Since world is world, l’animale uomo è stato coinvolto (più o meno passivamente) in flussi migratori di massa. Non solo di massa, poiché possiamo registrare anche fenomeni di nomadismo solitario.

Oggi vi esporrò il mio trattato sulla Sindrome dello Scarrafone™, che colpisce qualche esemplare di maschio medio-adulto Meridionale quando si trova ad emigrare nel famigerato Nord.

Dopo, leggere attentamente anche le avvertenze. Di questi tempi, non si sa mai…

Come colpisce?
La Sindrome dello Scarrafone™ colpisce in modo subdolo, comunque non senza avvisaglie nei giorni precedenti il sopraggiungere della malattia. I soggetti a rischio, tuttavia, non prestano attenzione al malessere (il maschio Meridionale medio-adulto è notoriamente capoccione) e ne restano imbrigliati mani e piedi.

Quali sono i sintomi?
Dapprima abbiamo un entusiasmo fuori norma per l’approccio alla metropoli; l’idillio dura però poche ore, un giorno al massimo. Da questo punto in poi è un alternarsi di musi lunghi e teste basse, non appena il pensiero si rivolge verso mammà (si verifica l’assioma affermante che "ogni scarrafone è bell’a mamma soja"). Già a questo punto, il nostro scarrafone dovrebbe rendersi conto che sta per cadere in un pozzo senza fondo, che lo porterà alla malattia vera e propria. Ovviamente non se ne accorgerà.

La fase di incubazione

In questa fase lo scarrafone crede di potercela fare, ed a tratti ci riesce. Tuttavia, lo scarrafone più debole inizia a sentirsi perseguitato dal mondo Settentrionale, mischiando al suo virus un’altra malattia fulminante: la Sindrome del Terrone. La combinazione delle due sindromi può essere devastante, perché oltre al pensiero opprimente di mammà che prepara manicaretti di ogni tipo, abbiamo il pensiero opprimente della gente del Nord che disprezza il povero scarrafone. Questo ovviamente è tutto nella sua testa, altrimenti non sarebbe una malattia ma un disastro sociale.

La malattia
Quando la Sindrome dello Scarrafone™ si scatena in tutta la sua potenza, infine, il paziente sente l’impulso irrefrenabile di tornarsene da mamma sua, mollando casa e lavoro. Il più delle volte resiste e finisce in analisi, altre volte corre ad attaccarsi alla sottana di mammà, abbandonando il campo. Vediamo le cure attualmente disponibili per questa sindrome.

Le cure
Si segnalano casi sporadici di scarrafoni guariti completamente, tuttavia la ricerca ha ancora molto da fare in questo campo. Le nuove frontiere genetiche spingono gli scenziati a prelevare geni di scarrafone sano e ad impiantarli nei soggetti a rischio, stroncando così il morbo sul nascere. Perché non tutti gli scarrafoni si ammalano nel processo di emigrazione, ambientandosi subito nella nuova realtà. Sembra che questa sia l’unica strada da percorrere. Oppure gli psicofarmaci: pìgliate ‘na pastiglia.

L’impegno sociale
La Sindrome dello Scarrafone™ viene presa in seria considerazione da questo blog, che lancia una raccolta fondi in favore della SOS (Salviamo ‘O Scarrafone). Potete sovvenzionarla cliccando qui.

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Avvertenze: spero che nessuno se la prenda, è solo una caricatura scherzosa del ritratto sociale che ho osservato nei miei primi giorni di permanenza nel profondo Nord. Ah, dimenticavo: io non ne sono affetto, per fortuna.