L’Eletto

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Il risultato era largamente previsto. Forse non in questi termini trionfali, ma previsto.

I soliti exit polls truffaldini. Ma figuratevi se la gente viene a dire a voi per chi ha votato quando esce dal seggio. Suvvia.

La Lega ha fatto man bassa di voti, raggiungendo in alcuni punti del Paese percentuali che PDL e PD si sognano. Volontà popolare, la chiamano.
Anch’io la chiamo così. E come tale va rispettata, anche se a qualcuno non piace. D’altronde, se si sente la notizia di un assurdo tentato stupro in Stazione Centrale, sventato da un barbone (e chiamiamoli col nome che abbiamo sempre usato, che non è affatto dispregiativo), non me la sento di biasimare chi ha votato per un partito - l’unico - che ha promesso sicurezza e legalità.
Questo per me spiega, almeno in parte, il successo della Lega, determinante per la vittoria di Berlusconi. Pensate ad una madre, la cui figlia va in giro da sola ogni giorno, per studio o per lavoro, e la sera torna a casa tra mille pericoli: questa madre voterà Lega. Una madre tranquilla probabilmente voterebbe per un altro partito.

Pochi vincitori, tanti sconfitti, come sempre. Vince il Partito Democratico, con un’importante affermazione in tutto il territorio nazionale alla prima competizione elettorale come nuovo soggetto politico. Perdono (meritatamente e secondo natura - legge della giungla) gli n partiti insignificanti creati in questi torbidissimi anni politici.

Abbiamo sentito tante promesse, come al solito. Ora vogliamo i fatti. Dalla maggioranza come dall’opposizione. E stavolta non potranno dare la colpa agli altri, perché non ci sono altri che PD e PDL. E la Lega., che garantisce una tranquilla stabilità politica al futuro governo. Ma la garantirà davvero?

It’s the end of the world (as we know it)

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Credo che questo geniale titolo dei R.E.M. di quasi venti anni fa rispecchi in maniera esaustiva la situazione che il mondo si sta trovando ad affrontare in questi ultimi tempi. Parlo della crisi economico-socio-energetica che affligge il pianeta, ed in particolare gli Stati Uniti d’America.

Cosa sta succedendo?
Accade che il motore trainante dell’economia mondiale attraversa la crisi finanziaria più grave dal (non troppo) lontano ‘29 (Grande Depressione http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione), e la situazione peggiora di giorno in giorno: il Dollaro cola a picco, Wall Street segue a ruota, il prezzo del petrolio impazzisce, il prezzo dell’oro supera record su record. Due grosse banche americane sono affondate (in gran parte per causa della crisi dei mutui), fallendo in pochi giorni e venendo rilevate da qualche altro (non meno in difficoltà) gigante per quattro spiccioli…

Quali sono le cause?
Io andrei a ricercarle negli anni passati, ma sono sotto gli occhi di tutti… I conflitti in Medio Oriente (Libano-Israele/Palestina-Iraq) hanno portato a conseguenze disastrose: secondo me non è un caso che il prezzo del petrolio sia aumentato a dismisura negli ultimi anni, visto che la gran parte dell’oro nero mondiale proviene da quelle zone. Riguardi ai mutui, beh, la mia personalissima opinione è che la moda di comprare tutto a rate abbia dato il colpo di grazia ad un’economia già in declino. Le banche prestano un sacco di soldi, la gente - incosciente - si indebita fino al collo con la (effimera) tranquillità del "tanto pago a rate", concedendosi lussi che pochi anni prima non si sarebbe neanche sognata: il macchinone su tutti. Poi cosa succede? Quando arriva il momento di ripagare i debiti, magicamente ci si accorge che lo stipendio non basta più, e si precipita nell’indigenza. Magari oltre alla rata della macchina (con tutte le esose spese accessorie che un mezzo di locomozione comporta al giorno d’oggi) c’è anche un mutuo da estinguere, ed ecco che i conti NON POSSONO più quadrare. Se la gente non ripaga i debiti, le banche perdono liquidità fino a soffocare, fino al fallimento. E’ quello che è successo negli States. Appena i tassi di interesse sono cresciuti di qualche decimo di punto, la gente non ce l’ha più fatta a pagare e si è creato quel circolo vizioso che ha portato alla grave crisi che viviamo oggi. Il tutto in pochi mesi. Perché la crisi era forse prevedibile da un risparmiatore accorto, ma il patatrac è successo in pochissimo tempo.

Perché la crisi è grave?
E’ grave perché siamo nella situazione del famoso cane che si morde la coda. I cittadini non hanno liquidità, le banche non hanno liquidità, gli Stati sono anch’essi pieni di debiti. La ricchezza è concentrata in mano a pochi furbi, che - non possiamo biasimarli - si tengono stretti stretti i loro quattrini. Ma rischiano anche loro, perché quando anche le banche non ce la fanno più vuol dire che si è davvero alla frutta. In Argentina ne sanno qualcosa, tutti hanno perso tutto. Anche i generi alimentari sono un indice molto veritiero della situazione: il prezzo del grano è aumentato del 70% circa rispetto allo scorso anno, e il latte non è da meno; purtroppo, dipendendo dal petrolio, i costi di produzione aumentano a velocità insostenibile per tutti, mentre i contadini soffrono anche loro l’impoverimento dei terreni e quindi la minore produttività. L’inquinamento fa la parte del leone, l’acqua è sempre di meno e sempre più schifosa, il clima sta cambiando con rapidità.

Verso a cosa andiamo incontro?
L’Europa cerca di rimanere a galla e di non affondare rapidamente come gli Stati Uniti, ma a mio avviso è solo questione di tempo: Euro forte che blocca le esportazioni, prezzi degli immobili alle stelle, Borse che iniziano a cadere in delle picchiate assurde. Quando si spegnerà del tutto l’American Style, allora starà per morire anche l’Europa che conta. Le Tigri Asiatiche ne gioveranno per un po’, ma poi andrà tutto a puttane anche lì, non avendo più uno sbocco per le - attualmente - massicce esportazioni. Il "sistema" sta implodendo su se stesso. Lasciatemi dire che un po’ ce la siamo cercata. Anzi, più di un po’.

Quali sono le possibili soluzioni?
Chi ha un tetto sotto cui vivere e un pezzo di terra da lavorare se lo tenga ben stretto, prevedo tempi bui. Chissà, magari il cambiamento radicale mondiale "previsto" da veggenti vari e dai Maya potrebbe essere proprio questo.
Forse per dare una sterzata vigorosa bisogna muoversi astutamente in quella direzione, anticipando il disastro: un ritorno intelligente alla natura. Bisogna invertire la tendenza, facendo quel salto ecologico che il bisogno ci impone. Dobbiamo disfarci del petrolio, principalmente. Sostituirlo, rimpiazzarlo. Ci vorranno anni e anni, ma bisogna iniziare subito. Bisognerebbe iniziare dai mezzi di trasporto, tutti quanti, per poi passare alle fabbriche e ai riscaldamenti. Le energie rinnovabili tra l’altro potrebbero dare una nuova spinta all’economia. La prima cosa che poi mi viene in mente di NON fare è quella di comprare qualcosa a rate. Accendere un mutuo o un finanziamento? E’ un suicidio. Chi ci garantisce che i nostri stipendi aumenteranno? Chi ci garantisce che riusciranno a mantenerli uguali a quelli che percepiamo adesso? Il nostro debito invece siamo certi che continuerà a crescere, se l’economia va male. Non potendo emigrare su nessun altro pianeta, cerchiamo di salvare il salvabile del nostro, che abbiamo distrutto a causa della nostra avidità.

Non cambiate un governo. Cambiate l’Italia.

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E’ un buon suggerimento, grazie. Vado via subito, la cambio volentieri con un altro Paese.

Ho fatto due conti…

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… E non tornano, decisamente. E’ da tanto che non parlo di qualcosa di serio, voglio approfittarne per farlo nel momento in cui la corsa alla Casa Bianca ha il suo punto di partenza… Hillary Clinton, Barak Obama, Rudolph Giuliani, forse Michael Bloomberg: questi sono i nomi forti; gli altri, come al solito usciranno nell’indifferenza generale. Ci sarà di certo qualche sorpresa negli stati meno "forti", ma alla fine i valori saranno quelli.

Ma teniamo per un momento tutto in sospeso, tornerò tra poco sulla questione.

Voglio prima dare uno sguardo a quello che succede nel mondo. All’ultimo avvenimento, in particolare: Turchia attaccata dai Curdi. Già nel titolo posso notare un’imperfezione: i Curdi non stanno attaccando, bensì rispondono a degli attacchi mirati subiti per mano degli stessi turchi in congiunzione con gli americani. In territorio iracheno, non turco, cosa da non sottovalutare.

Qualche anno fa, c’era Saddam: pulizia etnica e sostanziale libertà religiosa.
Oggi, ci sono gli Stati Uniti: rimasta la pulizia etnica, persa la libertà religiosa poiché abbiamo uno Stato fortemente estremista.

Riflettiamo sugli errori commessi dall’Occidente, quindi. Errori di cui gran parte della responsabilità ricade sugli USA.

Fatto questo piccolo excursus, torniamo negli States. Il primissimo round delle Primarie, nello Stato dell’Iowa - poco indicativo per la verità -, ha tirato comunque fuori i primi risultati oggettivi.
Obama da una parte (Democratici), Huckabee dall’altra (Repubblicani): questi i vincitori delle consultazioni; in modo anche piuttosto netto, nell’ordine dei dieci punti percentuali. Solo terza Hillary, solo sesto Giuliani.

Il dato veramente importante, a cui voglio riallacciarmi, è però l’affluenza alle urne: elevatissima.
Gli Stati Uniti ci hanno abituati a scarse partecipazioni al voto, con percentuali di astenuti che da noi sarebbero impensabili. Stavolta vanno a votare in massa, e non dimentichiamo che siamo solo alle Primarie: il Presidente verrà eletto a novembre. Questo vuol dire che i cittadini hanno preso coscienza della situazione? Parliamoci chiaro: gli States non sono più visti come i più fighi dell’universo, e "Lamerica" non è più un così bel sogno. Questo a causa dei vistosi errori strategici post undici settembre, a mio avviso. Una bella lavata di immagine potrebbe darla Obama, e su di lui voglio soffermarmi un attimo: la popolazione di colore residente negli USA è in genere refrattaria alle elezioni, ma stavolta potrebbe andare in massa alle urne. L’occasione di avere un Presidente nero è troppo ghiotta. Non tanto per motivi razziali, quanto per segnare un vero e proprio cambio epocale di rotta. L’altra soluzione è il Presidente donna, che però sa tanto di minestra riscaldata, a causa del cognome altisonante. Comunque, rispetto a questi di Bush, quelli di Clinton furono ottimi governi anche a livello di immagine all’estero. La nota dolente viene dall’altra parte, quella repubblicana: Giuliani è uno tosto, viene dalla città per eccellenza, New York. Sindaco molto amato e dalle idee conservatrici ma non troppo. Il risultato dell’Iowa però lo penalizza tanto, potrebbe essere una mazzata per lui. Potrebbe anche scendere in campo l’attuale sindaco di NY, il multimiliardario Bloomberg: ma un capo del Governo proprietario di molti media è una cosa già vista, noi purtroppo ne sappiamo qualcosa. Gli altri sono o predicatori o veterani di guerra, perciò dire conservatori è dire poco.

Tirando le somme, per me chi tra Barak Obama e Hillary Clinton uscirà vincitore dalle Primarie sarà il Presidente virtuale degli Stati Uniti. La palla passa ora al New Hampshire, primo vero banco di prova, sempre decisivo per le elezioni. Quel voto sarà molto indicativo sui valori reali dei candidati. Staremo a vedere.

Liberi liberi siete voi…

politica, relax 11 Comments »
Su Libero di oggi, a caratteri cubitali…

Silvio: vi spiego tutto.

Il mio primo pensiero è stato: finalmente si è deciso a confessare!

La vignetta dell’anno

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Forse è davvero la migliore dell’anno, tra le vignette del Corriere!


©Corriere della Sera

Il dramma di Silvio

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Teng’ na vill’a Porto Cervo, teng’ na vill’a Porto Rotondo, teng na vill’a Portofino, teng’ na vill’in ogni dove…

Così cantava il fido maestro Apicella.

Povero illuso! Le ville ci sono, sì, ma sono tutte occupate!

Sigh, povero Silvio!

A Portofino ci sono troppi paparazzi, alle Bermuda ci stanno i figli, ad Antigua ci sono gli operai, a Porto Cervo ci sono i figli della moglie Veronica.

E lui dove va in vacanza, eh?

Silvio è stanco, usurato da un anno difficile. Merita una vacanza in completo relax, ne ha bisogno! Lasciate qualcosa anche a lui, non vorrete mica che sia costretto a rimanere in quella prigione angusta che è la villa di Arcore?

Quasi quasi lo invito a casa mia, per fargli respirare un po’ di aria pura e fargli mangiare cibo genuino! Mi fa pena, poverino, saperlo così disperato, senza un posto dove andare!

P.S. Ehm, solo che qui mi mancano le dame di compagnia.

Evanano

politica 47 Comments »
Berlusconi, dopo tutte le parole giustizialiste nei confronti del cattivo operato di Visco, oggi si è lasciato andare ad una dichiarazione delle sue, ritrattata qualche ora dopo.

Ha invitato la gente a non pagare le tasse. Sciopero fiscale.

Un gesto gravissimo. Pensi a pagarle lui, intanto, invece di fare le leggi che depenalizzano il falso in bilancio (leggi da lui sfruttate per rimettere a posto tutte le marachelle compiute). E’ incredibile come si possa arrivare a dire certe assurdità. Di Pietro l’ha giustamente definito un atto eversivo.

Questo è l’uomo che stava per andare di nuovo al Governo. Invitare i cittadini a non rispettare la Legge è il modo migliore per cominciare un colpo di Stato.

Detto questo, torno nel mio igloo.


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