Net@work.

net travels, netlife 19 Comments »
Gentili signore e signori, buonasera.

No, non sono il mitico Adriano De Zan. Era giusto per fare un ingresso alla sua maniera.

Vi lascio per qualche giorno, parto per un viaggio di affari. Si, ho ottenuto quel lavoro, mi hanno assunto come corriere della droga, in Colombia. Dovrò fare la spola tra Medellin e Borgo Panigale (non chiedetemi perchè ho messo Borgo Panigale, è il primo paesino che mi è venuto in mente tra tutti quelli italiani, che non se la prendano gli abitanti).

A quanto pare si tratta del business del momento.

Più coca per tutti.

Si, state immaginando bene. C’è LUI dietro tutto questo.

Vabbè, ritorno, ehm, serio. Stasera lascerò le verdi e assolate (oh, sembra di nuovo estate, viene voglia di andare al mare) colline Calabre per un viaggetto semi-lavorativo di tre giorni nell’umida Pianura Padana, in quel di Milano. Comportatevi male in mia assenza, come sempre.

Ci risentiamo domenica, gente!

P.S. Lascio un saluto particolare con una canzone dei Rolling Stones, Angie. Bye bye!

La Lucozade.

net travels, relax 22 Comments »
C’è qualcosa di cui devo assolutamente parlare. Credo sia quello che mi mancherà di più.
La conobbi in Inghilterra sei anni fa, quando ero poco più che giovincello. Fu subito amore. Una scarica di energia.

Non l’ho mai dimenticata, ma abbiamo avuto altri incontri. L’anno scorso ci siamo trovati quasi per caso ad Ibiza, nella città quasi prevalentemente inglese di S. Antoni. Abbiamo purtroppo avuto un rapporto fugace, non ci ho preso nemmeno gusto. Ma quando l’ho rivista lì, a Dublino, che mi aspettava in ogni angolo, in ogni strada, il colpo di fulmine è ri-scoccato.

Non ne potevo fare a meno, dovevo averla almeno una o due volte al giorno.

E’ lei, si. La Lucozade. Quella all’arancia, leggermente effervescente (come la Ferrarelle), buona per il corpo e per la mente. Mi mancherà. Voglio tornare nelle Isole Britanniche.

Irish Album.

net travels 18 Comments »

Dublin e dintorni.


Dublino.
Dublino è una città affascinante, ma non sembra affatto una metropoli. Forse perchè non lo è, alla fine. Sembra una città medio-grande italiana, anche se controllando il numero di abitanti si nota che sono ben 1,6 milioni nella Dublin City Area. Le cose da vedere non sono molte, e i musei a dire la verità fanno quasi schifo, piccolissimi. E hanno poche cose all’interno. Però voglio dare una nota di merito alla Dublin City Gallery: piccola, ma con quadri stupendi al suo interno, tra cui due Monet molto belli. La vita notturna è quella tipica anglosassone: praticamente inesistente, alle 11.30 la maggior parte dei pubs chiude. Rimane qualche locale notturno, ma non è che siano affollatissimi. Filosofia di vita diversa, bisogna un po’ abituarsi, ma alla fine a me piace. Posti da segnalare: St. Sthepen’s Green, il parco al centro della città; Grafton Street, la via dei negozi; O’Connell street, l’arteria principale della città, con il suo bel Spire al centro; le vie perpendicolari ad O’Connell street, piene di negozi; Il Trinity College; la Dublin City Gallery; I ponti sul Liffey, in particolare il James Joyce Bridge (di Calatrava) e l’Ha’Penny Bridge; la Guinness Storehouse, edificio più alto della città con splendido panorama; Phoenix Park, grandissimo e molto bello; lo zoo, che a me è piaciuto molto; Christ Church, davvero bella; il Dublin Castle; la statua di compare Oscar Wilde, a Merrion Square; tutti i dintorni di Grafton Street. I musei francamente non mi sono piaciuti, si possono anche evitare.

Howth.
Sobborgo di Dublino, paese di pescatori. Molto carino, a me è piaciuto molto il porto e la vista che si ha da una torretta dall’alto su tutta la Dublin Bay. Ci sono posti dove si può mangiare dell’ottimo Fish&Chips fresco, e si può ammirare qualche regata di barche a vela. Da vedere senz’altro, ci arriva la DART in circa trenta minuti dal centro città.

Bray.
Bray è chiamata la Brighton di Dublino. Niente di più falso. Di Brighton non ha nulla, ma proprio nulla. C’è un lungomare paragonabile al peggior lungomare italiano, una spiaggia appena decente, e un maledettissimo casinò, eheh… Non ci tornerei, onestamente. Anche Bray è raggiungibile comodamente con la DART.
P.S. Il casinò c’è anche a Brighton, ma è molto più bello.

Malahide.
Già un po’ meglio di Bray, ma onestamente non ci trovo niente di entusiasmante. Qualche ristorante, tutti italiani naturalmente. E nient’altro, a parte il Malahide Castle. Ma posso dire una cosa? Quei maledetti castelli sono tutti uguali, così come le chiese. Niente di paragonabile al nostro Castel del Monte, per esempio. DART anche per Malahide.

Ma passiamo a qualche foto…


Interno del Trinity College.                                                St. Stephen’s Green.


River Liffey.                                                                                                  Interno del Dublin Castle.

Christ Church.

Oscar Wilde.

Grafton Street.

Howth dall’alto.

Dublin Zoo.

Belfast.
Appena arrivati, sembra di stare nella città perfetta. Una Londra in piccolo. Ben fatta, ordinata, pulita. E’ solo un’impressione. Appena ci si sposta in semi-periferia (naturalmente girate a piedi sotto la guida del buon Xavi, non come le gite organizzate in cui non si vede nulla e si passa rapidamente con il bus), si notano le pesanti contraddizioni di questa regione. La "line of peace" (in realtà una strada malandata) divide i cosiddetti "neighbourhoods", i quartieri cattolico e protestante. Audite audite, in alcuni punti i quartieri sono suddivisi da un MURO (yes, like Berlin) e/o dal filo spinato. Poi non vi dico il degrado e la sporcizia. Una città che illude ma che poi mostra i suoi mille problemi. Xavi said: "This is the line of peace. Here is the catholic part, there is the protestant part. They’re always in fight."… Vi comunico che Xavi è stato sbeffeggiato per molti giorni per questa frase ripetuta molte volte durante il nostro cammino.

Qualche foto della città e della Line of Peace…


Sembra una chiesa, è un centro commerciale.

Murales sulla Line of Peace.

Galway e dintorni.

Galway.
Galway è una ridente cittadina affacciata sull’Oceano Atlantico (al quale mi sono avvicinato per la prima volta in vita mia). Le cose da vedere sono davvero poche, la si gira in un paio d’ore al massimo. Però a me è piaciuta molto, ci tornerei volentieri.

Cliffs of Moher.
Assolutamente imperdibili invece sono queste magnifiche scogliere (a circa due infernali ore di bus da Galway) che scendono per circa 200 metri a strapiombo sull’oceano. Mozzafiato. Ma portatevi robe pesanti, c’è un vento gelido e la nebbia sempre in agguato. Se volete visitarle tutte, anche il sentiero proibito, fuori dal recinto, andate bene attrezzati, perchè è molto pericoloso e si scivola, quindi niente mocassini. E il salto non è breve. Io ho provato l’emozione di stare sull’orlo del precipizio, ma dopo è meglio tornare subito.


Paesaggio dall’alto, vicino le Cliffs.

Vista delle Cliffs of Moher.

Irlanda… Meltin’ pot di pazzi?

net travels, relax 8 Comments »
Come da titolo, naturalmente io mi ficco tra questi ultimi.

Formare una compagnia di scellerati sembra difficile, ma in realtà ci si riconosce a prima vista. Cominciamo subito: primo giorno, io e i miei due amici prendiamo possesso delle nostre camere. Constatiamo che l’appartamento all’UCD è davvero buono, con due bagni, cucina e salotto, più stanze singole per ognuno di noi. Solo che le camere erano quattro. Mancava la quarta persona. Ecco che nella notte si materializza Monica, una donna di 29 anni proveniente da Barcelona, Spain. Uno dei miei amici mi viene a svegliare alle 8 (si, alle 8, l’ho odiato per questo) per dirmi che c’era una nuova (e tralascio gli altri commenti per rispetto vostro). Lei era molto socievole, abbiamo fatto subito amicizia. Diciamo che tutte le altre conoscenze scaturite in seguito sono nate grazie a lei, che ci ha presentato un suo compagno del corso di lingua: Dani, anche lui di Barcelona. Non sto qui a dirvi che tipo è Dani, 27 anni, impiegato di banca. All’apparenza un tipo tranquillo, ma in seguito ci mostrerà il suo lato primordiale. Poi, tramite Dani, tutti gli altri: Riccardo, un simpaticone e un amico; Xavi, ehm, per lui un capitolo a parte; Beppe, the King of Guinness; Alicia e Maria, from Valencia, due simpatiche ragazze; poi svariati altri che mi perdoneranno se non ricordo il nome, tra cui la giapponese; ok, lo ammetto, di molti ignoro completamente il nome; poi Charlotte, con la sua fugace apparizione.

L’arrivo in aereo.
Al momento di scendere, a Dublino, il mio amico prende qualcosa da sotto il sedile, e dice alla ragazza di dietro: "Guarda che ti è caduta la borsetta…". E questa lo guardava strano, insieme agli altri vicini… "Ma vedi che quello è il giubbotto salvagente, non una borsa" - dice lei. Avrei voluto farvi vedere la faccia del mio amico, e tutte le altre, compresa la mia.

Dani.
Col passare dei giorni le amicizie con molti si sono consolidate, fino a diventare rapporti molto gradevoli. Un giorno su tutti: Siamo in giro per locali, quando decidiamo di andarcene; c’è da dire che prima abbiamo fatto i diavoli a quattro nell’ultimo locale, sotto il piacevole effetto di Guinness & Co., nonchè il fido James. Salutiamo Maria ed Alicia, ed in seguito Riccardo. Rimaniamo noi tre più Dani, e prendiamo un taxi a Temple Bar… E qui comincia lo show personale del Danielone internazionale, ubriaco fradicio: "Te llamo Trigo por non llamarte Rodrigo" - "Se folla men que la gata en el Vatican" - "Estamo frijendo le uova con la saliva" - "La cosa esta mù mala" - "La cosa esta mù malamente" - Per poi degenerare con il tassista: "El taxista fa la ronda turistica", da ripetere molte molte volte, sperando che il tassista non capisca lo spagnolo.
Ma Dani ci delizierà con molte altre performance like this: abbiamo un filmato che tutto il mondo ci invidia, ma che abbiamo promesso di non far girare su internet. Ricordo anche la figura di merda che abbiamo fatto con le francesi, di cui avevamo parlato poco prima. Appena le vede passare in gruppo, Dani grida: "Lucaaa, mira the French girls!"…

Xavi.
Ecco il suo bel capitolo a parte. Xavi è una sorta di Pacciani versione Spanish. Le perle di Xavi: "Donde sta el puticlub" - "Quiero follar" - "You want to do it?" (ovviamente la risposta è stata no) - "Las troias las troias las troias" - e di tutto e di più. Xavi era un’ottima guida turistica, senza di lui non avremmo visto niente a Belfast. Pittoresco, ma utile. E poi non posso negare che ci ha fatto divertire con le sue sparate porno-romantiche.

Il corvo.
Anche il corvo merita un capitolo a parte. Una mattina ho sentito Monica parlare a voce alta, io ero a letto. Parlava con un mio amico, l’altro era andato già a scuola: "There is a mouse!" - E il mio amico (che non sa una parola di inglese): "Un pc, vuoi un pc?". Il siparietto è andato avanti per qualche minuto. Monica credeva che un topo avesse mangiato il suo pancarrè. Credeva. Poi è uscita anche lei verso scuola. Dopodichè mi alzo io, e trovo un foglietto a terra, vicino la mia porta. L’aveva lasciato l’altro amico andato a scuola presto. L’ho portato via con me, c’era scritto questo: "Dalla finestra della cucina è entrato un corvo stanotte. Dite a Monica, se la vedete, che il pancarrè l’ha iniziato lui. Ha pure cacato sulla finestra. Ciao." Dopo aver letto quel biglietto, mi avranno sentito ridere dal Trinity College

Il fenomeno.
Altra serata in giro per locali, altro siparietto. Il mio amico schiappa in inglese si butta nella mischia dove c’era gente che ballava, quasi tutte ragazze. Noi altri siamo un po’ in disparte a bere qualcosa e a parlare tra di noi, facendo finta di muoverci a ritmo di musica. Ad un certo punto ecco che il mio amico acchiappa un’inglese, e questa comincia a strusciarsi… Dani osserva imperturbabile, salvo poi gridare "Mira el fenomeno" - "Es un fenomeno!"… Fatto sta che l’hanno sentito tutti, e la ragazza in questione dopo tre secondi si è dileguata. Potere di Dani.

La giapponese.
Una sera, al solito ritrovo del Pirulì (The Spire per i comuni mortali) - mi raccomando, se andate a Dublino, fatevi trovare sotto il pirulì alle 9, qualcuno arriverà… - arriva Maria con al suo seguito una giapponesina, molto carina a dire il vero. Noto subito una cosa strana: per salutare gli altri, porge la mano molto alta; ho capito subito che la voleva baciata. Così ho fatto il faccione sorridente, e gliel’ho stretta così forte che ho potuto vedere la sua smorfia di dolore. Non contenta, ha ripetuto il gesto con gli altri e le altre (la voleva baciata anche dalle ragazze, si), e tutti hanno fatto come me. Credo che la mano le faccia ancora male. Ci abbiamo riso per un bel po’, tra di noi… Poi voglio far notare la forza caratteriale delle giapponesi: zero. Qualsiasi cosa le si diceva di fare, lei la faceva. Qualsiasi parola sentiva, la ripeteva. Uno spasso per chi come me ama scherzare.

Il viaggio verso le Cliffs of Moher.
Il mio amico schiappa in inglese dapprima si beava del paesaggio, del bel viaggio in autobus, partito da Galway. A un certo punto, tra i tornanti e le stradine, vediamo la sua faccia cambiare colore. Io avevo l’iPod a manetta, quindi facevo poco caso al resto. Quando lo vedo cominciare a farmi dei strani segnali: nel linguaggio vomitesco, quello era un chiaro segnale di far fermare l’autista. Ok, scendiamo, prima volta falso allarme. Al ritorno, sempre stesso autista, la scena si ripete. Faccia nerastra, faccio fermare di nuovo l’autista. Vi risparmio i particolari. Da notare i lamenti per i giorni successivi, e le Maalox come caramelle. Da quel giorno ho appreso che le Maalox curano tutti i mali, secondo lui.

Il ritorno da Belfast.
Prima di andare via, a Dani e a qualche altro è venuta la splendida idea di fermarsi in un pub. Poi c’erano 3h30 di bus senza soste, e due pinte di Guinness non erano tanto consigliabili. Dieci minuti dopo la partenza, ecco che Dani si alza e va verso il bus driver. "Can you stop please? Can you stop please? I have to piss, now. It’s urgent!". L’autista non rispose. Dani inizia il siparietto: "Chico de puta" - "Chico de gran puta"… Passa qualche minuto, e Dani va di nuovo dall’autista, mentre noi facevamo di tutto per farlo sentire a disagio e per stimolarlo ancora di più a fare pipì. L’autista stavolta lo beffa, gli dice che si fermerà alla prima occasione. Naturalmente non si è fermato, e io incitavo Dani a fargliela davanti, così imparava. Lui naturalmente diceva bestemmie di tutti i tipi in spagnolo, fino a prendere l’amara decisione, dopo che la falsa promessa è stata fatta altre due volte. "Luca, I get off at the airport stop, I can’t take it anymore. See you at home, I will come back with a taxi."… Alla stazione dei bus di Dublino, il bus driver ha ricevuto qualche vaffanculo come ricordo della nostra comitiva.

Al casinò di Bray.
Il vostro net ha la febbre del gioco. Appena ho visto il casinò, ho voluto giocare alle slot machines. Ho perso tutto. Meno male che avevo pochi soldi liquidi. Già nervoso, decido di dilapidare i miei ultimi soldi rimasti in quelle macchine infernali dove si buttano le monete da 20 cent nella speranza che cadano tutte le altre e si vada via con le tasche piene. All’ultima moneta, il mio sogno stava per avverarsi. Cavolo, sarebbero cadute almeno 100 euro. L’ultima moneta da 20 cent rimane in bilico, e non cade nulla. Ero così incazzato che avrei voluto dare un calcio alla macchinetta. Non l’ho fatto, ma "per sbaglio" ho urtato con il ginocchio alla suddetta, facendo scattare quel maledetto allarme. Ehm, i miei amici mi hanno raccontato che i tipi della sicurezza mi guardavano in cagnesco, ma io non lo so perchè non ho avuto il coraggio di alzare la testa. Ho fatto tre passi indietro, poi mi sono girato e, sempre a testa bassa, sono sgattaiolato fuori dal casinò. Cazzo, perchè Emilio Fede ha tutto quel culo e vince sempre, e io no?

L’aereo da Malpensa a casa.
Eravamo seduti alla seconda fila di tre dopo la business class. L’ufficiale di bordo si appresta a fare le raccomandazioni di routine, con mimo dei movimenti da effettuare in caso di bisogno. Noi ci facevamo abbondantemente i cavoli nostri, quando sentiamo: "Vedo che siete attenti, eh?" - l’ufficiale aveva smesso di fare il suo lavoro per sgridarci. "E’ la quarta volta che lo faccio oggi, almeno fate finta di guardarmi, ragazzi."… Poi parte qualche battuta, le risate degli altri delle file davanti, tra cui la bellissima ragazza dietro al mio sedile. "Alla fine mi fate un applauso?". Che tipo. Alla fine glielo abbiamo fatto l’applauso, per la sua felicità. Il bello è che poi il mio amico l’ha pure preso in giro fuori l’aeroporto, mentre lui parlava al telefono: "Arrivederci, capitano" - facendo il saluto militare. Si è messo a ridere così tanto che gli si potevano tirar via i denti.

Seguirà tra poco un fotoalbum con breve descrizione dei posti visitati.

P.S. Mi riservo di aggiungere altre cose, se mi venissero in mente. Perchè mi pare manchi qualcosa, ma non ricordo proprio cosa. Mah, la mia solita memoria.

The boy is back in town.

net travels 4 Comments »
Hi people! I’m back from the Emerald Island!

Insomma, si, sono tornato. The boy is back in town. Il tempo di riprendere in mano la situazione e ritorno operativo, eheh…

Più tardi o domani vedrò di fornire un resoconto dettagliato delle vacaciones, con tutte le annesse disavventure!

Stay tuned!

Goodbye Cosengeles.

net travels 13 Comments »
Tra poco più 12 ore il mio aereo parte. Ok, non so se arriva, ma parte.

Visto che non so se potrò scrivere più tardi, causa impegni, vi saluto ora, ripromettendomi di postare una cosa prima di andare a dormire…

A volte si è felici di partire, a volte un po’ meno. Personalmente, nelle ultime ore che precedono ogni mio viaggio, soffro di una certa saudade congenita, che mi porta ad essere un pochino triste. Poi mi passa, non appena faccio il check-in all’aeroporto! Ma la verità è che vorrei sempre portare con me alcune persone che mi vogliono bene, ma che per cause di forza maggiore non possono partecipare a questa avventura.

Starò via per venti giorni, quindi comportatevi bene in mia assenza. Io mi comporterò male, come al solito.

Buone vacanze a tutti! Anche a chi resta, naturalmente! Spero che le foto che vedrete non saranno quelle segnaletiche che mi farà la Polizia Irlandese!

Scoperte inaspettate.

net travels 17 Comments »
Ho scoperto qualcosa che assolutamente può diventare un problema. Un grosso problema.

Pare che in Irlanda non affittino automobili ai minori di venticinque (dico, 25) anni. Io ne ho 24. I miei compagni di viaggio ne hanno 24.

Cazzo. Questa non ci voleva.

P.S. Mai disperarsi, siamo italiani. Qualcosa ci inventeremo.

P.P.S. Se sentite al telegiornale di tre italiani arrestati ed espulsi dall’Irlanda, non cercate di capire di chi si tratta. Ve lo sto anticipando io.

Time is tickin’ out.

net travels 20 Comments »
Si avvicina il momento della partenza. Mancano circa 135 ore. Entriamo nel dettaglio: mancano 8100 minuti. Ancora più nel dettaglio: 486000 secondi. Non passo ai millesimi per pietà.

Dovrei fare tante cose, preparare tante cose. Ma sono fermo. Psicologicamente sono pronto? Si, quasi. Mi manca ancora qualche trascurabile dettaglio. Poi qualche altro non trascurabile, ma non è la fine del mondo. Per quella c’è tempo.

Ormai respiro già Dublino, sento già l’aria fresca nei polmoni. Ok, sto sudando ugualmente perchè qui fa caldo, ma cerchiamo di restare sull’astratto.

Starò via per un po’, quindi avrò il tempo di assuefarmi a quella città. Spero solo che non mi conquisti troppo, non sono ancora pronto a fermarmi. So già che il distacco sarà doloroso, come lo è stato in tutti i miei precedenti viaggi di ritorno. Non che non voglia tornare a casa, qui ci sono persone che mi vogliono bene ed a cui io voglio bene. Solo che è difficile da descrivere, quando vado in un posto straniero per me è come averci sempre vissuto. Mi trovo bene con il posto, mi trovo bene con gli abitanti, mi trovo bene con tutto.

So già che la statua di Oscar Wilde mi sorriderà, quando la vedrò. Vorrei che mi suggerisse qualcosa di cinico e beffardo, come solo lui sapeva fare. Mi sorriderà anche la pinta di Guinness, ne sono certo. E io sorriderò a tutti loro. Certo, perchè anche la Guinness ha un’anima.


WordPress Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Collegati