… E non tornano, decisamente. E’ da tanto che non parlo di qualcosa di serio, voglio approfittarne per farlo nel momento in cui la corsa alla Casa Bianca ha il suo punto di partenza… Hillary Clinton, Barak Obama, Rudolph Giuliani, forse Michael Bloomberg: questi sono i nomi forti; gli altri, come al solito usciranno nell’indifferenza generale. Ci sarà di certo qualche sorpresa negli stati meno "forti", ma alla fine i valori saranno quelli.

Ma teniamo per un momento tutto in sospeso, tornerò tra poco sulla questione.

Voglio prima dare uno sguardo a quello che succede nel mondo. All’ultimo avvenimento, in particolare: Turchia attaccata dai Curdi. Già nel titolo posso notare un’imperfezione: i Curdi non stanno attaccando, bensì rispondono a degli attacchi mirati subiti per mano degli stessi turchi in congiunzione con gli americani. In territorio iracheno, non turco, cosa da non sottovalutare.

Qualche anno fa, c’era Saddam: pulizia etnica e sostanziale libertà religiosa.
Oggi, ci sono gli Stati Uniti: rimasta la pulizia etnica, persa la libertà religiosa poiché abbiamo uno Stato fortemente estremista.

Riflettiamo sugli errori commessi dall’Occidente, quindi. Errori di cui gran parte della responsabilità ricade sugli USA.

Fatto questo piccolo excursus, torniamo negli States. Il primissimo round delle Primarie, nello Stato dell’Iowa - poco indicativo per la verità -, ha tirato comunque fuori i primi risultati oggettivi.
Obama da una parte (Democratici), Huckabee dall’altra (Repubblicani): questi i vincitori delle consultazioni; in modo anche piuttosto netto, nell’ordine dei dieci punti percentuali. Solo terza Hillary, solo sesto Giuliani.

Il dato veramente importante, a cui voglio riallacciarmi, è però l’affluenza alle urne: elevatissima.
Gli Stati Uniti ci hanno abituati a scarse partecipazioni al voto, con percentuali di astenuti che da noi sarebbero impensabili. Stavolta vanno a votare in massa, e non dimentichiamo che siamo solo alle Primarie: il Presidente verrà eletto a novembre. Questo vuol dire che i cittadini hanno preso coscienza della situazione? Parliamoci chiaro: gli States non sono più visti come i più fighi dell’universo, e "Lamerica" non è più un così bel sogno. Questo a causa dei vistosi errori strategici post undici settembre, a mio avviso. Una bella lavata di immagine potrebbe darla Obama, e su di lui voglio soffermarmi un attimo: la popolazione di colore residente negli USA è in genere refrattaria alle elezioni, ma stavolta potrebbe andare in massa alle urne. L’occasione di avere un Presidente nero è troppo ghiotta. Non tanto per motivi razziali, quanto per segnare un vero e proprio cambio epocale di rotta. L’altra soluzione è il Presidente donna, che però sa tanto di minestra riscaldata, a causa del cognome altisonante. Comunque, rispetto a questi di Bush, quelli di Clinton furono ottimi governi anche a livello di immagine all’estero. La nota dolente viene dall’altra parte, quella repubblicana: Giuliani è uno tosto, viene dalla città per eccellenza, New York. Sindaco molto amato e dalle idee conservatrici ma non troppo. Il risultato dell’Iowa però lo penalizza tanto, potrebbe essere una mazzata per lui. Potrebbe anche scendere in campo l’attuale sindaco di NY, il multimiliardario Bloomberg: ma un capo del Governo proprietario di molti media è una cosa già vista, noi purtroppo ne sappiamo qualcosa. Gli altri sono o predicatori o veterani di guerra, perciò dire conservatori è dire poco.

Tirando le somme, per me chi tra Barak Obama e Hillary Clinton uscirà vincitore dalle Primarie sarà il Presidente virtuale degli Stati Uniti. La palla passa ora al New Hampshire, primo vero banco di prova, sempre decisivo per le elezioni. Quel voto sarà molto indicativo sui valori reali dei candidati. Staremo a vedere.