Sim Sala Bim!

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Leggevo ieri sul Corriere dei dieci misteri ancora irrisolti dalla scienza. Proseguendo sul filone dell’apparentemente inspiegabile, vediamo come mi pongo io in raffronto a questi dieci quesiti (presi dal pop-up che potete aprire dalla pagina dell’articolo).

- La connessione mente-corpo. Quale influenza ha la mente su corpo? E il corpo sulla mente? Interrogativi che la scienza si è posta da tempo e cui non ha saputo trovare una spiegazione esaustiva. Nonostante i notevoli progressi compiuti dalle neuroscienze negli ultimi venti anni, molti fenomeni restano misteriosi anche per la medicina.
Non riesco bene ad individuare di quali connessioni si parli. Se vogliamo vedere il tutto come la straordinarietà del nostro cervello, credo che questo resterà a lungo un mistero per la scienza. Siamo già ad un livello molto avanzato della conoscenza della "macchina" uomo: dubito che si potrà andare tantissimo oltre, perché significherebbe aver risolto il mistero più grande, quello della vita. Quando l’uomo arriverà a scoprire totalmente se stesso, soprattutto i primi che ci riusciranno, avranno in mano un potere così grande da poter tenere in pugno l’umanità intera. Ciò che si conosce, lo si può controllare.

- Le percezioni extrasensoriali. Molti i tentativi di testare la validità delle presunte capacità extrasensoriali, tutti con esito negativo. Ciononostante non è stato nemmeno possibile dimostrare la falsificabilità delle stesse esperienze, mettendole così nel computo dell’impossibile. Forse non è con strumenti scientifici, o perlomeno non con quelli oggi a disposizione, che si potrà spiegare la capacità di predire il futuro o il funzionamento degli altri magici «poteri psichici».
Questo è un argomento molto delicato, da andarci coi piedi di piombo. E credo che sia fortemente dipendente da quello che lo precede. Il nostro corpo nasconde aspetti che esulano dalla vita così come la intendiamo oggi. In qualcuno questi aspetti cercano di emergere in qualche maniera: attraverso i sogni, attraverso visioni, attraverso sensazioni. Non si tratta di "poteri", ma di capacità innate in ognuno di noi. Bisogna solo tirarle fuori.

- La quasi-morte. Sono numerose le testimonianze di persone che sono state molto vicine alla morte. La luce in fondo al tunnel, il vedere il proprio corpo dall’esterno, il grande senso di pace sono descrizioni frequenti tra chi ha vissuto tali momenti. Tuttavia nessuno è mai riuscito a dimostrare alcunché a riguardo, né i redivivi né i medici. Né in un senso né nell’altro.
Sulla luce in fondo al tunnel, credo in una teoria sentita tempo fa che spiega il tutto in modo piuttosto semplice e disarmante: così semplice che potrebbe essere quella giusta. In punto di morte, riaffiorano i ricordi immediatamente precedenti alla nascita, e di conseguenza la luce che il futuro neonato vede all’uscita del "tunnel". Sul vedere il proprio corpo dall’esterno non ho molto da dire, solo che non sono scettico in tal senso.

- Gli Ufo. Che esistano oggetti volanti non identificati non è in discussione. Tanti, troppi gli avvistamenti cui l’aeronautica civile e militare non ha mai dato spiegazione; ma da questo a poter dimostrare l’esistenza di extraterrestri su navi spaziali ce ne corre parecchio, soprattutto per gli scienziati.
Argomento trito e ritrito, tutti pensano all’idea affascinante di presenze aliene e tutti sanno degli esperimenti militari che producono macchine di questo genere. Se qualcuno c’è, prima o poi lo sapremo.

- I Deja-vu. La sensazione di aver già vissuto un’esperienza, di aver già visto un luogo in cui non si è mai stati, di aver già sentito una musica nuova, o detto alla francese «deja-vu» (già visto). Le ricerche scientifiche in merito hanno dato una serie di giustificazioni al fenomeno, ma non sono ancora riuscite a spiegarne la vera causa e la natura.
A chi non è mai successo di averne? Vite precedenti? Percezioni extra-sensoriali (vedi sopra)? Se a qualcuno, come me, è capitato di farsela addosso (metaforicamente parlando) vedendo accadere una situazione già vista in precedenza, tale e quale, in questo caso lo scetticismo va a farsi benedire.

-I Fantasmi. Vere e proprie star della letteratura e del cinema, i fantasmi forse esistono anche al di fuori del mondo della fiction. Suggestione o realtà, il fatto è che le testimonianze, come per gli Ufo, continuano numerose e come per gli ufo nessuno è mai riuscito a dirimere definitivamente la questione.
Per me i fantasmi esistono, eccome. E’ riduttivo e stupido pensare ai fantasmi come li conosciamo dai racconti. Mi riaggancerei piuttosto al discorso del multiverso e delle dimensioni parallele. Qualche volta avviene un passaggio dimensionale, et voilà, ecco il nostro bel fantasmino. Parliamo di fantascienza, appunto. Ma non credo che lo resterà per sempre.

- Le scomparse misteriose. Rientrano nei casi che la scienza non sa spiegare anche le numerose scomparse di persone. Quando nemmeno la polizia scientifica riesce a trovare le prove non è possibile sostenere nessuna tesi.
Con questo credo che la scienza abbia poco a che fare. Se la gente sparisce, o è scappata, o si è persa, o è stata uccisa.

- L’intuizione. Il sesto senso, la comprensione ingiustificata e non consapevole ma di cui si è convinti come di un teorema matematico. La scienza non riesce a spiegare, tra i vari meccanismi psichici, quello dell’intuizione. Per Platone si trattava in realtà di memoria di conoscenze innate, o già vissute precedentemente. Ma Platone credeva nella trasmigrazione delle anime e benché grande filosofo non si può annoverare tra gli scienziati che invece rimangono senza parole dinnanzi alle intuizioni, da quelle più futili a quelle… matematiche.
Altra qualità innata degli esseri umani, in alcuni meglio sviluppata che in altri. Forse è meglio che non venga mai scoperto da dove si origina. Qualcuno potrebbe approfittarne.

- Il Bigfoot. Piedone l’americano, un animale simile a un uomo ma molto più grande. Di lui, oltre alle testimonianze spaventate di molti nordamericani, restano solo le enormi impronte sulla neve. Scherzo o traccia di un nostro simile? Imparentato con lo ieti o uomo delle nevi dei Tibet, che molti scalatori tra cui Messner giurano di aver avvistato sull’Himalaya, rientra insieme ad altri mostri come quello di Loch Ness tra i casi che la scienza non può verificare per mancanza di prove, e che per lo stesso motivo non può falsificare.
E’ ragionevolissimo pensare che ci siano scimmie o altri animali simili all’uomo. Così come è ragionevolissimo pensare ad una burla.

- Il brusio di Taos. Taos è una cittadina del New Mexico (Usa). Alcuni dei suoi abitanti - circa il 2 per cento - da anni sentono un brusio a bassa frequenza provenire dal deserto circostante. Pressione bassa per una parte dei Taoiani? Forse sì, ma non si può dire con esattezza, la scienza deve ancora indagare a fondo. A questo serve, e con il suo metodo di tentativi e fallimenti ed esperimenti ripetibili è riuscita a spiegare molte cose che tempo fa sembravano misteriose.
Senza parole. Il Corriere ricorda solo questo fatterello, peraltro poco famoso. Io lo spiegherei con un’intensa attività elettromagnetica in quel punto. E le orecchie più sensibili a certe frequenze avvertono il rumore. O magari ci sono solo tanti pali dell’alta tensione, in quel deserto. Se volete sentire un bel brusio vi ospito a casa mia. Si sente il rumore della corrente che passa dalla centrale ai tralicci e poi da traliccio in traliccio.

This is the sound of my soul

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slip inside the eye of your mind [don’t look back in anger - oasis]

Ho deciso di scivolare nella mia mente, attraverso la musica e le canzoni che mi fanno sognare e riflettere. Ognuna rappresenta qualcosa, ognuna fa scattare un campanello quando la sento. E molte ho deciso di tralasciarle, perché troppo nebulose per scivolarci dentro.

that’s me in the corner, that’s me in the spotlight [losing my religion - R.E.M.]
Questa mi calza a pennello, fin da quando l’ho sentita per la prima volta. Eccomi nell’angolo, eccomi alla ribalta. Equilibrio? What is equilibrio? Cado, mi rialzo, ricado, mi rialzo ancora. Tocco il fondo, scavo, esco dall’altra parte, sempre in piedi. Chi non ha emozioni, che vive a fare?

yes, there are two paths you can go by, but in the long run
there’s still time to change the road you’re on
and it makes me wonder [stairway to heaven - led zeppelin]
Si può sempre fare una scelta, anche sbagliata. Sempre possibile tornare indietro? No. Ma chi vuole realmente tornare indietro? Il passato non si cancella. Si può invece cambiare strada, in the long run. Si sbaglia molto facilmente, ma se non cammino e non scelgo non prenderò mai la strada giusta. Sembra ovvio, ma nella pratica si inciampa spesso.

in the name of love, one more in the name of love [pride - u2]
Ah, in nome dell’amore! Quante cose si fanno, scomodandolo! A volte è falso, a volte è vero e non corrisposto, a volte si è fatto bene a scomodarlo. Diciamo che è quello che tutti sognano, ma che pochi trovano. In molti lo distruggono, in molti cercano di raccogliere i cocci. Tutti lo vogliono, l’amore. Ma in quanti sono disposti a darlo?

i’m better off dead [prove yourself - radiohead]
La morte è un tema che mi ha sempre affascinato, forse più della vita stessa. Si nasce, si vive, si muore. Si rinasce? Il mio karma è in equilibrio? Ho qualcosa da dare? Qualcosa da riscuotere? Ho qualcosa da perdere?

never care for what they do, never care for what they know [nothing else matters - metallica]
Non ti curar di loro ma guarda e passa. Tutti temono gli Altri. Tutti temono tutti. Cosa fanno, cosa sanno, cosa pensano. Ma così non si vive più. Il brutto è quando si inizia a temere anche se stessi.

sometimes i need some time on my own, sometimes i need some time all alone [november rain - guns’n'roses]
Succede sempre: ogni tanto devo staccare la spina e ritagliarmi uno spazio personale. Più mi si pungola, più mi chiudo. Lì si vede chi mi sa stare veramente vicino. Quella è una solitudine "sana", di quelle che non sei solo, ma in compagnia di te stesso.

when you free your eyes eternal prize
o, se preferite,
when you lose small mind you free your life [aerials - system of a down]
Il problema che si protrae dalla notte dei tempi. Aprire gli occhi, liberare gli occhi, aprire la mente, liberare la mente. Non c’è niente di più difficile, quelli che ci sono riusciti davvero si contano sulle dita di poche mani, e sono rimasti perlopiù immortali. Nella vita di tutti giorni agiscono i paraocchi, e le costrizioni - più o meno volontarie - mentali. Per fortuna sono una testa vuota, e decido per conto mio.

nightswimming deserves a quiet night, I’m not sure all this people understand [nightswimming - R.E.M.]
Tuffarmi nella notte. Io adoro la notte. E davvero non sono sicuro che tutta la gente lo capisca. Non che m’importi, in verità, come dicevo poco più sopra.

every night, and every day, a little piece of you is falling away [hammer to fall - queen]
o, se preferite,
the sun is the same in a relative way, but you’re older
shorter of breath and one day closer to death [time - pink floyd]
I giorni passano, le occasioni pure. Giorno passato, occasione perduta. Cavalco il destriero, se riesco a saltarci sopra. Non sono Lucky Luke, qualche volta casco dall’altra parte come Franco Franchi. Odio sapere che un giorno potrei guardarmi indietro e rimpiangere un’occasione persa.

and you’ve been so busy lately that you haven’t found the time
to open up your mind, and watch the world spinning gently out of time [out of time - blur]
Quante volte ci si muove quando è ormai troppo tardi? C’è sempre tempo per rimediare? La ruota continua a girare ugualmente, ed il criceto si affanna rincorrendola. Ma non è mica detto che il criceto non riesca ad andare più veloce della ruota. Ed invece no. Per quanti sforzi faccia, la ruota andrà sempre alla sua stessa velocità. Sto divagando. Confusamente, tra l’altro. Curare i dettagli, curare i dettagli.

nobody said it was easy, no-one ever said it would be this hard [the scientist - coldplay]
E nessuno pretende che lo sia. Nessuno pretende che sia facile. Ma non si potrebbe evitare che tutto sia così complicato?

just because you feel good, doesn’t make you right [hedonism - skunk anansie]
Ecco qui. Capita di sentirsi bene, ma non sempre si è nel giusto. Meglio stare male con la coscienza pulita?

i’m not the only one staring at the sun [staring at the sun - u2]
Non sono l’unico fesso, per fortuna. Il sole acceca un po’ tutti. I’m not the only one who’s happy to go blind. Tralascio i motivi dell’accecamento. Ed anche il sole in questione.

Barcelona, it was the first time that we met
Barcelona, how can I forget the moment that you stepped into the room you took my breath away [barcelona - queen]
Il delirio si chiude così. E non c’è tempo, non c’è spazio, mai nessuno capirà.

What’s the frequency, Ken(NET)h? - Reloaded

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free music

Ci risiamo. Altro giro di calendario. Stavolta i rintocchi della campana della vita sono venticinque. Ebbene sì, a venticinque ci sono arrivato, nonostante malocchio e bambole voodo.
La citazione che scrissi l’anno scorso è ancora validissima, me la suggerì il caro Oscar: "l’unica grazia che possiede il passato, è quella di essere passato".
Rileggendo quello che ho scritto, mi pare che in questi dodici mesi qualcosa si sia mosso. Altre storie da raccontare, altre delusioni vissute, altri momenti felici. Università che volge al termine. Un anno intenso, sicuramente.
Cammino ancora sullo stesso percorso, ma sto molto più in avanti di prima: è il naturale volgere delle cose, direbbe qualcuno. Non so se esserne contento o deluso. Ora attraverso un percorso più ricco, ma ugualmente incompiuto in parte.

L’anno scorso un commento mi colpì molto, lasciato da questa blogger:

Tanti Auguri Net!
Come potevo mancare?!?
Non ho mai vissuto il tuo stato d’animo, sono sempre stata un “caparbio carro armato” profondamente coerente con me stessa, ma lo conosco bene perché l’ho vissuto insieme ad alcune delle persone a cui tengo di più.
Allora ecco un piccolo consiglio, consideralo il mio regalo di compleanno per te: fermati, ritrova te stesso, sfrutta il prossimo viaggio in Irlanda per capire cosa vuoi dalla tua vita e appena tornerai a casa mettiti sotto per realizzare ciò in cui credi.
Sarà difficile, probabilmente deluderai qualcuno, ci saranno tante salite, ma tieni sempre davanti agli occhi quello a cui tieni di più, e vedrai che ci riuscirai.
Buon compleanno,
Simo

Voglio ringraziarla adesso, perché davvero non ho mai perso di vista quello che volevo. O meglio, col tempo ho capito davvero cosa volevo, in tutti i sensi.

Continuo a vivere di emozioni, emozioni forti. Abilmente celate dietro quella maschera di cristallo che mi avvolge. Chi mi conosce a fondo (poche persone per la verità, e non è una questione temporale) sa benissimo dei momenti complicati a livello emotivo che ho dovuto affrontare, della paura di vedersi crollare tutto addosso in pochi istanti. Momenti difficili vissuti in modo convulso. Quelli appena passati sono stati mesi duri, ma sono riuscito a rimettere la testa fuori dalla sabbia.

Tu sai benissimo quanto io sia scostante in certi momenti, ma è qualcosa che sfugge al mio volere. Mezze parole non dette, far finta che vada tutto bene quando invece non va bene affatto. Io faccio del mio meglio, che non sempre corrisponde al meglio assoluto. Faccio fatica a reagire in modo rabbioso, ho imparato il cattivo costume di incassare il colpo senza un lamento. Rimane solo il segno dentro di me, ma nessuno può vederlo. Venticinque anni passati a sorridere agli altri. Soffro in silenzio, quando soffro. Specie se nessuno mi porge una mano. Cerca di sopportarmi, ne vale la pena. Sono un fottuto malinconico. Ma tu sai che il sorriso - quello vero - non mi è mai mancato, ed un semplice pensiero felice (che magari mi tiene sveglio tutta la notte, come ben sai) può scacciare via di colpo tutta la nebbia addensatasi nella mente.

Mi preparo a cambiamenti radicali: i cambiamenti non mi hanno mai fatto paura, non cominceranno adesso. Spero di trovare il giusto ordine delle cose, voglio rendere possibile ciò che sembra impossibile. E’ tutto così dannatamente complicato, ma ce la farò. Spesso ciò che sembra lontano è più vicino di quanto crediamo. Basta allungare una mano.

P.S. Ora, tu che ti sei dimenticato il compleanno di questo vecchietto, sappi che perirai tra le fiamme!

I was there

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Qualcuno ha detto che non si era mai vista una tromba d’aria a Venezia.

Qualcuno bestemmiava più di Germano Mosconi posseduto.

Qualcuno ha preso una grandinata in testa.

Qualcuno piangeva. Qualcuno si è fatto male perché in testa non ha preso soltanto la grandinata.

Il sottotitolo di questo post è "Oltre il danno, la beffa", ed il perché lo capirete verso la fine. Qualcuno, come me, si è fatto mille chilometri per assistere al concerto dei Pearl Jam, letteralmente spazzato via dagli eventi atmosferici e dalla noncuranza con cui sono state montate quelle torri. La cosa divertente è che, dopo la bufera, i pochi di noi rimasti dinanzi alle transenne erano felici perché ci si trovava in prima fila. Nessuno di noi si era accorto del disastro accaduto appena alle nostre spalle. Che culo. Un culo bagnatissimo, ma almeno non rotto. Una certa persona si è tirata ripetutamente la sfiga addosso, quindi la prossima volta che la vedrò mi toccherò. Pensate, andando via ha anche avuto il coraggio di chiedere a me, mumucs e rafunz se volessimo un po’ d’acqua.
- Ancora acqua? Non ti pare che ne abbiamo presa abbastanza per oggi?

Per la cronaca, a mezzanotte, quando sono riuscito a tornare in quel di Ferrara, avevo ancora il culo bagnato.
Considerate anche la fortuna di aver incontrato in stazione a Mestre proprio quel parente a cui non avevo detto nulla del mio arrivo.
- E tu che ci fai qua?
- Ehm, passeggiatina. Oggi era bel tempo, sai…

Quando sono arrivato infatti faceva piuttosto caldo, c’era pure il sole. L’occhio del ciclone. Ma io so cosa è stato a fare incazzare Zeus: le esibizioni dei due gruppi precedenti la lineup principale. E’ proprio quella la beffa: maporcaputtanaladra, ho dovuto asciugare il sangue dalle orecchie mentre ascoltavo "Le Mani" e quell’altro gruppo di peticultori di cui per fortuna non conosco il nome.
- Ma ora mi rifarò - pensavo.
Illuso.
Mentre i "My Chemical Romance" salivano sul palco, è arrivata una pioggia così fitta in orizzontale (subito seguita da grandine) che dopo pochi minuti mi sono ritrovato le maniche del giubbino impermeabile così piene d’acqua e ghiaccio da poter innaffiare tutti i cactus del Sahara. Mentre le torri cadevano a causa del vento (siamo sicuri che sia stata proprio colpa del vento?). Stavamo per andare a ripararci proprio lì. Fiut.

Comunque sorrido perché ho conosciuto tre persone simpaticissime, unica nota positiva del piccolo grande viaggio della speranza attraverso lo stivale. Persone assolutamente da rivedere.

Domani mi scade anche la tessera per i viaggi illimitati con le Ferrovie.
Il controllore, girando e rigirando la mia tessera: questo è l’ultimo, eh?
Mia risposta detta: eggià, da domani straccio la tessera.
Mia risposta pensata: abbbello, almeno cerco di fregarvi fino a fine anno.

P.S. Sul regionale Paola-Cosenza, oggi, ho incontrato senza ombra di dubbio le due specie viventi più stupide al mondo. Gente (ehm, scusate il complimento) che grida "Barabbaaaa" e "Pizzichèèèè" (tra le altre cose… Che cazzo vuol dire pizzichè? Mah) dal finestrino - in galleria, non si era mai vista nemmeno a queste latitudini. Bisogna studiarli per bene, quei tipi.

You might have laughed if I told you

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It’s quiet now
And what it brings
Is everything

Comes calling back
A brilliant night
I’m still awake

Neanche a farlo apposta, sono andato a dormire dopo aver pubblicato questa canzone. Ma non ho chiuso occhio. I’m still awake per davvero, mi sono addormentato alle cinque.

Un pensiero fisso. Un desiderio fisso. Avete presente il momento in cui si esprime un desiderio quando si vede una stella cadente?
Quando non si hanno esitazioni nell’esprimerlo. Quando sai perfettamente cosa vorresti.

Io non ho fatto altro che vedere stelle cadenti, stanotte. Ma la richiesta era sempre la stessa.

At my most beautiful

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Il tempo scorre
. E’ un cavaliere che passa inesorabilmente: a volte lentamente, a volte velocemente, e non torna mai indietro. Così recitava un antico indovinello.

Il tempo scorre. Ultimamente scorre veloce, non si riesce a stargli dietro. Ma bisogna rincorrerlo, prenderlo, cavalcarlo. Stando attenti a non farsi disarcionare. Da buon alleato può trasformarsi nel peggior nemico. Sempre lui. Uno, nessuno e centomila.

Il tempo scorre. Anche mentre il mondo va a rotoli, anche mentre gli uomini uccidono senza pietà altri uomini nascondendosi dietro ad ideologie della Domenica (non é proprio casuale l’accostamento). Lui non ci aspetta, ci osserva indifferente. Forse ride pensando a quello che l’uomo sta facendo al genere umano stesso. Ma lui non impedirà il nostro suicidio, non si cura dei volgari affari terreni.

Il tempo scorre. Mi fa perdere nei miei pensieri, lentamente. Faccio fatica a ritrovare il corretto battere dei secondi. Apri gli occhi. Chiudi gli occhi. Passa meno di un secondo. Eppure un altro se ne é andato via, e sono sempre immerso nei miei pensieri.

Il tempo scorre. Divide et impera*. Il tempo non si può dividere. Al massimo si può organizzare. Ma alla fine é lui a decidere. Per farti capire che non sei tu a reggere l’impero, ma ti ritrovi ad essere una pedina nel suo scacchiere.

Il tempo scorre. Il suo passo é felpato, non lo senti arrivare. Il tuo tempo. Così come non senti arrivare la tua ora. Cerchi di viverlo al meglio, per quanto ti é possibile. Con le persone che ami, che hai amato, che amerai.

Il tempo scorre, ed io cerco di cavalcarlo come posso. At my most beautiful.

I read bad poetry
Into your machine
I save your messages
Just to hear your voice
You always listen carefully
To awkward rhymes
You always say your name,
Like I wouldn’t know it’s you,
At your most beautiful

La canzone legata al tempo per eccellenza sarebbe Time dei Pink Floyd, un capolavoro. Ma io per stasera mi affido ad un altro capolavoro, che considero la canzone più romantica mai scritta da Michael Stipe. At my most beautiful, appunto, tratta dall’album UP. Perché é così che vedo il tempo, romanticamente.

*Divide et impera: Ossimorosa mi ha fatto tornare in mente quest’antica filosofia risalente all’Impero Romano. La metto qui per tanti motivi.

Mister Tamburino non ho voglia di scherzare…

netlife, psiconet 17 Comments »
… Rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare…

Nella mia inutile vita ho sempre avuto voglia di scherzare, anche in quelle situazioni che imponevano solenne tristezza. Qualcosa per cui sorridere si trova sempre. Basta non buttarsi troppo giù. Rialzare la testa è spesso complicato, di solito c’è sempre qualcosa o qualcuno che ti mette i bastoni tra le ruote. Ma c’è anche chi ti aiuta, chi non ti abbandona. Forse proprio quando si soffre si riesce a capire chi ti vuole bene veramente e chi invece finge. Questo è in parte positivo. Ma solo in parte, perchè spesso quelli che fingono sono quelli a cui ti attacchi di più. La dura legge della giungla. Non è forse vero? Un po’ come le donne che sono attratte dall’uomo che le tratta male. Legge della giungla anche questa.
E lo sai benissimo (e lo sanno anche gli altri) che non cerchi compassione. Quella non aiuta mai, anzi. E’ sentire vicine le persone ciò che conta veramente, anche se non dicono nulla. Se provate a guardarvi indietro, in senso figurato, cosa vedete? Qualcuno segue i vostri passi? Ma aspettate. Ognuno mostra il suo affetto in modo diverso. Fatti, non pugnette - come dice il comico. Quindi non bisogna affrettarsi a far fuori questa o quella persona dalla propria vita. Anche se qualcuno lo fa senza pensarci su due volte. Il tempo è galantuomo. Se avete ragione, vi darà ragione prima o poi.

Stamattina mi sono svegliato sperando che qualcuno mi dicesse che si tratta solo di uno scherzo. Mi sarei fatto una bella risata ed avrei pensato alla prossima burla. Spero almeno di non perderla mai la voglia di scherzare. Io per oggi mi sa che passo la mano, ma la giornata non è ancora finita.

Buon Pesce d’aprile.

P.S. Se mi do una svegliata, in giornata arriverà il famoso racconto sulla mia host-family, con tanto di foto.

Take the last train

netlife, psiconet 29 Comments »
Spesso penso a cosa ci sia nella mia testa. Cerco di capire cosa non vada in me. Perchè qualcosa c’è, indubbiamente.
Spesso bisogna perdere qualcosa o qualcuno di veramente importante per capirlo. Altre volte no. Ci si può rendere conto di essere sbagliati in tanti modi.

Forse è il caso di fare un lungo viaggio dentro me stesso.

Introspezione.


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