Take the last train

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Spesso penso a cosa ci sia nella mia testa. Cerco di capire cosa non vada in me. Perchè qualcosa c’è, indubbiamente.
Spesso bisogna perdere qualcosa o qualcuno di veramente importante per capirlo. Altre volte no. Ci si può rendere conto di essere sbagliati in tanti modi.

Forse è il caso di fare un lungo viaggio dentro me stesso.

Introspezione.

Dreams, not only illusions

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Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare… (F. Battiato - La Cura)

I miei pensieri hanno corso sempre più veloce di quanto non corresse la realtà delle cose. Fin da piccolo, è sempre stato così. Forse per questo a volte mi trovo a rincorrerli. Oppure a voltarmi indietro per cercare di aspettare che la realtà mi raggiunga.
Vivo di un entusiasmo che -permettetemi di dirlo- pochi hanno. Provo sempre emozioni forti, che cerco di mascherare il più possibile. In pochi mi hanno visto piangere, in pochi mi hanno visto veramente ridere. Ho imparato a nascondermi quando è necessario, forse perchè non ha molto senso mostrare i propri sogni. C’è il rischio che qualcuno li distrugga, non condividendoli. E qui corro molto indietro nel tempo.
Affrontare la vita a testa alta è una cosa complicata. Non che la vita non mi abbia sorriso in quasi venticinque anni. Ho avuto i miei bei dispiaceri e preso le mie batoste, ma nell’andare a pesare i pro e contro credo di doverle qualcosa, di essere in debito con lei.
Sogno posti in cui non sono mai andato, luoghi che i miei pensieri hanno già visto e vissuto. Non solo i miei pensieri, pensandoci bene (scusate il gioco di parole). E qui corro ancora indietro nel tempo.
La parte più snervante è quella del ripiombare sulla terra. Accorgersi che i propri pensieri non corrispondano alla realtà. Ci si guarda intorno, aprendo gli occhi. E cosa si vede? Che le cose non vanno affatto come stavamo immaginando che andassero.
In un eccesso di sicurezza, voglio affermare che però spesso ho previsto bene il succedersi degli eventi, il divenire delle cose. Ma capita anche di sbagliare. E cosa succede, quando ciò avviene?
Si va avanti a testa bassa… No! Si rialza la testa, e si scruta ancora l’orizzonte. L’orizzonte ci riserva sempre qualcosa. Ho sempre sofferto di un certo disagio nel verificare che mi stavo sbagliando, che mi porta ad una certa chiusura. Ma tutto questo spesso porta ad indagini più accurate del proprio io. E i risultati sono il più delle volte incoraggianti. Avrò mille difetti, ma sono sempre riuscito ad andare in giro a testa alta. Sbaglio come tutti gli altri, forse anche di più, ma in buona fede. Eccesso di entusiasmo, che spesso nuoce agli altri.
Per me questi sono stati giorni di grande riflessione. Alcuni eventi in seno alla mia famiglia mi hanno portato a ragionare di riflesso su certi altri aspetti della vita. Mi sono reso conto di come sia facile distruggere un sogno, un’aspettativa. Un bel giorno succede qualcosa, e tutto svanisce. Per fortuna so che non smetterò mai di sognare, e di credere in me stesso. Il resto viene di conseguenza. Capita che ti guardi intorno per cercare un po’ di affetto nel momento del bisogno, e vedi che non c’è nessuno - o quasi. Ti vengono in mente tutte le volte in cui tu sei stato vicino a chi ne aveva bisogno, senza volere nulla in cambio. Poi però pensi che lo rifaresti, e la smetti di voltarti indietro.
Volli, fortissimamente volli. Spesso sono riuscito a realizzare i miei sogni, a raggiungere i miei obiettivi. Bisogna sempre tenere gli occhi sulla palla. Cercando di non distruggerla fatalmente durante la corsa. Ahimè, purtroppo sono anche bravissimo a distruggere le cose in corsa.
I have a dream. Parole cariche di significato. Anche io ce l’ho. In questo momento è uno, ed è particolarmente importante per me. Tutto il resto viene dopo. Perdonatemi se non lo condividerò con voi, ne sono molto geloso. In fondo forse qualcuno lo conosce già, sono un libro aperto per chi mi guarda con gli occhi giusti.

Ora voglio condividere con voi una panzana che scrissi circa un anno fa, precisamente 364 giorni orsono. Non ricordo perchè scrissi queste righe (sono vecchietto), ma almeno scripta manent.

Vivere in un mondo diverso, che non si ferma alla terza dimensione. Un mondo fantastico -o se vogliamo, fantascientifico-, dove poter fantasticare. Dove le leggi della fisica non contano niente, e dove il tempo è solo un’unità di misura, non un giudice inesorabile. In quel mondo si può viaggiare con la fantasia, senza venire schiacciati dalla realtà. Già, la realtà da cui certe volte è meglio allontanarsi… A volte in quel mondo è bello tuffarcisi dentro, sguazzarci, e non avere voglia di riemergere. Se i pensieri si fanno troppo pesanti, se ci bloccano il respiro, in quel mondo possiamo trovare aria fresca, possiamo respirare in pace. E vedere poi la realtà con occhi diversi, che ci permettono di apprezzare anche queste limitative tre dimensioni, che ci permettono di spazzare via i pensieri pesanti e di risolvere i problemi.

E’ la somma che fa il totale

netlife, psiconet 17 Comments »

Ho sempre avuto l’abitudine di fare i conti alla fine.

Infatti una volta facevo dei buoni propositi, poi anche dei cattivi, ma poi ho rinunciato perchè alla fine dell’anno avevo questa maledetta mania di voler controllare i miei risultati (ehm, disastrosi). Per cui ho iniziato a vivere (male, oltretutto) giorno per giorno. Come Rambo.

Per questo, anche quest’anno, voglio fare un bilancio di ciò che ho combinato nell’Anno Domini 2006.

Principalmente ho scacciato (con fatica) qualche fantasma e, come solo io so fare, ne ho creati degli altri. Ma non è che mi diano tanto fastidio, quindi va bene.
La prima parte dell’anno la definirei disastrosamente ridicola, infatti ho concluso poco in tutti i settori. L’unica cosa veramente ottima che mi va di salvare, è l’aver prenotato il viaggio in Irlanda con così tanto anticipo. E forse anche un esame, dal quale non ho tratto tutto ciò che potevo ottenere, ma che mi ha comunque soddisfatto. Queste due cose, si. Per il resto, non mi viene in mente nulla, quindi direi di tirare una bella linea sui primi 6 mesi del 2006. Ah, da salvare assolutamente sono certe serate nei pubs, con delle interminabili avventure e una marea di risate.

Poi, assolutamente da salvare (ma farei qualche modifica): il mese di agosto, in cui ho finalmente raccolto ciò che avevo seminato in aprile (vedi prenotazione Irlanda).

Della seconda parte dell’anno, penso di dover buttare via poche cose. Ho conosciuto persone interessanti, altre meno, ho dato anche un’accelerata ai miei studi. Per fortuna mi sono dato una svegliata. Mancano però le uscite divertenti: già, il post-Irlanda è stato piuttosto noioso da quel punto di vista. Sarà che mi pare tutto un mortorio, o sarà che sono cambiato io. Probabilmente l’ambiente è rimasto uguale, è vera sicuramente la seconda ipotesi. Avevo anche fatto una scaletta mentale di obiettivi da raggiungere (che è molto diverso da fare buoni o cattivi propositi - secondo me -, è solo un misurarsi con sè stessi), e credo di potermi ritenere piuttosto soddisfatto di quello che ho conseguito. Avrei potuto fare di più, certo, ma chi non potrebbe?

Occhi fissi sulla palla, come dicono i coach di Baseball. Non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo, e qualche strada per raggiungerlo la si troverà sempre. Non importa se in affanno, ogni tanto ci si può anche fermare. Il tempo alla fine ci è sempre amico. Anche se non bisogna sfidarlo, perchè è soprattutto tiranno.

Il tempo va sfruttato nel modo giusto. Ed io non sempre ne sono capace, altrimenti filerebbe tutto liscio.

Sapete perchè faccio questi bilanci, alla fine?
Perchè pensandoci così su due piedi avrei detto che si fosse trattato di un anno da buttare completamente. Però ragionandoci vedo che non è stato poi così distruttivo, ho parlato anche di cose positive.

E’ la natura umana del tendere a lamentarci, che non ci fa apprezzare le cose belle che ci capitano. Ricordiamo solo le cose cattive, prendendo quelle buone come cose normali (o dovute), da non tenere in considerazione.

Per cui forse è meglio tirare le somme, per capire che in fondo si è fortunati.

C’è gente che davvero non ha nulla per cui sorridere.

Questo commento non s’ha da fare

netlife, psiconet 37 Comments »
Caro Splinder,

mi hai rotto le palle. Commenti che spariscono, oppure compaiono con orari improbabili, che solo tu sai come cazzo è possibile che succeda. Poi sono giorni che non funzionano questi maledetti feeds RSS. Mi servono, lo capisci? Ti ho anche scritto in privato per segnalare il problema, ma tu fai finta di non conoscermi.

Addirittura mi scopro pre-veggente e rispondo ai commenti prima che me li facciano. Se fossi un medico, potrei scrivere ricette personalizzate prima che i malati si presentino, e stare così perennemente in vacanza come un nababbo.

Mi avevi promesso  mari e monti con il tuo spostamento dal Canada all’Italia, ma fino ad oggi quel viaggio ha portato solo disordini, scombussolando i nostri blogs.

Ormai la rottura tra di noi è irreversibile, mi dispiace annunciartelo così, ma non mi lasci altra opzione. Ho fatto la mia scelta, tra noi è finita. Abbiamo chiuso. Dammi il tempo di raccogliere le mie cose e me ne andrò via.

Ormai non più con affetto,

net

PS Dato che la connessione di casa mi è andata a puttane, e non so quando me la ripristineranno (grazie anche a te, Telecom: vaffanculo), ci metterò un po’ a raccogliere le mie cose. Sono costretto ad andare in ufficio per scaricarmi (clandestinamente) le cose che mi servono, bah.

PPS Cari amici, approfitto dell’occasione per scusarmi se in questi giorni non potrò aggiornare il mio blog e passare dai vostri, dato il problema di cui sopra.

—-

Questa è la mia lettera per Splinder. Lasciate anche voi la vostra testimonianza. Chi passa di qui lasci un commento per dire: si, anche io ho problemi con Splinder. O anche solo per salutarmi, o mandarmi a cagare. :D

Introspection.

netlife, psiconet 22 Comments »
Ci pensavo oggi, mentre leggevo un blog a sfondo prettamente personale.

Io è da un bel po’ che non parlo più di me stesso in queste pagine. O se lo faccio, lo faccio molto sommariamente. Ovviamente mi sono chiesto il perchè di questa cosa…

Le risposte potrebbero essere molteplici, chissà se tra di queste c’è quella giusta:
- La mia vita non è tutto questo granchè interessante;
- Non ho voglia di parlare qui delle mie faccende personali;
- Le vicende della mia vita costituiscono un pericolo per la collettività e quindi è meglio tacere;
- Sono troppo occupato a farmi i fatti degli altri, per parlare di me;
- Sono così occupato in questi mesi che mi sono accorto di non stare vivendo la mia vita, e quindi non ho nulla da raccontare;
- Vale l’equazione: sto bene = non mi lamento = non parlo di me.

Insomma, se parlo di tutto fuorchè di me stesso, un motivo ci sarà pure. Eppure non sto male, anzi. E’ vero che sto vivendo un periodo molto intenso, non esco spesso perchè la sera sono troppo stanco, e quando esco mi diverto poco. Almeno facendo il confronto con l’anno scorso, devo dire che le cose sono un po’ precipitate. Nemmeno con la birra prendo più soddisfazione, eheh…

No, non ho bevuto nemmeno prima di scrivere questo post. In effetti non prendo un bel tombolone da quasi un anno. Mah, sarà questo sprint finale che mi uccide, ma non sono così certo che una volta che sarà tutto finito le cose miglioreranno. Ho sempre e solo voglia di partire. Lontano, possibilmente. Lontano da alcune cose e persone con le quali non vivo più bene. Nei mesi scorsi parlavo spesso nei miei posts del fatto che arriva sempre un tempo in cui bisogna voltare pagina. Non necessariamente per qualcosa di spiacevole, può succedere anche quando le cose vanno normalmente, se non addirittura bene. Perchè obiettivamente non posso lamentarmi di nulla in particolare.

Credo che quel momento sia inderogabilmente arrivato.

E invece devo resistere. Ancora un po’.

Il Natale quando arriva arriva.

netlife, psiconet, relax 32 Comments »
Chiedetemi pure cosa odio di più del Natale.

Net, cosa odi di più del Natale?

I parenti.

Ebbene si, i parenti.

Tipo che stai guardando un film, iniziato da appena dieci minuti, e ti piombano in casa i Visitors*.

Tipo che sai che questa sfilata di vecchie befane che sembrano carri allegorici durerà, appunto, fino alla Befana.

Per fortuna non tirano avanti fino a Carnevale.

*Visitors: è il soprannome che ho dato per queste feste ai miei parenti. Quelli indesiderati, cioè quasi tutti.

La preside atletica.

netlife, psiconet, relax 31 Comments »
Oggi stavo per vomitare nel bel mezzo di un importante ufficio della facoltà: quello della preside.

Ehm, spero che non rintraccino questo post oppure col cazzo che  mi laureo.

Mentre facevo la fila per consegnare un po’ di scartoffie ad una impiegata, si apre la porta dell’ufficio incriminato. Era lei che usciva un attimo. Inutile sottolineare che tipaccio sia la preside. Leggermente tendente all’orrido, oltre che troppo vecchia per stare lì. La cosa peggiore è che veste come una teenager. Il che la rende ancora più, come dire… Befana?

Così mi è scappato l’occhio nel suo ufficio, e cosa hanno visto le mie incredule pupille?

Una cyclette.

Perbacco e anche perdinci, una cyclette.

Quella vecchia bacucca fa anche sport in ufficio. Invece di lavorare, oltretutto.

Credetemi, immaginarla in abiti succinti da fitness che fa spinning sulla cyclette mi ha rovinato la giornata.

Peccato che questa cosa l’abbia detta ad alta voce, e mi abbiano sentito tutti quelli che stavano intorno a me.

Tra cui lei.

Well Done.

netlife, psiconet 5 Comments »
Era un po’ di tempo che non me lo dicevo da solo:

Well done, net.


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