Un seduttore nato

net travels, relax 6 Comments »
***

In volo succedono cose strane.
No, purtroppo nessuna hostess si è spogliata.

Se qualcuno ha volato da Fiumicino a Orio ieri sera, con Alitalia, vi informo che avete vissuto l’onta di viaggiare in aereo con me

Assistenti di volo che parlano di sindacati e mi fanno notare come già tra loro siano in disaccordo, figuriamoci con i sindacati, Berlusconi e Air France.

Da notare che io avevo un posto sì sfigato (di fianco allo scomparto uscita di emergenza e lo scomparto dove vengono tenuti gli snacks), ma potevo udire tutti i discorsi degli assistenti.
Ad un certo punto uno dei due, dal leggerissimo accento romanoderoma, ci prova con una bella ragazza seduta un paio di file dietro di me. La invita a parlare proprio lì di fianco, così posso casualmente ascoltare tutto…
Dopo vari e maldestri tentativi, arrivano a questo punto:
- Facciamo che ora me dai er tu numero e io domani te chiamo ppe’ uscì…
- Ma anche no!

Il fessacchiotto ha poi fatto un grosso passo falso quando, ad un certo punto - lei già era titubante (ma gliel’avrebbe dato alla fine, si vedeva che era bendisposta) sul dargli o meno il suo numero -, le dice: "Non te sto mica a chiede de sposamme, eh! Voglio solo er tuo numero ppe’ uscì domani."

A quel punto lei ovviamente ha messo da parte ogni dubbio e gli ha inventato tutte le scuse possibili e immaginabili, fino ad un laconico "Ti dispiace se vado a sedermi al mio posto?"

Per la serie "Come andare in bianco"…

Not so live from Turin

musica, net travels, netlife 28 Comments »
Se fosse stato possibile trasmettere in diretta quello che ho visto, avrei inaugurato il Radioactive LiveBlog. Il concerto dei Police è stato strepitoso, con soprattutto il grande Stewart Copeland in fantastica forma. Ora gironzolo per l’Italia, al momento mi trovo nei dintorni ferraresi…

Purtroppo, per problemi tecnici (ho scordato un cavetto a casa) non posso farvi vedere i numerosi video che ho girato, dovrete accontentarvi di qualche foto. Stavolta la sfortuna non ci ha colpito, vero hyacintgirl (koala-munita)? Ci siamo rivisti senza tempeste inconsuete.

Al Delle Alpi splendevano le stelle, ed altre stelle erano sul palco a farci impazzire. Hanno iniziato col botto, Message In A Bottle - la mia preferita, per poi proseguire con un successo dopo l’altro. Molto ben riarrangiata Every Little Thing She Does Is Magic, bellissime le esecuzioni di King Of Pain e Wrapped Around Your Finger. Ma tutto fantastico, cominciando dal palco per finire alle coreografie. Copeland era indemoniato, così tanto che gli altri due ogni tanto perdevano qualche battuta.

Ecco qualche colpo d’occhio!


Uno scorcio dei sessantacinquemila spettatori paganti del Delle Alpi…


Il palco durante uno dei numerosi effetti di luce…


Sendin’ out a SOS…

Viaggi e miraggi

net travels, netlife, psiconet 29 Comments »

free music

Spago sulla mia valigia non ce n’era/solo un po’ d’amore la teneva insieme/solo un po’ di rancore la teneva insieme

Quando scrissi della partenza, parlai di malinconia. Viaggiare aiuta a rientrare in contatto con se stessi, o almeno questo succede per me. Si analizzano momenti più o meno bui con grande lucidità, magari davanti ad una bella pinta di birra ghiacciata; o sotto il sole della spiaggia del Port Olimpic. Un diverso modo di interpretare la spiaggia, quello spagnolo: se vogliamo, anche l’anticamera del diverso modo di interpretare in generale la vita. In tutti i pochi posti in cui sono stato, ho notato i modi più disparati di vivere. Alcuni mi sono andati a genio, altri meno, pur adattandomi abbastanza in fretta alle nuove realtà.

Pur adorando Barcellona, il modus vivendi spagnolo mi rapisce poco, tanto più che mi trovavo più a mio agio in un pub pieno di inglesi che non con le birre in busta a Plaça Reial.

I giorni sono scorsi tranquilli, mi sono goduto la città con relativa calma: proprio quella tranquillità che in fondo cercavo. In particolare ho apprezzato le visite ai posti "alti" rispetto alla città, come Tibidabo, Park Guell e Montjuich. Barcellona vista dall’alto in tutta la sua estensione è una visione mozzafiato, forse la si riesce ad amare ancora di più che non vivendola per le strade. Dal Tibidabo si ha la visione più completa, con la montagna che guarda verso il mare e lo sguardo che riesce a perdersi oltre l’orizzonte.

Altra città che ho particolarmente apprezzato è stata Girona (Gerona in spagnolo, ma la pronuncia ufficiale è quella catalana), un gioiellino risalente agli Iberici e poi ai Romani, Visigoti, Musulmani, Carolingi, che hanno lasciato una quasi intatta muraglia difensiva e un dedalo di intricate e fantastiche stradine. Non credo che sia un caso il fatto che Girona risultasse al primo posto come qualità della vita nella classifica delle città spagnole, perché dà un senso di assoluta pace. Io dissi, non sapendo della classifica al momento del giro turistico per le vie cittadine, che gli abitanti di Girona sono sicuramente molto longevi… Si respira tranquilli in questa città, senza ombra di dubbio. Ci vivrei senza batter ciglio. Barcellona in quei giorni mi stava un pochino stretta, avevo bisogno di cambiare aria anche solo per mezza giornata. Ed ho riscoperto - nel caso ce ne fosse bisogno - quanto mi piace viaggiare.

Di fattura diversa invece la gita a Montserrat, con una mattina che inizia all’insegna della pioggia battente. Si parte da Plaça d’Espanya verso il Monastero di Montserrat, immerso in una cornice splendida di montagne dal volto umano. Ahinoi, dopo pochi minuti dall’arrivo in cima si è scatenato il diluvio, giusto il tempo di fare due foto ed una visita veloce all’interno. Dopodiché decidiamo, affamati, di rifugiarci in un bar/tavola calda. Birra e panino. Faceva un freddo cane, oltretutto. Ancora affamati, prendiamo altra roba da mangiare dopo aver pagato le altre cose… E poi due whiskey tripli (credo fossero tripli, perché il giovanotto ha vuotato la bottiglia) per ammazzare il freddo (eravamo in tenuta molto estiva). Queste ultime cose si sono scordati di farcele pagare, e noi ovviamente non abbiamo insistito. I viandanti ringraziano e sfidano pioggia e freddo (grazie, Jack), ignari del fatto che quella sarebbe stata una giornata alcolica. Al ritorno a Barcellona, sulla cremagliera del Montserrat, eravamo seduti di spalle ad una donna (dal vago accento emiliano) col suo bambino (noi eravamo allegrucci per il whiskey)… Lei diceva:
- Mo’ varda che belle montagne, che paesazgio!
- BURP!

Al mio compagno di viaggio è scappato un sonoro rutto proprio alla fine della sua frase, che ha accompagnato il susseguente religioso silenzio della signora per tutto il resto del viaggio, rotto solo dalle mie continue risate.
Dopo un periodo di riposo in albergo, decidiamo di andare prima in Plaça Reial (davvero ad un tiro di schioppo dall’hotel, così come anche il Born) e poi in un Irish pub dei dintorni. In questo lasso di tempo sono partite una lattina (in piazza, presa dai pakistani ambulanti) e tre pinte di birra. Facendo conoscenza con delle americane, il mio ego viene abbondantemente nutrito dai loro complimenti per il mio inglese privo di accento italiano o di qualsivoglia altro accento. L’alcol scioglie la lingua, si sa.

Da segnalare il tipo all’Acquario di Barcellona che per avvicinarsi troppo con la testa al giochino della ruota-che-gira-e-tu-ci-guardi-dentro-per-vedere-le-rane ha preso la ruota in piena fronte. Gli sono scoppiato davvero a ridere in faccia, non sono riuscito a trattenermi… Poi c’è un’antologia di mie freddure che non fanno ridere, ma quelle le riservo a qualche altra occasione… E diverse altre cose che non ricordo, ma che col tempo mi torneranno in mente. Uh, ma devo dirvi subito del comandante dell’aereo Milano - Lamezia! Dopo aver ricordato di tenere le cinture allacciate per tutto il volo, ha ripetuto la canonica frase anche in inglese, facendo però un po’ di confusione:
- Mi raccomand keep your seat belt on.

Alla fine arriva anche il momento di tornare, ed eccomi qua, scampato ai telegiornali.

P.S. Potete vedere qualche foto del viaggio qui (ho dovuto creare un secondo account flickr perché "l’ufficiale" è pieno). Qui invece trovate tre video sulle Fonti Magiche.

Bolle di sapone

net travels, netlife, psiconet 38 Comments »
Quando ti trovi in una bolla di sapone, questa prima o poi esplode. Ma può anche esplodere perché la buchi dall’interno. Qualche essere umano è come i cani: se tu li bastoni loro pensano di esserselo meritato; beh, io sono uno di quelli.

Prima di partire sono sempre un po’ malinconico. Oggi lo sono in maniera particolare. Non fraintendetemi, la contentezza di partire non c’entra.

Qualcuno non vede al di là del suo naso. Il problema è che, quando tu riesci a vedere oltre, potrai scorgere cose che non ti piaceranno. Forse è meglio coltivare il proprio orticello. Forse. La vita sa essere anche crudele, purtroppo.

Intanto parto. Se tutto va bene ci vediamo a fine mese, altrimenti sentirete parlare di me in qualche telegiornale!

Buone vacanze radioattive a tutti!

free music

I was there

net travels, netlife, psiconet 35 Comments »
Qualcuno ha detto che non si era mai vista una tromba d’aria a Venezia.

Qualcuno bestemmiava più di Germano Mosconi posseduto.

Qualcuno ha preso una grandinata in testa.

Qualcuno piangeva. Qualcuno si è fatto male perché in testa non ha preso soltanto la grandinata.

Il sottotitolo di questo post è "Oltre il danno, la beffa", ed il perché lo capirete verso la fine. Qualcuno, come me, si è fatto mille chilometri per assistere al concerto dei Pearl Jam, letteralmente spazzato via dagli eventi atmosferici e dalla noncuranza con cui sono state montate quelle torri. La cosa divertente è che, dopo la bufera, i pochi di noi rimasti dinanzi alle transenne erano felici perché ci si trovava in prima fila. Nessuno di noi si era accorto del disastro accaduto appena alle nostre spalle. Che culo. Un culo bagnatissimo, ma almeno non rotto. Una certa persona si è tirata ripetutamente la sfiga addosso, quindi la prossima volta che la vedrò mi toccherò. Pensate, andando via ha anche avuto il coraggio di chiedere a me, mumucs e rafunz se volessimo un po’ d’acqua.
- Ancora acqua? Non ti pare che ne abbiamo presa abbastanza per oggi?

Per la cronaca, a mezzanotte, quando sono riuscito a tornare in quel di Ferrara, avevo ancora il culo bagnato.
Considerate anche la fortuna di aver incontrato in stazione a Mestre proprio quel parente a cui non avevo detto nulla del mio arrivo.
- E tu che ci fai qua?
- Ehm, passeggiatina. Oggi era bel tempo, sai…

Quando sono arrivato infatti faceva piuttosto caldo, c’era pure il sole. L’occhio del ciclone. Ma io so cosa è stato a fare incazzare Zeus: le esibizioni dei due gruppi precedenti la lineup principale. E’ proprio quella la beffa: maporcaputtanaladra, ho dovuto asciugare il sangue dalle orecchie mentre ascoltavo "Le Mani" e quell’altro gruppo di peticultori di cui per fortuna non conosco il nome.
- Ma ora mi rifarò - pensavo.
Illuso.
Mentre i "My Chemical Romance" salivano sul palco, è arrivata una pioggia così fitta in orizzontale (subito seguita da grandine) che dopo pochi minuti mi sono ritrovato le maniche del giubbino impermeabile così piene d’acqua e ghiaccio da poter innaffiare tutti i cactus del Sahara. Mentre le torri cadevano a causa del vento (siamo sicuri che sia stata proprio colpa del vento?). Stavamo per andare a ripararci proprio lì. Fiut.

Comunque sorrido perché ho conosciuto tre persone simpaticissime, unica nota positiva del piccolo grande viaggio della speranza attraverso lo stivale. Persone assolutamente da rivedere.

Domani mi scade anche la tessera per i viaggi illimitati con le Ferrovie.
Il controllore, girando e rigirando la mia tessera: questo è l’ultimo, eh?
Mia risposta detta: eggià, da domani straccio la tessera.
Mia risposta pensata: abbbello, almeno cerco di fregarvi fino a fine anno.

P.S. Sul regionale Paola-Cosenza, oggi, ho incontrato senza ombra di dubbio le due specie viventi più stupide al mondo. Gente (ehm, scusate il complimento) che grida "Barabbaaaa" e "Pizzichèèèè" (tra le altre cose… Che cazzo vuol dire pizzichè? Mah) dal finestrino - in galleria, non si era mai vista nemmeno a queste latitudini. Bisogna studiarli per bene, quei tipi.

Black - Pearl Jam

net travels, songs 50 Comments »
Amici, vi lascio per qualche giorno… Indovinate dove vado? Sotto c’è un indizio, eheh…
Questo è uno dei loro pezzi più belli, secondo me.


Hey… oooh…
Sheets of empty canvas, untouched sheets of clay
Were laid spread out before me as her body once did
All five horizons revolved around her soul
As the earth to the sun
Now the air I tasted and breathed, has taken a turn

Ooh, and all I taught her was everything
Ooh, I know she gave me all that she wore
And now my bitter hands chafe beneath the clouds
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything…

I take a walk outside
I’m surrounded by some kids at play
I can feel their laughter, so why do I sear?
Oh, and twisted thoughts that spin round my head
I’m spinning, oh, I’m spinning
How quick the sun can drop away

And now my bitter hands cradle broken glass
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything…

All the love gone bad, turned my world to black
Tattooed all I see, all that I am, all I’ll be… yeah…
Uh huh… uh huh… ooh…

I know someday you’ll have a beautiful life,
I know you’ll be a star in somebody else’s sky
But why, why, why can’t it be, can’t it be mine

Aah… uuh…

Eccolo qua

net travels, netlife 30 Comments »
Sono tornato, sano e salvo. Pare che (sgrat sgrat) la sfortuna mi abbia risparmiato in questi giorni.

Ischia è carina, ho fatto delle lunghissime passeggiate. Peccato che mio nipote inizi ad essere un po’ pesante da trasportare in braccio. Il passeggino non gli piace, dopo un po’ si annoia a camminare. Indovinate chi l’ha dovuto portare in braccio anche per i lunghissimi giardini della Reggia di Caserta, ieri? Beh, almeno mi fa sentire importante quando invece di dire "zio" si lascia andare ad un più imponente e maestoso "dio". Quando imparerà a pronunciare bene la zeta spero che continui lo stesso a chiamarmi così.

Se faccio in tempo poi vi metto qualche foto delle vacaciones.

Sail away

net travels, netlife 30 Comments »
Cari amici, vi saluto per qualche giorno. Buone vacanze, ci vediamo presto.

Chissà che non riesca a trovare il bandolo della matassa.


WordPress Theme & Icons by N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Login