It’s the end of the world (as we know it)

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Credo che questo geniale titolo dei R.E.M. di quasi venti anni fa rispecchi in maniera esaustiva la situazione che il mondo si sta trovando ad affrontare in questi ultimi tempi. Parlo della crisi economico-socio-energetica che affligge il pianeta, ed in particolare gli Stati Uniti d’America.

Cosa sta succedendo?
Accade che il motore trainante dell’economia mondiale attraversa la crisi finanziaria più grave dal (non troppo) lontano ‘29 (Grande Depressione http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione), e la situazione peggiora di giorno in giorno: il Dollaro cola a picco, Wall Street segue a ruota, il prezzo del petrolio impazzisce, il prezzo dell’oro supera record su record. Due grosse banche americane sono affondate (in gran parte per causa della crisi dei mutui), fallendo in pochi giorni e venendo rilevate da qualche altro (non meno in difficoltà) gigante per quattro spiccioli…

Quali sono le cause?
Io andrei a ricercarle negli anni passati, ma sono sotto gli occhi di tutti… I conflitti in Medio Oriente (Libano-Israele/Palestina-Iraq) hanno portato a conseguenze disastrose: secondo me non è un caso che il prezzo del petrolio sia aumentato a dismisura negli ultimi anni, visto che la gran parte dell’oro nero mondiale proviene da quelle zone. Riguardi ai mutui, beh, la mia personalissima opinione è che la moda di comprare tutto a rate abbia dato il colpo di grazia ad un’economia già in declino. Le banche prestano un sacco di soldi, la gente - incosciente - si indebita fino al collo con la (effimera) tranquillità del "tanto pago a rate", concedendosi lussi che pochi anni prima non si sarebbe neanche sognata: il macchinone su tutti. Poi cosa succede? Quando arriva il momento di ripagare i debiti, magicamente ci si accorge che lo stipendio non basta più, e si precipita nell’indigenza. Magari oltre alla rata della macchina (con tutte le esose spese accessorie che un mezzo di locomozione comporta al giorno d’oggi) c’è anche un mutuo da estinguere, ed ecco che i conti NON POSSONO più quadrare. Se la gente non ripaga i debiti, le banche perdono liquidità fino a soffocare, fino al fallimento. E’ quello che è successo negli States. Appena i tassi di interesse sono cresciuti di qualche decimo di punto, la gente non ce l’ha più fatta a pagare e si è creato quel circolo vizioso che ha portato alla grave crisi che viviamo oggi. Il tutto in pochi mesi. Perché la crisi era forse prevedibile da un risparmiatore accorto, ma il patatrac è successo in pochissimo tempo.

Perché la crisi è grave?
E’ grave perché siamo nella situazione del famoso cane che si morde la coda. I cittadini non hanno liquidità, le banche non hanno liquidità, gli Stati sono anch’essi pieni di debiti. La ricchezza è concentrata in mano a pochi furbi, che - non possiamo biasimarli - si tengono stretti stretti i loro quattrini. Ma rischiano anche loro, perché quando anche le banche non ce la fanno più vuol dire che si è davvero alla frutta. In Argentina ne sanno qualcosa, tutti hanno perso tutto. Anche i generi alimentari sono un indice molto veritiero della situazione: il prezzo del grano è aumentato del 70% circa rispetto allo scorso anno, e il latte non è da meno; purtroppo, dipendendo dal petrolio, i costi di produzione aumentano a velocità insostenibile per tutti, mentre i contadini soffrono anche loro l’impoverimento dei terreni e quindi la minore produttività. L’inquinamento fa la parte del leone, l’acqua è sempre di meno e sempre più schifosa, il clima sta cambiando con rapidità.

Verso a cosa andiamo incontro?
L’Europa cerca di rimanere a galla e di non affondare rapidamente come gli Stati Uniti, ma a mio avviso è solo questione di tempo: Euro forte che blocca le esportazioni, prezzi degli immobili alle stelle, Borse che iniziano a cadere in delle picchiate assurde. Quando si spegnerà del tutto l’American Style, allora starà per morire anche l’Europa che conta. Le Tigri Asiatiche ne gioveranno per un po’, ma poi andrà tutto a puttane anche lì, non avendo più uno sbocco per le - attualmente - massicce esportazioni. Il "sistema" sta implodendo su se stesso. Lasciatemi dire che un po’ ce la siamo cercata. Anzi, più di un po’.

Quali sono le possibili soluzioni?
Chi ha un tetto sotto cui vivere e un pezzo di terra da lavorare se lo tenga ben stretto, prevedo tempi bui. Chissà, magari il cambiamento radicale mondiale "previsto" da veggenti vari e dai Maya potrebbe essere proprio questo.
Forse per dare una sterzata vigorosa bisogna muoversi astutamente in quella direzione, anticipando il disastro: un ritorno intelligente alla natura. Bisogna invertire la tendenza, facendo quel salto ecologico che il bisogno ci impone. Dobbiamo disfarci del petrolio, principalmente. Sostituirlo, rimpiazzarlo. Ci vorranno anni e anni, ma bisogna iniziare subito. Bisognerebbe iniziare dai mezzi di trasporto, tutti quanti, per poi passare alle fabbriche e ai riscaldamenti. Le energie rinnovabili tra l’altro potrebbero dare una nuova spinta all’economia. La prima cosa che poi mi viene in mente di NON fare è quella di comprare qualcosa a rate. Accendere un mutuo o un finanziamento? E’ un suicidio. Chi ci garantisce che i nostri stipendi aumenteranno? Chi ci garantisce che riusciranno a mantenerli uguali a quelli che percepiamo adesso? Il nostro debito invece siamo certi che continuerà a crescere, se l’economia va male. Non potendo emigrare su nessun altro pianeta, cerchiamo di salvare il salvabile del nostro, che abbiamo distrutto a causa della nostra avidità.

Perché il Kosovo doveva restare in Serbia?

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Me lo sono chiesto molte volte, negli ultimi giorni. Ho letto articoli su articoli, opinioni di filosofi, statisti, esperti di guerra, diplomatici: il problema è serio.

A me questa dichiarazione di indipendenza sa molto di strumentalizzazione internazionale. Si è creato un precedente pericoloso, dopo anni dalla guerra. Qui si va in direzione contraria al processo di unificazione politica ed economica in corso in Europa da cinquant’anni a questa parte; ma poi, chi ci garantisce che il nuovo Kosovo rispetti la forte componente di nazionalità serba presente nella regione?

Questo acuisce la tensione internazionale, visto che la Spagna si oppone fermamente a questa secessione, così come la Russia e tanti altri Paesi, soprattutto quelli confinanti con la Serbia. Una separazione unilaterale che potrebbe fomentare altre etnie a fare la stessa cosa. Penso ai Paesi Baschi, penso alla Catalogna, ad esempio. O alla "Padania libera". I motivi della separazione sarebbero ovviamente molto diversi, però non bisogna sottovalutare nulla.

I russi parlano di pericolo per la stabilità continentale: per me hanno ragione. La Serbia -naturalmente- reagirà. E poi cosa succederà? Qualcuno dovrà aiutare di nuovo il Kosovo. Chi sarà questo qualcuno? Ne avete una qualche vaga idea? Io sì. Poi, di conseguenza, qualcuno andrà ad aiutare la Serbia. Ops! Ho una vaga idea anche di chi sarà questo qualcuno.

Evidentemente Belgrado è da sempre sede di micce per guerre internazionali, Francesco Giuseppe insegna. Sembra che qualcuno cerchi solo una scusa per muovere guerra al mondo intero. Non impareremo mai dalla storia, che puntualmente si ripete.

E i disordini di questi giorni con l’ipotesi russa di intervenire militarmente se la NATO violasse le indicazioni dell’ONU non lasciano presagire a nulla di buono.

Ho fatto due conti…

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… E non tornano, decisamente. E’ da tanto che non parlo di qualcosa di serio, voglio approfittarne per farlo nel momento in cui la corsa alla Casa Bianca ha il suo punto di partenza… Hillary Clinton, Barak Obama, Rudolph Giuliani, forse Michael Bloomberg: questi sono i nomi forti; gli altri, come al solito usciranno nell’indifferenza generale. Ci sarà di certo qualche sorpresa negli stati meno "forti", ma alla fine i valori saranno quelli.

Ma teniamo per un momento tutto in sospeso, tornerò tra poco sulla questione.

Voglio prima dare uno sguardo a quello che succede nel mondo. All’ultimo avvenimento, in particolare: Turchia attaccata dai Curdi. Già nel titolo posso notare un’imperfezione: i Curdi non stanno attaccando, bensì rispondono a degli attacchi mirati subiti per mano degli stessi turchi in congiunzione con gli americani. In territorio iracheno, non turco, cosa da non sottovalutare.

Qualche anno fa, c’era Saddam: pulizia etnica e sostanziale libertà religiosa.
Oggi, ci sono gli Stati Uniti: rimasta la pulizia etnica, persa la libertà religiosa poiché abbiamo uno Stato fortemente estremista.

Riflettiamo sugli errori commessi dall’Occidente, quindi. Errori di cui gran parte della responsabilità ricade sugli USA.

Fatto questo piccolo excursus, torniamo negli States. Il primissimo round delle Primarie, nello Stato dell’Iowa - poco indicativo per la verità -, ha tirato comunque fuori i primi risultati oggettivi.
Obama da una parte (Democratici), Huckabee dall’altra (Repubblicani): questi i vincitori delle consultazioni; in modo anche piuttosto netto, nell’ordine dei dieci punti percentuali. Solo terza Hillary, solo sesto Giuliani.

Il dato veramente importante, a cui voglio riallacciarmi, è però l’affluenza alle urne: elevatissima.
Gli Stati Uniti ci hanno abituati a scarse partecipazioni al voto, con percentuali di astenuti che da noi sarebbero impensabili. Stavolta vanno a votare in massa, e non dimentichiamo che siamo solo alle Primarie: il Presidente verrà eletto a novembre. Questo vuol dire che i cittadini hanno preso coscienza della situazione? Parliamoci chiaro: gli States non sono più visti come i più fighi dell’universo, e "Lamerica" non è più un così bel sogno. Questo a causa dei vistosi errori strategici post undici settembre, a mio avviso. Una bella lavata di immagine potrebbe darla Obama, e su di lui voglio soffermarmi un attimo: la popolazione di colore residente negli USA è in genere refrattaria alle elezioni, ma stavolta potrebbe andare in massa alle urne. L’occasione di avere un Presidente nero è troppo ghiotta. Non tanto per motivi razziali, quanto per segnare un vero e proprio cambio epocale di rotta. L’altra soluzione è il Presidente donna, che però sa tanto di minestra riscaldata, a causa del cognome altisonante. Comunque, rispetto a questi di Bush, quelli di Clinton furono ottimi governi anche a livello di immagine all’estero. La nota dolente viene dall’altra parte, quella repubblicana: Giuliani è uno tosto, viene dalla città per eccellenza, New York. Sindaco molto amato e dalle idee conservatrici ma non troppo. Il risultato dell’Iowa però lo penalizza tanto, potrebbe essere una mazzata per lui. Potrebbe anche scendere in campo l’attuale sindaco di NY, il multimiliardario Bloomberg: ma un capo del Governo proprietario di molti media è una cosa già vista, noi purtroppo ne sappiamo qualcosa. Gli altri sono o predicatori o veterani di guerra, perciò dire conservatori è dire poco.

Tirando le somme, per me chi tra Barak Obama e Hillary Clinton uscirà vincitore dalle Primarie sarà il Presidente virtuale degli Stati Uniti. La palla passa ora al New Hampshire, primo vero banco di prova, sempre decisivo per le elezioni. Quel voto sarà molto indicativo sui valori reali dei candidati. Staremo a vedere.

Orso Grigio - Talefano

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Che ci siano continui disguidi sulla nostra vetusta rete telefonica, è risaputo; ma a volte succede l’impensabile

Ogni tanto anche a me viene voglia di chiamare casa, ma la Telecom ha deciso di mettermi i bastoni tra le ruote.

Compongo il solito numero, con sicurezza e autorità. (…)
- Praaaant?
Mi sono detto: questa non è mamma; non è neanche papà, ergo ho sbagliato numero.
- Mi scusi signora, ho sbagliato numero.
- Vabbuan. Cià!

Controllo il numero digitato, e mi accorgo che era corretto. Riprovo.

- Praaaant?
Poi dice fra sé e sé, ma io la sento: Mò ti fazz virar ch’è di nuav chill’i prim…
- Signora, io sto chiamando al ******… Lei che numero ha? E’ impossibile che ho sbagliato di nuovo.
- Io ho il ******…
Penso: come cazzo è possibile?
- Va bene signora, mi scusi di nuovo e buonasera.
- Cià… Aspè!
- Sì, mi dica…
- Ma sta chiamann i’ra GGermania? Si’ figl’ma?
- No signora, non chiamo dalla Germania, non sono suo figlio.
- E chini si’, allura? Sicur ca ‘u chiam i’ra GGermania? Mi sta faciann nu scherz?
- No signora, non sono io, nessuno scherzo, deve esserci qualche guasto.
- Sicuro?
- Sì.
- Cià!

Nei giorni successivi riprovai più volte, ma la risposta fu sempre la stessa

- Vafancùl!

Ho visto cose che voi umani…

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Tra un impegno e l’altro, trovo il tempo di leggere il Corriere e mi imbatto in queste notizie bislacche, e non posso non parlarne.

Durante una cerimonia per ricordare il defunto papa Giovanni Paolo II è stato acceso un falò dal quale si sarebbero sprigionate delle fiamme assumenti le sembianze di Wojtyla. Potete vedere qui una foto.

Sapete che ieri, nella fiamma del gas della cucina, ho visto il baffuto vecchietto della birra Moretti?

Insomma, tralasciando l’ovvia ipotesi del fotoritocco, io in quelle fiamme potrei riconoscere chiunque. Non vedo proprio nessun elemento distintivo dell’ex papa. Anzi, vi dirò di più, io noto una somiglianza molto più netta con la statua della libertà. E sono sicuro che ognuno vedrà qualcosa di diverso in quelle immagini.

Smettiamola di fare i creduloni, altro che miracolo

Il paradosso estremo

cose radioattive, cronaca 17 Comments »
In questo caso ha salvato il culo dell’immigrato italiano, che si è visto applicare un notevole sconto di pena, ma le motivazioni della sentenza del giudice tedesco fanno discutere.
Ha ottenuto lo sconto di pena perché sardo, testualmente ha beneficiato de «le attenuanti generiche e culturali».

Uhm, questo è il quadro che si pone davanti al sottoscritto: si premiano gli animali che commettono abusi e stupri, invece di perseguirli duramente.

Da non sottovalutare, oltretutto, una certa componente razzista: i sardi non possono essere puniti duramente per uno stupro perché sono incivili. Leggere queste parole provenire proprio dalla Germania, poi, Paese dalla grande tradizione hitleriana di tolleranza culturale in fatto di razze (che non se la prendano i tanti tedeschi tolleranti e civili)…

Insomma, un abuso non è più così grave se lo compie qualcuno giudicato inferiore.

Secondo me hanno bisogno di Mastella, al Ministero della Giustizia tedesco.

Chi non muore…

cose radioattive 25 Comments »
La connessione ADSL mi ha gentilmente concesso di tornare in onda.

Remote Control

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Tra qualche anno potremo comandare la TV con un semplice movimento delle mani. Non vedo l’ora.
Ecco un esempio:

comandi tv

Come pensate che reagirà il mio televisore, quando farò così?

dito medio

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