Cento di questi smilies
relax, scienza, società, tech Settembre 19th, 2007Esattamente venticinque anni fa, alla Carnegie Mellon University, il professor Scott E. Fahlman ideò un sistema per evitare i fraintendimenti dovuti all’inespressività testuale nelle conversazioni. Infatti, durante le loro dotte discussioni a distanza su argomenti più o meno importanti, professori e scienziati spesso non riuscivano a cogliere il tono di alcune frasi, confondendo tra serio e faceto.
Qualcuno propose di aggiungere ai messaggi un asterisco ( * ) per segnalare le frasi ironiche, qualche altro propose due parentesi graffe con dentro un cancelletto ( {#} ) a rappresentare le labbra col sorriso.
La semplicità della soluzione di Fahlman fu però quella vincente: la sua "faccina" ricalcava con caratteri ASCII il faccione giallo (il famoso Smile) inventato nel 1963 da Harvey Ball.
Da allora il testo divenne più espressivo, e per il bene della scienza non ci furono altri fraintendimenti testuali nel mondo accademico.
Oggi vi è un utilizzo sfrenato degli smilies, condannati da qualcuno ed osannati da altri.
Come in ogni altro ambito, ne trovo giusto l’utilizzo contestuale. Spesso è facile non capirsi per una frase ironica che in formato testuale perde tutta la sua simpatia. Dove non arriva l’orecchio, agevoliamo l’occhio.
Da Punto Informatico (articolo di Gaia Bottà), riporto questo stralcio:
Ma c’è chi ancora storce il naso: i puristi della lingua continuano a sostenere che, se maneggiato con perizia, il linguaggio scritto è autosufficiente e capace di esprimere ogni sfumatura delle emozioni senza l’aiuto di marcatori. Un’idea alla quale Fahlman replica difendendo la sua invenzione: non tutti hanno una dimestichezza degna dei migliori prosatori, a maggior ragione online, quando le conversazioni scorrono veloci e sono essenziali.
Insomma, le emoticons hanno un loro perché storico. Se ne può condannare l’uso smodato, ma di certo possiamo sdoganare il loro utilizzo nel contesto opportuno.





Settembre 19th, 2007 at 16:35
E chi lo sapeva che dietro un sorriso ci fosse tutto quello studio!!!!ALLEGRIAAAA!!!!
Settembre 19th, 2007 at 17:18
.. mamma mia quanto ci hanno pensato
:-)
Settembre 19th, 2007 at 18:23
Settembre 19th, 2007 at 22:03
Settembre 19th, 2007 at 22:17
Davvero ?
:-) Tanti auguri a loro allora!
Settembre 19th, 2007 at 22:31
io adoro le faccine
Settembre 20th, 2007 at 11:43
verissimo, servono perchè spesso si può davvero fraintendere… io non sopporto quelli che ne mettono a decine in una frase banale tipo “ciao, devo andare a fare una telefonata” e spuntano omini che salutano, che camminano e un telefono che trilla!!!
Settembre 20th, 2007 at 12:56
ho letto iera sera la notizia nei titoli che scorrono sotto al tg2…
Settembre 20th, 2007 at 21:13
allora sono una cosa seria????
e chi li sapeva, che i dotti scienziati avevano anche delle emozioni!!!! ^___________^
Settembre 21st, 2007 at 00:13
@piccole’: ahahhaah, allegria amici ascoltatooriii
@andrea:
@laura: la torta la fanno?
@viola:
@balacobaco: sìsì, è vero!
@giuy: eheh, brava
@fragoluzza: sì, sono d’accordo con te!
@pensierorosa: wow, anche al tg2!
@may: essì
Settembre 28th, 2007 at 00:39
25 anni fa, il www era un esperimento e la scambio di informazioni lo si faceva con reti BBS. Siccome il telefono costicchiava, i messaggi erano ridotti allo stretto necessario, nessuno si sognava di inviare messaggi inutili e prima di essere inviati venivano compressi.
sono 3 byte che sono molto meno dei probabili 30 byte che dovrei usare per far capire che sorrido.
Tutto questo per dire che
Perciò, se i puristi del linguaggio scritto avressero usato le BBS 25 anni fa e pagato di tasca propria i 27 byte in più, adesso non parlerebbero.
Ipallage
ps: il mio commento è sotto licenza CC
Settembre 28th, 2007 at 01:32
sì, ero appena nato, ma le BBS le conosco bene, eheh
Giustissimo il tuo intervento!