In tutto questo tempo non ho mai parlato di un mio professore delle superiori… Un tizio (molto) piccoletto e piuttosto anziano che insegnava Elettronica.

Aveva il vizietto di parlare ogni tanto in dialetto e di sostituire i finali delle frasi con “cose drà”, che nella lingua del suo paesino (diversa dal mio dialetto) vuol dire “quelle cose”.

Quell’uomo è stato fonte di grandi risate, soprattutto quando si rivolgeva a Valter in dialetto. Voglio condividere con voi alcune perle, ovviamente con traduzione…

Prof: Valter, quann’ tu gherasi nat’, s’attìa ti taglierran’a capa e a davan’a mangerra ai can’, i can’ un’sa pierran’ tant’ ch’è fracida.
Valter (in stato comatoso come al solito): Eramaronna. Fì.

Trad.
Prof: Valter, se quando sei nato ti avessero tagliato la testa e l’avessero data ai cani per mangiarsela, i cani l’avrebbero rifiutata tanto era marcia.
Valter: Vabbè, non c’è bisogno di tradurlo.