It’s the end of the world (as we know it)
ambiente, cose radioattive, economia, politica, società 13 Comments »Cosa sta succedendo?
Accade che il motore trainante dell’economia mondiale attraversa la crisi finanziaria più grave dal (non troppo) lontano ‘29 (Grande Depressione http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione), e la situazione peggiora di giorno in giorno: il Dollaro cola a picco, Wall Street segue a ruota, il prezzo del petrolio impazzisce, il prezzo dell’oro supera record su record. Due grosse banche americane sono affondate (in gran parte per causa della crisi dei mutui), fallendo in pochi giorni e venendo rilevate da qualche altro (non meno in difficoltà) gigante per quattro spiccioli…
Quali sono le cause?
Io andrei a ricercarle negli anni passati, ma sono sotto gli occhi di tutti… I conflitti in Medio Oriente (Libano-Israele/Palestina-Iraq) hanno portato a conseguenze disastrose: secondo me non è un caso che il prezzo del petrolio sia aumentato a dismisura negli ultimi anni, visto che la gran parte dell’oro nero mondiale proviene da quelle zone. Riguardi ai mutui, beh, la mia personalissima opinione è che la moda di comprare tutto a rate abbia dato il colpo di grazia ad un’economia già in declino. Le banche prestano un sacco di soldi, la gente - incosciente - si indebita fino al collo con la (effimera) tranquillità del "tanto pago a rate", concedendosi lussi che pochi anni prima non si sarebbe neanche sognata: il macchinone su tutti. Poi cosa succede? Quando arriva il momento di ripagare i debiti, magicamente ci si accorge che lo stipendio non basta più, e si precipita nell’indigenza. Magari oltre alla rata della macchina (con tutte le esose spese accessorie che un mezzo di locomozione comporta al giorno d’oggi) c’è anche un mutuo da estinguere, ed ecco che i conti NON POSSONO più quadrare. Se la gente non ripaga i debiti, le banche perdono liquidità fino a soffocare, fino al fallimento. E’ quello che è successo negli States. Appena i tassi di interesse sono cresciuti di qualche decimo di punto, la gente non ce l’ha più fatta a pagare e si è creato quel circolo vizioso che ha portato alla grave crisi che viviamo oggi. Il tutto in pochi mesi. Perché la crisi era forse prevedibile da un risparmiatore accorto, ma il patatrac è successo in pochissimo tempo.
Perché la crisi è grave?
E’ grave perché siamo nella situazione del famoso cane che si morde la coda. I cittadini non hanno liquidità, le banche non hanno liquidità, gli Stati sono anch’essi pieni di debiti. La ricchezza è concentrata in mano a pochi furbi, che - non possiamo biasimarli - si tengono stretti stretti i loro quattrini. Ma rischiano anche loro, perché quando anche le banche non ce la fanno più vuol dire che si è davvero alla frutta. In Argentina ne sanno qualcosa, tutti hanno perso tutto. Anche i generi alimentari sono un indice molto veritiero della situazione: il prezzo del grano è aumentato del 70% circa rispetto allo scorso anno, e il latte non è da meno; purtroppo, dipendendo dal petrolio, i costi di produzione aumentano a velocità insostenibile per tutti, mentre i contadini soffrono anche loro l’impoverimento dei terreni e quindi la minore produttività. L’inquinamento fa la parte del leone, l’acqua è sempre di meno e sempre più schifosa, il clima sta cambiando con rapidità.
Verso a cosa andiamo incontro?
L’Europa cerca di rimanere a galla e di non affondare rapidamente come gli Stati Uniti, ma a mio avviso è solo questione di tempo: Euro forte che blocca le esportazioni, prezzi degli immobili alle stelle, Borse che iniziano a cadere in delle picchiate assurde. Quando si spegnerà del tutto l’American Style, allora starà per morire anche l’Europa che conta. Le Tigri Asiatiche ne gioveranno per un po’, ma poi andrà tutto a puttane anche lì, non avendo più uno sbocco per le - attualmente - massicce esportazioni. Il "sistema" sta implodendo su se stesso. Lasciatemi dire che un po’ ce la siamo cercata. Anzi, più di un po’.
Quali sono le possibili soluzioni?
Chi ha un tetto sotto cui vivere e un pezzo di terra da lavorare se lo tenga ben stretto, prevedo tempi bui. Chissà, magari il cambiamento radicale mondiale "previsto" da veggenti vari e dai Maya potrebbe essere proprio questo.
Forse per dare una sterzata vigorosa bisogna muoversi astutamente in quella direzione, anticipando il disastro: un ritorno intelligente alla natura. Bisogna invertire la tendenza, facendo quel salto ecologico che il bisogno ci impone. Dobbiamo disfarci del petrolio, principalmente. Sostituirlo, rimpiazzarlo. Ci vorranno anni e anni, ma bisogna iniziare subito. Bisognerebbe iniziare dai mezzi di trasporto, tutti quanti, per poi passare alle fabbriche e ai riscaldamenti. Le energie rinnovabili tra l’altro potrebbero dare una nuova spinta all’economia. La prima cosa che poi mi viene in mente di NON fare è quella di comprare qualcosa a rate. Accendere un mutuo o un finanziamento? E’ un suicidio. Chi ci garantisce che i nostri stipendi aumenteranno? Chi ci garantisce che riusciranno a mantenerli uguali a quelli che percepiamo adesso? Il nostro debito invece siamo certi che continuerà a crescere, se l’economia va male. Non potendo emigrare su nessun altro pianeta, cerchiamo di salvare il salvabile del nostro, che abbiamo distrutto a causa della nostra avidità.







