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Leggendo attentamente questo articolo, si possono fare delle considerazioni molto interessanti in proposito. Le motivazioni della fuga possono essere molteplici, cerchiamo di evidenziarne qualcuna:

- Ricerca di nuovi stimoli, in un campo non propriamente prodigo in tal senso - e totalmente stagnante in Italia;

- Salari generosi, totalmente assenti dallo scenario di un Paese in declino come il nostro (lo stipendio di un lavoratore dipendente è cresciuto solo dello 0,3%, dal 2000);

- Aziende tartassate, che scelgono il flessibile sistema irlandese. Se le aziende principali (Apple, IBM, Microsoft, Google) del campo IT hanno la loro base principale in Irlanda, il richiamo è consequenziale e forte.

Se a tutto questo aggiungete il mito dell’Isola di Smeraldo, la frittata è fatta.
L’Irlanda galoppa, i grandi arrancano.
Salta subito agli occhi la differenza di valutazione dei consulenti, ad esempio: in Italia si guadagnano in genere - con una certa seniority acquisita - 1500 euro al mese. In Irlanda arrivano a pagare dalle 150 alle 1000 euro al giorno per lo stesso lavoro.

La domanda di gente specializzata è altissima, e l’offerta ancora sostanzialmente scarsa. Da bravi economisti quali siete, le considerazioni finali fatele voi in base a questi dati.