelle… matematiche.
Altra qualità innata degli esseri umani, in alcuni meglio sviluppata che in altri. Forse è meglio che non venga mai scoperto da dove si origina. Qualcuno potrebbe approfittarne.

- Il Bigfoot. Piedone l’americano, un animale simile a un uomo ma molto più grande. Di lui, oltre alle testimonianze spaventate di molti nordamericani, restano solo le enormi impronte sulla neve. Scherzo o traccia di un nostro simile? Imparentato con lo ieti o uomo delle nevi dei Tibet, che molti scalatori tra cui Messner giurano di aver avvistato sull’Himalaya, rientra insieme ad altri mostri come quello di Loch Ness tra i casi che la scienza non può verificare per mancanza di prove, e che per lo stesso motivo non può falsificare.
E’ ragionevolissimo pensare che ci siano scimmie o altri animali simili all’uomo. Così come è ragionevolissimo pensare ad una burla.

- Il brusio di Taos. Taos è una cittadina del New Mexico (Usa). Alcuni dei suoi abitanti - circa il 2 per cento - da anni sentono un brusio a bassa frequenza provenire dal deserto circostante. Pressione bassa per una parte dei Taoiani? Forse sì, ma non si può dire con esattezza, la scienza deve ancora indagare a fondo. A questo serve, e con il suo metodo di tentativi e fallimenti ed esperimenti ripetibili è riuscita a spiegare molte cose che tempo fa sembravano misteriose.
Senza parole. Il Corriere ricorda solo questo fatterello, peraltro poco famoso. Io lo spiegherei con un’intensa attività elettromagnetica in quel punto. E le orecchie più sensibili a certe frequenze avvertono il rumore. O magari ci sono solo tanti pali dell’alta tensione, in quel deserto. Se volete sentire un bel brusio vi ospito a casa mia. Si sente il rumore della corrente che passa dalla centrale ai tralicci e poi da traliccio in traliccio.

Eppur si muove

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Guardate qui che roba. Queste cose mi hanno sempre incuriosito, voglio andare a vederlo.

Tutti col naso in su

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Chi può, stasera alzi il nasone e punti gli occhi verso il cielo intorno alle 21.30. Potrete ammirare Saturno che viene inghiottito dalla Luna.

Da consumarsi preferibilmente con The dark side of the moon in sottofondo.

Capello, sempre lui

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Terzo episodio della Trilogia di Capello.

Il nostro amico Capello si trovava a Bruxelles per motivi di salute: infatti era caduto nei dintorni di casa sua, facendosi molto male ad un braccio e alla spalla, così si dovette recare in Belgio per sottoporsi all’intervento chirurgico per risolvere il problema.

Dopo l’intervento, a Capello fu applicato alla spalla e al braccio un tutore esterno, in modo da tenere il tutto fermo.

Andando via, Capello ovviamente si mise la giacca, e coprì anche la parte incidentata.

Entrando in metropolitana, quel giorno molto affollata, una simpatica vecchietta (immagino che per Capello sarà stata simpatica come il braccio rotto) non riusciva ad entrare: sapete cosa fece per tenersi in piedi?

Si aggrappò al braccio malato di Capello.

Simpatica Vecchietta: Pardon!
Capello: Ahia! Ahia! Ahia! Lassa, lassa! (Capello per il troppo dolore rispondeva in dialetto)
SV: Pardon! Pardon! (ma intanto non mollava la presa)
Cap: ‘nculachitemmuart, lassa! Lassa! Mi fa’ mal! Lassa!
SV: Pardon! Pardon! (ovviamente non capendo un cazzo di quello che sbraitava Capello)
Cap: <varie altre bestemmie incontrollabili> Ahia, lassa!

Il bello è che la vecchietta non ci pensava nemmeno a mollarlo. Quando me l’hanno raccontato stavo morendo dalle risate.

Ancora una volta, viva Capello!

Gli alieni hanno sete?

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La NASA ha bisogno di soldi? Ogni tanto se ne esce con qualche annuncio fantasmagorico.

Su Marte ci sono indizi di acqua formatasi in tempi recentissimi sul pianeta. In un’area già fotografata nel 1999, che allora non ne presentava alcuna traccia. Ci sono alcuni detriti che SEMBRANO essere stati trascinati dall’acqua.

Già, sembrano. Ma da qui a dire che c’è acqua corrente, ce ne passa. L’Agenzia Spaziale Italiana, molto più avveduta, dice che ci sono si delle tracce, ma nessuna evidenza diretta della presenza di acqua su Marte. L’acqua non l’ha ancora vista nessuno.

C’è il ghiaccio, come dice anche Margherita Hack, con un articolo sul Corriere, che ha espresso la sua opinione a riguardo.

L’insigne studiosa dice comunque che Marte, dopo la Terra, è il luogo più favorevole per ospitare forme di vita elementare. Atmosfera tenue che da luogo ad un debole effetto serra, temperature entro limiti sopportabili (dai 15°C di giorno ai -80°C notturni, all’equatore); poi, proprio come il nostro pianeta, Marte presenta le stagioni, con un valore di inclinazione dell’equatore rispetto all’orbita molto simile a quello terrestre. La giornata marziana dura poco più di 24 ore, altra similitudine. Rispetto agli altri pianeti e satelliti del Sistema Solare, Marte rappresenta quasi un paradiso. Lei non si sente di escludere che nel sottosuolo ci siano acqua liquida e vita.

Io mi trasferisco. Sempre se la NASA riesce a trovare i soldi per costruire una navicella decente.

Bevi et dimagrisci (con un punto interrogativo).

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Coca Cola e Nestlè stanno lanciando una nuova bevanda, definita "mangia-calorie", Enviga.

Enviga avrà tre sapori: tè verde, fragola, pesca. Consumandone tre lattine al giorno, si perderanno tra le 60 e le 100 calorie.

La miscela, ehm, miracolosa contiene estratti di tè verde e caffeina, e dovrebbe accelerare il presunto e cosiddetto "effetto calorico negativo". Secondo la capo-ricercatrice della Coca Cola, Rhona Applebaum si tratta del "perfetto frutto della combinazione tra scienza e natura"…

Permettetemi di essere un po’ scettico, ma attendo di vedere effetti reali della bevanda.

A novembre partirà la vendita negli USA, in seguito verrà estesa a tutto il resto del pianeta. Il costo oscillerà tra 1,29 e 1,49 dollari, poco più di una lattina di Coca Cola.


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