Me lo sono chiesto molte volte, negli ultimi giorni. Ho letto articoli su articoli, opinioni di filosofi, statisti, esperti di guerra, diplomatici: il problema è serio.

A me questa dichiarazione di indipendenza sa molto di strumentalizzazione internazionale. Si è creato un precedente pericoloso, dopo anni dalla guerra. Qui si va in direzione contraria al processo di unificazione politica ed economica in corso in Europa da cinquant’anni a questa parte; ma poi, chi ci garantisce che il nuovo Kosovo rispetti la forte componente di nazionalità serba presente nella regione?

Questo acuisce la tensione internazionale, visto che la Spagna si oppone fermamente a questa secessione, così come la Russia e tanti altri Paesi, soprattutto quelli confinanti con la Serbia. Una separazione unilaterale che potrebbe fomentare altre etnie a fare la stessa cosa. Penso ai Paesi Baschi, penso alla Catalogna, ad esempio. O alla "Padania libera". I motivi della separazione sarebbero ovviamente molto diversi, però non bisogna sottovalutare nulla.

I russi parlano di pericolo per la stabilità continentale: per me hanno ragione. La Serbia -naturalmente- reagirà. E poi cosa succederà? Qualcuno dovrà aiutare di nuovo il Kosovo. Chi sarà questo qualcuno? Ne avete una qualche vaga idea? Io sì. Poi, di conseguenza, qualcuno andrà ad aiutare la Serbia. Ops! Ho una vaga idea anche di chi sarà questo qualcuno.

Evidentemente Belgrado è da sempre sede di micce per guerre internazionali, Francesco Giuseppe insegna. Sembra che qualcuno cerchi solo una scusa per muovere guerra al mondo intero. Non impareremo mai dalla storia, che puntualmente si ripete.

E i disordini di questi giorni con l’ipotesi russa di intervenire militarmente se la NATO violasse le indicazioni dell’ONU non lasciano presagire a nulla di buono.