Performance can-ore

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Una delle mie vicine oggi si è svegliata con la voglia di ascoltare Fiorella Mannoia a tutto volume. E canta, anche.

Oggi è andata bene: di solito ascolta Giggggi D’Alessio.

Quando ci vuole…

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Oggi, pomeriggio di relax con amici…

Sono stato qui (Pizzo Calabro)…
pizzo

Ed ho mangiato questa, dopo un fantastico tartufo di Pizzo…
torta

Viaggi e miraggi

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free music

Spago sulla mia valigia non ce n’era/solo un po’ d’amore la teneva insieme/solo un po’ di rancore la teneva insieme

Quando scrissi della partenza, parlai di malinconia. Viaggiare aiuta a rientrare in contatto con se stessi, o almeno questo succede per me. Si analizzano momenti più o meno bui con grande lucidità, magari davanti ad una bella pinta di birra ghiacciata; o sotto il sole della spiaggia del Port Olimpic. Un diverso modo di interpretare la spiaggia, quello spagnolo: se vogliamo, anche l’anticamera del diverso modo di interpretare in generale la vita. In tutti i pochi posti in cui sono stato, ho notato i modi più disparati di vivere. Alcuni mi sono andati a genio, altri meno, pur adattandomi abbastanza in fretta alle nuove realtà.

Pur adorando Barcellona, il modus vivendi spagnolo mi rapisce poco, tanto più che mi trovavo più a mio agio in un pub pieno di inglesi che non con le birre in busta a Plaça Reial.

I giorni sono scorsi tranquilli, mi sono goduto la città con relativa calma: proprio quella tranquillità che in fondo cercavo. In particolare ho apprezzato le visite ai posti "alti" rispetto alla città, come Tibidabo, Park Guell e Montjuich. Barcellona vista dall’alto in tutta la sua estensione è una visione mozzafiato, forse la si riesce ad amare ancora di più che non vivendola per le strade. Dal Tibidabo si ha la visione più completa, con la montagna che guarda verso il mare e lo sguardo che riesce a perdersi oltre l’orizzonte.

Altra città che ho particolarmente apprezzato è stata Girona (Gerona in spagnolo, ma la pronuncia ufficiale è quella catalana), un gioiellino risalente agli Iberici e poi ai Romani, Visigoti, Musulmani, Carolingi, che hanno lasciato una quasi intatta muraglia difensiva e un dedalo di intricate e fantastiche stradine. Non credo che sia un caso il fatto che Girona risultasse al primo posto come qualità della vita nella classifica delle città spagnole, perché dà un senso di assoluta pace. Io dissi, non sapendo della classifica al momento del giro turistico per le vie cittadine, che gli abitanti di Girona sono sicuramente molto longevi… Si respira tranquilli in questa città, senza ombra di dubbio. Ci vivrei senza batter ciglio. Barcellona in quei giorni mi stava un pochino stretta, avevo bisogno di cambiare aria anche solo per mezza giornata. Ed ho riscoperto - nel caso ce ne fosse bisogno - quanto mi piace viaggiare.

Di fattura diversa invece la gita a Montserrat, con una mattina che inizia all’insegna della pioggia battente. Si parte da Plaça d’Espanya verso il Monastero di Montserrat, immerso in una cornice splendida di montagne dal volto umano. Ahinoi, dopo pochi minuti dall’arrivo in cima si è scatenato il diluvio, giusto il tempo di fare due foto ed una visita veloce all’interno. Dopodiché decidiamo, affamati, di rifugiarci in un bar/tavola calda. Birra e panino. Faceva un freddo cane, oltretutto. Ancora affamati, prendiamo altra roba da mangiare dopo aver pagato le altre cose… E poi due whiskey tripli (credo fossero tripli, perché il giovanotto ha vuotato la bottiglia) per ammazzare il freddo (eravamo in tenuta molto estiva). Queste ultime cose si sono scordati di farcele pagare, e noi ovviamente non abbiamo insistito. I viandanti ringraziano e sfidano pioggia e freddo (grazie, Jack), ignari del fatto che quella sarebbe stata una giornata alcolica. Al ritorno a Barcellona, sulla cremagliera del Montserrat, eravamo seduti di spalle ad una donna (dal vago accento emiliano) col suo bambino (noi eravamo allegrucci per il whiskey)… Lei diceva:
- Mo’ varda che belle montagne, che paesazgio!
- BURP!

Al mio compagno di viaggio è scappato un sonoro rutto proprio alla fine della sua frase, che ha accompagnato il susseguente religioso silenzio della signora per tutto il resto del viaggio, rotto solo dalle mie continue risate.
Dopo un periodo di riposo in albergo, decidiamo di andare prima in Plaça Reial (davvero ad un tiro di schioppo dall’hotel, così come anche il Born) e poi in un Irish pub dei dintorni. In questo lasso di tempo sono partite una lattina (in piazza, presa dai pakistani ambulanti) e tre pinte di birra. Facendo conoscenza con delle americane, il mio ego viene abbondantemente nutrito dai loro complimenti per il mio inglese privo di accento italiano o di qualsivoglia altro accento. L’alcol scioglie la lingua, si sa.

Da segnalare il tipo all’Acquario di Barcellona che per avvicinarsi troppo con la testa al giochino della ruota-che-gira-e-tu-ci-guardi-dentro-per-vedere-le-rane ha preso la ruota in piena fronte. Gli sono scoppiato davvero a ridere in faccia, non sono riuscito a trattenermi… Poi c’è un’antologia di mie freddure che non fanno ridere, ma quelle le riservo a qualche altra occasione… E diverse altre cose che non ricordo, ma che col tempo mi torneranno in mente. Uh, ma devo dirvi subito del comandante dell’aereo Milano - Lamezia! Dopo aver ricordato di tenere le cinture allacciate per tutto il volo, ha ripetuto la canonica frase anche in inglese, facendo però un po’ di confusione:
- Mi raccomand keep your seat belt on.

Alla fine arriva anche il momento di tornare, ed eccomi qua, scampato ai telegiornali.

P.S. Potete vedere qualche foto del viaggio qui (ho dovuto creare un secondo account flickr perché "l’ufficiale" è pieno). Qui invece trovate tre video sulle Fonti Magiche.

Bolle di sapone

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Quando ti trovi in una bolla di sapone, questa prima o poi esplode. Ma può anche esplodere perché la buchi dall’interno. Qualche essere umano è come i cani: se tu li bastoni loro pensano di esserselo meritato; beh, io sono uno di quelli.

Prima di partire sono sempre un po’ malinconico. Oggi lo sono in maniera particolare. Non fraintendetemi, la contentezza di partire non c’entra.

Qualcuno non vede al di là del suo naso. Il problema è che, quando tu riesci a vedere oltre, potrai scorgere cose che non ti piaceranno. Forse è meglio coltivare il proprio orticello. Forse. La vita sa essere anche crudele, purtroppo.

Intanto parto. Se tutto va bene ci vediamo a fine mese, altrimenti sentirete parlare di me in qualche telegiornale!

Buone vacanze radioattive a tutti!

free music

This is the sound of my soul

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slip inside the eye of your mind [don't look back in anger - oasis]

Ho deciso di scivolare nella mia mente, attraverso la musica e le canzoni che mi fanno sognare e riflettere. Ognuna rappresenta qualcosa, ognuna fa scattare un campanello quando la sento. E molte ho deciso di tralasciarle, perché troppo nebulose per scivolarci dentro.

that’s me in the corner, that’s me in the spotlight [losing my religion - R.E.M.]
Questa mi calza a pennello, fin da quando l’ho sentita per la prima volta. Eccomi nell’angolo, eccomi alla ribalta. Equilibrio? What is equilibrio? Cado, mi rialzo, ricado, mi rialzo ancora. Tocco il fondo, scavo, esco dall’altra parte, sempre in piedi. Chi non ha emozioni, che vive a fare?

yes, there are two paths you can go by, but in the long run
there’s still time to change the road you’re on
and it makes me wonder [stairway to heaven - led zeppelin]
Si può sempre fare una scelta, anche sbagliata. Sempre possibile tornare indietro? No. Ma chi vuole realmente tornare indietro? Il passato non si cancella. Si può invece cambiare strada, in the long run. Si sbaglia molto facilmente, ma se non cammino e non scelgo non prenderò mai la strada giusta. Sembra ovvio, ma nella pratica si inciampa spesso.

in the name of love, one more in the name of love [pride - u2]
Ah, in nome dell’amore! Quante cose si fanno, scomodandolo! A volte è falso, a volte è vero e non corrisposto, a volte si è fatto bene a scomodarlo. Diciamo che è quello che tutti sognano, ma che pochi trovano. In molti lo distruggono, in molti cercano di raccogliere i cocci. Tutti lo vogliono, l’amore. Ma in quanti sono disposti a darlo?

i’m better off dead [prove yourself - radiohead]
La morte è un tema che mi ha sempre affascinato, forse più della vita stessa. Si nasce, si vive, si muore. Si rinasce? Il mio karma è in equilibrio? Ho qualcosa da dare? Qualcosa da riscuotere? Ho qualcosa da perdere?

never care for what they do, never care for what they know [nothing else matters - metallica]
Non ti curar di loro ma guarda e passa. Tutti temono gli Altri. Tutti temono tutti. Cosa fanno, cosa sanno, cosa pensano. Ma così non si vive più. Il brutto è quando si inizia a temere anche se stessi.

sometimes i need some time on my own, sometimes i need some time all alone [november rain - guns'n'roses]
Succede sempre: ogni tanto devo staccare la spina e ritagliarmi uno spazio personale. Più mi si pungola, più mi chiudo. Lì si vede chi mi sa stare veramente vicino. Quella è una solitudine "sana", di quelle che non sei solo, ma in compagnia di te stesso.

when you free your eyes eternal prize
o, se preferite,
when you lose small mind you free your life [aerials - system of a down]
Il problema che si protrae dalla notte dei tempi. Aprire gli occhi, liberare gli occhi, aprire la mente, liberare la mente. Non c’è niente di più difficile, quelli che ci sono riusciti davvero si contano sulle dita di poche mani, e sono rimasti perlopiù immortali. Nella vita di tutti giorni agiscono i paraocchi, e le costrizioni - più o meno volontarie - mentali. Per fortuna sono una testa vuota, e decido per conto mio.

nightswimming deserves a quiet night, I’m not sure all this people understand [nightswimming - R.E.M.]
Tuffarmi nella notte. Io adoro la notte. E davvero non sono sicuro che tutta la gente lo capisca. Non che m’importi, in verità, come dicevo poco più sopra.

every night, and every day, a little piece of you is falling away [hammer to fall - queen]
o, se preferite,
the sun is the same in a relative way, but you’re older
shorter of breath and one day closer to death [time - pink floyd]
I giorni passano, le occasioni pure. Giorno passato, occasione perduta. Cavalco il destriero, se riesco a saltarci sopra. Non sono Lucky Luke, qualche volta casco dall’altra parte come Franco Franchi. Odio sapere che un giorno potrei guardarmi indietro e rimpiangere un’occasione persa.

and you’ve been so busy lately that you haven’t found the time
to open up your mind, and watch the world spinning gently out of time [out of time - blur]
Quante volte ci si muove quando è ormai troppo tardi? C’è sempre tempo per rimediare? La ruota continua a girare ugualmente, ed il criceto si affanna rincorrendola. Ma non è mica detto che il criceto non riesca ad andare più veloce della ruota. Ed invece no. Per quanti sforzi faccia, la ruota andrà sempre alla sua stessa velocità. Sto divagando. Confusamente, tra l’altro. Curare i dettagli, curare i dettagli.

nobody said it was easy, no-one ever said it would be this hard [the scientist - coldplay]
E nessuno pretende che lo sia. Nessuno pretende che sia facile. Ma non si potrebbe evitare che tutto sia così complicato?

just because you feel good, doesn’t make you right [hedonism - skunk anansie]
Ecco qui. Capita di sentirsi bene, ma non sempre si è nel giusto. Meglio stare male con la coscienza pulita?

i’m not the only one staring at the sun [staring at the sun - u2]
Non sono l’unico fesso, per fortuna. Il sole acceca un po’ tutti. I’m not the only one who’s happy to go blind. Tralascio i motivi dell’accecamento. Ed anche il sole in questione.

Barcelona, it was the first time that we met
Barcelona, how can I forget the moment that you stepped into the room you took my breath away [barcelona - queen]
Il delirio si chiude così. E non c’è tempo, non c’è spazio, mai nessuno capirà.

Relaxxx

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Giovinastri, ci vediamo tra un paio di giorni.

Vado al mare.

We’re just two lost souls swimmin’ in a fishbowl

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In silenzio, accompagnato da brividi.

Mentalità del Sud vs. Mentalità del Nord (acquisita)

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Sempre mio padre, sempre al telefono.

Arriva una telefonata: è un suo vecchio amico, un ex collega. Questo tipo si è trasferito armi e bagagli in provincia di Pavia, molti anni addietro.

Mio padre parla forte al telefono, lo si sente distintamente anche da lontano. Quell’altro parlava forte pure, così casualmente ho udito la loro conversazione… Ne riporto i punti salienti, visto che hanno parlato più di mezz’ora:

[...]
Mio padre: allora tutto bene! Mi fa piacere che hai chiamato, erano un paio di anni che non ci sentivamo… E le figlie, le hai sistemate?
Amico: eh diciamo di sì, una convive e l’altra ha appena finito gli studi.
Mio padre: ah, quindi ce le hai tutte e due in casa ancora…
Amico: no, veramente una convive.
Mio padre: sì ma non è sposata, quindi ce l’hai in casa.
Amico: ma no, convive, mica sta più in casa mia.
Mio padre: ehhh ma fino a quando non le sposi restano sempre in casa, dico bene io. Restano sempre un problema tuo. Se non è sposata, vuol dire che è in casa.
Amico: ehm, senti, domenica mi venite a trovare al mare che sto in ferie giù a (omissis)?
Mio padre: (e insiste, ndn) quindi tutte e due le figlie sono pure con te.
Amico: no, veramente nessuna delle due… Sai, vanno per cavoli loro.
Mio padre: già, questi figli moderni…
[...]

Io ero piegato in due dalle risate, vi dico solo questo.


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