Ora et labora

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Volevo ricordare al buontempone che mi ha iscritto alla newsletter di Radio Maria (in foto uno screenshot) che ora siamo a Natale…

Carnevale è più in là.

Un colpo basso. Decisamente basso.

Complimenti! Adoro questo genere di vaccate!


Nella foto: la visita dello Spirito Santo nella mia stanza

P.S. Comunque bel colpo, mi sono davvero fatto due risate, chiunque tu sia.

Ho visto cose che voi umani…

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Tra un impegno e l’altro, trovo il tempo di leggere il Corriere e mi imbatto in queste notizie bislacche, e non posso non parlarne.

Durante una cerimonia per ricordare il defunto papa Giovanni Paolo II è stato acceso un falò dal quale si sarebbero sprigionate delle fiamme assumenti le sembianze di Wojtyla. Potete vedere qui una foto.

Sapete che ieri, nella fiamma del gas della cucina, ho visto il baffuto vecchietto della birra Moretti?

Insomma, tralasciando l’ovvia ipotesi del fotoritocco, io in quelle fiamme potrei riconoscere chiunque. Non vedo proprio nessun elemento distintivo dell’ex papa. Anzi, vi dirò di più, io noto una somiglianza molto più netta con la statua della libertà. E sono sicuro che ognuno vedrà qualcosa di diverso in quelle immagini.

Smettiamola di fare i creduloni, altro che miracolo

Un esempio

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Madre Teresa di Calcutta ha sempre predicato la Fede (per una volta scriverò Fede e Dio con la lettera maiuscola, ha un suo perché - nonostante le mie convinzioni), ha diffuso amore e carità per tutto il mondo. Sempre dalla parte dei più deboli, in mezzo ai lebbrosi e agli appestati. Un gran cuore. Ed un gran cervello.

Tra le sue lettere, si trovano elementi che fanno conoscere un lato sconosciuto ai più della stessa Madre Teresa… Cito dall’articolo del Corriere un pezzo a sua volta virgolettato, quindi scritto di pugno dalla suora:
«Mi hai respinto, mi hai gettato via, non voluta e non amata. Io chiamo, io mi aggrappo, io voglio, ma non c’è Alcuno che risponda. Nessuno, nessuno. Sola… Dov’è la mia Fede… Perfino quaggiù nel profondo, null’altro che vuoto e oscurità —Mio Dio— come fa male questa pena sconosciuta… Per che cosa mi tormento? Se non c’è alcun Dio non c’è neppure l’anima, e allora anche tu, Gesù, non sei vero… Io non ho alcuna Fede. Nessuna Fede, nessun amore, nessuno zelo. La salvezza delle anime non mi attrae, il Paradiso non significa nulla… Io non ho niente, neppure la realtà della presenza di Dio». E si riferiva alla presenza divina più misteriosa, quella nell’ostia consacrata dell’Eucaristia, il perno della fede cattolica: ne parlava così, lei che era conosciuta come la piccola donna con la fede più grande del mondo. Spiegava agli altri, Madre Teresa: «La mia anima è in uno stato di perfetta gioia e di pace». Ma quella stessa anima, nei suoi pensieri più intimi, e anche nei giorni in cui meritava con la sua fede il premio Nobel per la Pace, la descriveva poi come «un blocco di ghiaccio», abbandonata in una «terribile oscurità», «nell’aridità spirituale», fra «le torture della solitudine»

Questo testimonia quale gran donna fosse: nonostante i dubbi sul vestito che portava, e i grandi dubbi sull’esistenza stessa di Dio, non pose termine alla sua missione. Anzi, continuò imperterrita a portare il Bene tra i bisognosi.

Altra citazione:
«Il sorriso è una maschera, un mantello che copre il resto. Ho parlato come se il mio cuore fosse stato innamorato di Gesù, un amore tenero, personale; ma se lei (padre, ndr) fosse stato qui, avrebbe detto: che ipocrisia! ». «C’è un’oscurità terribile in me, come se ogni cosa fosse morta. Ed è stato più o meno così da quando ho cominciato il mio lavoro»; «sono nel tunnel… »; «mormoro le preghiere della Comunità e mi sforzo per trarre da ogni parola la dolcezza che essa deve regalare, ma la mia preghiera di unione non esiste più, io non prego più». «Mi dica, padre, perché c’è tanta pena e tanto buio nel mio cuore?»; «quando cerco di elevare il mio pensiero al cielo, è così schiacciante il vuoto, che quegli stessi pensieri ritornano come pugnali acuminati e feriscono la mia anima. Mi vien detto che Dio mi ama. E tuttavia la realtà dell’oscurità, e del freddo e del vuoto, è così grande, che nulla tocca la mia anima. Che abbia fatto un errore, nell’arrendermi così ciecamente alla Chiamata del Sacro Cuore?». Troverà da sola la risposta, o una delle possibili risposte: «Sono giunta ad amare il buio — poiché credo adesso che sia parte, una piccolissimaparte, del buio e della sofferenza di Gesù sulla terra… Oggi sento davvero una gioia profonda — che Gesù non possa soffrire più oltre la sua agonia — ma che voglia soffrirla attraverso di me»

Sono riflessioni profonde, che in pochi ardiscono a fare. Mi stupisce il lato umano di questa donna… Non importa l’esistenza o meno del Divino, queste sono le conclusioni che ne traggo io. Crederci o meno, non fa differenza, per me. Basta che gli obiettivi da perseguire siano comunque quelli di un bene superiore, un bene che il cuore umano conosce e che può tirare fuori con grande facilità, se lo vuole.

Secondo me Madre Teresa aveva capito davvero cos’è l’Amore. Una piccola grande donna.

Come mi vendo i figli

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Penso che riceverò molti insulti, ma io non ne sarò avaro a mia volta.

Ce l’ho con quei brutti stronzi figli di puttana che hanno accettato il risarcimento della Chiesa Californiana per la faccenda degli abusi sessuali commessi da alcuni sacerdoti a carico dei loro figli. Questo "risarcimento" eviterà il processo a loro carico.

Se li sono venduti.

Ho virgolettato la parola risarcimento perché è una cosa assurda: lavare via con i soldi l’onore e la dignità di quei poveri bambini a cui nessuno potrà restituire quello che gli è stato tolto. Non sto a parlare di cifre perché un dollaro o un milione di dollari non cambierebbero il discorso.

Ho un pensiero fisso, da stamattina. Se qualcuno facesse una cosa del genere ad un mio ipotetico figlio, vorrei solo vederlo morto. Direi alla madre di mio figlio di trovarsi un altro uomo perché io passerei il resto della mia vita in carcere.

Se li sono venduti.

Eccolo il Befanone

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Il nostro caro e amatissimo Penetetto XVI è tornato a parlare di società e mass-media.

Secondo lui c’è «il rischio» di perdere di vista «i termini della sfida della globalizzazione», per un «nuovo ordine mondiale politico ed economico e soprattutto per un rinnovato umanesimo».

Dice poi che tale rischio è rafforzato dalla troppa espansione dei mass-media, colpevoli di indebolire le nostre capacità di una sintesi critica.

Ora copio questo stralcio dal Corriere.

Nonostante gli errori compiuti dagli uomini di Chiesa, «nessuno abbia paura di Cristo e del suo messaggio», ha proseguito Joseph Ratzinger. «Se nel corso della storia i cristiani, essendo uomini limitati e peccatori, hanno talora potuto tradirlo con i loro comportamenti, questo fa risaltare ancor di più che la luce è Cristo e che la Chiesa la riflette solo rimanendo unita a Lui». Secondo Benedetto XVI «oggi più che mai è necessario» rivolgersi «ai rappresentanti delle grandi tradizioni religiose non cristiane, invitandoli a confrontarsi con la luce di Cristo, che è venuto non ad abolire, ma a portare a compimento quanto la mano di Dio ha scritto nella storia religiosa delle civiltà».

Che poi non ha detto neanche cose sbagliatissime, da un certo punto di vista… Però, sentire criticare dal massimo esponente del Vaticano quei mass-media che proprio loro sfruttano continuamente per circuire le menti e renderle ancora più deboli in campo auto-decisionale, è assolutamente ridicolo… Questa cosa, detta da lui che si intromette continuamente nelle faccende dello Stato proprio attraverso quei media che critica, non ha per me nessun valore.

Poi veniamo alla notizia interessante: il nuovo Arcivescovo di Varsavia ha confessato di aver collaborato in passato con i servizi segreti del regime sovietico. Wow.
Che fa il Vaticano? Ovviamente lo difende, claro. Il bello è che fino all’altro giorno ha negato spudoratamente. Però ora si giustifica dicendo di non aver mai denunciato nessuno. Che bravo!

Il lavoro di prete-spia deve essere una cosa fantastica: si tiene il piede in tante scarpe, e si mangia con tutti.

La quint’essenza del doppiogiochismo.

EDIT 07/01 12.56:
C’era da aspettarselo: la grana era troppo grossa, il nuovo arcivescovo di Varsavia si è dimesso. Il papa ovviamente ha accettato le dimissioni.

Sampietro perde il pelo, ma non la quartina.

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Lo Champollion del 2000, Luciano Sampietro (permettetemi il paragone, lui in fondo CREDE DAVVERO di aver decifrato il Veggente), così ha scritto nella sua nuova -profetica- interpretazione:

"Il nostro coraggioso Pontefice è tornato indenne da Istanbul, ma a me resta un’angosciosa sensazione di tragica imminenza."

Non di certo è tornato grazie a te ed alle tue previsioni, Luciano.

Ma capite il dramma personale di quest’uomo? Lui è turbato. E’ angosciato.

Così ha ritentato, per l’ennesima volta, di aggiustare il tiro di quella quartina maledetta che non lo fa dormire.

Tirandone in ballo una seconda.

Il papa stavolta dovrebbe morire il 17 dicembre, terza domenica d’Avvento.

Cazzo, è domani!

Mi immagino le toccate di palle in Vaticano.

"E’ bene dunque restare vigili fino alla fine di questo disgraziato 2006."

Queste sono le ultime, inquietanti, parole dell’articolo.

Beh, se permettete, una grattatina me la do anch’io. Questo gufa su tutti.

Lasciali in Pacs.

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Così recita l’Osservatore Romano, quotidiano dei vescovi:
"Natale 2006: sradicare la famiglia è la priorità della politica italiana."

Si parla anche di "spregevole volantinaggio durante il passaggio del Papa verso piazza di Spagna."

La seconda si riferisce all’iniziativa del Manifesto, anche se è sbagliato dire così, non vorrei che qualcuno pensi che sto accusando loro, perchè non si sa bene chi sia stato. Da una finestra della sede del quotidiano (così pare), all’improvviso sono piovuti volantini, atterrati poco prima del passaggio di Ratzinger. I volantini erano divisi in due parti: in quella di sopra c’era il titolo "Il pastore tedesco" con la copertina del Manifesto del giorno dopo l’elezione di Ratzinger; sotto c’era la scritta "Lasciaci in Pacs". Io l’ho considerato fine umorismo, l’Osservatore Romano non direi proprio…

Ma veniamo al punto cruciale, la priorità della politica italiana.

Il Governo ha annunciato l’impegno a produrre un disegno di legge sulle unioni civili nel primo mese del 2007. I famosi (o famigerati, dipende da chi legge) PACS. A qualcuno brucia il fatto che l’unione civile resa legale a tutti gli effetti, tipo la convivenza, con tutti i diritti derivanti dal matrimonio, renda il medesimo un atto inutile, superfluo.

Io non ho mai condiviso questo pensiero. Se uno è religioso e crede nel matrimonio, in chiesa va a sposarsi ugualmente. Se crede nei valori civili del matrimonio, va lo stesso in comune a sposarsi.

La cosa che mi fa riflettere di più è che si manipola il tutto facendo credere che si tratti di qualcosa solo per le unioni omosessuali. Niente di più falso. Un attentato alla religione? Ma quando mai…

Si tratta solo di garantire gli stessi diritti a due persone che si amano (o che non si amano, fatti loro) ma non vogliono sposarsi secondo riti civili o religiosi. Ai fini fiscali, il tutto è di giovamento sia per lo Stato che per le coppie. Pensate solo al fatto di una convivenza che finisce in separazione, a titolo d’esempio: niente avvocati, niente giudici, niente sentenze, niente sprechi di soldi. Se invece due conviventi mettono al mondo un figlio, possono riconoscerlo normalmente, come due persone unitesi in matrimonio. E pagheranno le tasse, con oneri e benefici, come tutte le coppie sposate.

La trovate una cosa così sbagliata?

Non è certo un pezzo di carta -un contratto- quale il matrimonio a sancire il senso della famiglia di due persone. Quello è solo un contratto. Parlo sempre di chi non è religioso. Per i credenti il discorso è diverso, e non li tocca per niente questa cosa: possono sposarsi in chiesa come hanno sempre fatto, davanti a dio.

Allora, mi chiedo: perchè la Chiesa osteggia tanto questa nuova prospettiva? Ricordo che in diversi paesi del mondo le cose funzionano già in questo modo, e nessuno ha avuto problemi.

Io ho provato a darmi una risposta. Non so se è quella giusta, non giudicatemi per quello che scriverò.
La Chiesa ha paura di perdere fedeli, perchè non più obbligati a sposarsi. Questione di tradizioni: c’è l’abitudine a sposarsi in chiesa, questo è risaputo. Si sposano in chiesa anche persone assolutamente non credenti, giusto per il gusto di avere una cerimonia "più bella" del semplice rito civile del comune. Però per la Chiesa questi contano anche come matrimoni religiosi a tutti gli effetti, quindi si mantiene stabile il numero di fedeli, se non addirittura in aumento. Per cui l’autorità della stessa rimane immutata.

Io dico, a chi non è credente, di vergognarsi quando giura davanti ad un dio in cui non crede di amare per sempre il/la proprio/a partner. Si tratta di una promessa falsa, spero se ne renda conto, perchè fatta in modo falso. Se non credi in dio, non puoi giurare davanti a lui.

Non voglio fare discorsi politici sulle intromissioni della Chiesa nella vita dello Stato, se ne fanno già tanti. Mi basta quello etico, e scusate se l’ho fatto in modo sommario.

Se sbaglio, fatemi aprire gli occhi. Perchè altrimenti davvero non vedo i motivi per osteggiare una riforma della famiglia che a me sembra invece molto equa.

Verifica.

in nomine patri, relax 14 Comments »
Non per voler sottolineare che Sampietro ha sbagliato anche stavolta, ma il papa è tornato dal viaggio in Turchia.

A quanto pare, senza neanche un graffio.

Lucià, ritenta, sarai più fortunato. Prima o poi.


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