Il fuoco, quello molesto

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Finora non ne ho parlato, un po’ perché ero assente, un po’ perché il fenomeno non aveva colpito molto vicino e quindi non mi ero reso conto della gravità della situazione. Ma ora ho visto con i miei occhi cosa può fare il fuoco. Qui nei dintorni, pochissimo distante da casa mia, divampa un incendio da quasi ventiquattro ore. Al momento sembra indomabile, nonostante un Canadair e due elicotteri, oltre ai Forestali e alla Protezione Civile.

Un’importante arteria è stata chiusa al traffico perché il fuoco lambisce le case. Centinaia di ettari di boschi di conifere sono andati e stanno andando in fumo. Sì, perché è (era) una zona completamente ricoperta dai boschi. I telefoni sono fuori servizio, la corrente elettrica è saltata in molti punti.

Non è il primo incendio della stagione e purtroppo non sarà l’ultimo, ma io vorrei entrare nella testa di quei grandissimi figli e figlie di padre ignoto per capire cosa li porta ad appiccare il fuoco.

Per poi spaccargliela, la testa. Anzi, no, lasciarli bruciare nelle fiamme che loro stessi hanno provocato. Sono gesti che non hanno scusanti: stanno bruciando anche il LORO bosco, la LORO Pre-Sila (e il loro Gargano, la loro Sicilia, e tutti gli altri posti in cui il fuoco impera). Il punto è che sono azioni che vengono compiute con lucidità, a sangue freddo, quindi ancora più gravi. A che cazzo serve piantare un albero oggi, se domani qualche stronzo ne andrà a distruggere migliaia?

Non sono nemmeno imputabili motivi economici, per guadagnare qualche rimborso dalle assicurazioni. Si tratta di suolo demaniale, in gran parte. Qualcuno accusa gli stessi Forestali per questi incendi, la verità non la sapremo mai. Se non ci sono prove, non è giusto dire che sono stati loro.

Chiunque sia stato, spero tanto che se ne possa pentire amaramente.

Intanto brucia tutto, e non possiamo farci niente.

The Line - Perle di saggezza

the line 26 Comments »
Molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere aumenta il dolore.
(Qoelet 1,18)

How Deep Is Your Love - Bee Gees

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Aah…
I know your eyes in the morning sun
I feel you touch me in the pouring rain.
And the moment that you wander far from me,
I wanna feel you in my arms again.

And you come to me on a summer breeze,
keep me warm in your love, then you softly leave.
And it’s me you need to show
how deep is your love.

Deep is your love,
how deep is your love,
I really need to learn,
’cause we’re living in a world of fools
breaking us down,
when they all should let us be.
We belong to you and me.

I believe in you.
You know the door to my very soul.
You’re the light in my deepest darkest hour.
You’re my saviour when I fall.

And you may not think
I care for you.
When you know down inside that I really do.
And it’s me you need to show
how deep is your love.

Deep is your love,
how deep is your love,
I really need to learn,
’cause we’re living in a world of fools
breaking us down,
when they all should let us be.
We belong to you and me.

La ra ra….

And you come to me on a summer breeze,
keep me warm in your love, then you softly leave.
And it’s me you need to show
how deep is your love.

Deep is your love,
how deep is your love,
I really need to learn,
’cause we’re living in a world of fools
breaking us down,
when they all should let us be.
We belong to you and me.

Deep is your love,
how deep is your love,
I really need to learn,
’cause we’re living in a world of fools
breaking us down,
when they all should let us be.
We belong to you and me.
La ra ra…

Ah.
Deep is your love,
how deep is your love…

Borsino politico ‘07: agosto

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Questo mese tutti in vacanza, spero che i nostri poveri politici siano riusciti a godersi il meritatissimo riposo! Tuttavia è stato un mese denso di botte e risposta, come non se ne vedevano da tempo tra i nostri amati schieramenti. Cambierò un po’ di nomi in classifica, per rispecchiare l’andazzo attuale un pochino meglio.

L’Unione:
Prodi - 50%: in stallo, punta tutto sul non-aumento delle tasse. Ma qualcuno lo aspetta col fucile…
Veltroni - 60%: in discesa, ha cominciato bene a fare il leader: spara un sacco di cazzate.
Rutelli - 25%: in lieve discesa, come cervo che esce di foresta.
D’Alema - 50%: stabile, ma da lui mi aspetto sempre qualcosa in più per le sue grandi doti politiche. Ha fatto pochino, in questo anno.
Fassino - 25%: stabile, poco mossi o calmi gli altri mari.
Bertinotti - 50%: stabile, credo sia in attesa di vedere come si evolve la questione Partito Democratico, per regolarsi su chi dovrà rompere le scatole in futuro.
Di Pietro - 70%: stabile, mi piange sempre il cuore vederlo come ministro delle infrastrutture. Auspico a breve un ritorno in tv da Mentana: lì sì che mi dà soddisfazioni!
Bindi - 75%: n.e., il volto "nuovo" della politica italiana, si candida per il PD e la sento fare proposte interessanti. Da non sottovalutare.
Letta - 50%: n.e., altro volto nuovo, mai esposto in prima linea. Credo che sentiremo molto parlare di lui in futuro.
Mastella - 70%: stabile, io piango solo per il fatto che lo scherzo di mollare gli ormeggi non sia riuscito bene a quel povero sventurato… Ah, che bei tempi, quelli del treppiede!

Fuori classifica: Capezzone, Diliberto, Follini.

Casa delle Libertà:
Berlusconi - 70%: in salita, alla fine è riuscito a trovare un rifugio per le sue vacanze, dopo che i parenti parassiti avevano occupato tutte le ville!
Fini - 15%: in discesa. Giuro che dal mese prossimo al suo posto metto la Brambilla, se non si dà una svegliata.
Casini - 40%: in salita, appena ha sentito del nuovo Partito delle Libertà, si è risvegliato da un lunghissimo letargo dal quale speravo non riemergesse mai.
Bossi - 60%: in salita. Agguerrito come non mai, promette più fucilate per tutti. Bene, sarà il nuovo re delle elezioni, ha conquistato tutti i voti della mafia!
Calderoli - 25%: stabile. Perfino lui ride delle sparate dell’Umbèrt.
Tremonti - 30%: stabile. Un uomo, un perché.

Nuova coalizione autonoma e indipendente di agosto:

Le gemelle K - 85%: il nuovo fenomeno italiano, tanto che anche il mitico Fabrizio Corona si è lanciato all’inseguimento dello scoop. Veramente le inseguono un po’ tutti, anche la Polizia…

Un esempio

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Madre Teresa di Calcutta ha sempre predicato la Fede (per una volta scriverò Fede e Dio con la lettera maiuscola, ha un suo perché - nonostante le mie convinzioni), ha diffuso amore e carità per tutto il mondo. Sempre dalla parte dei più deboli, in mezzo ai lebbrosi e agli appestati. Un gran cuore. Ed un gran cervello.

Tra le sue lettere, si trovano elementi che fanno conoscere un lato sconosciuto ai più della stessa Madre Teresa… Cito dall’articolo del Corriere un pezzo a sua volta virgolettato, quindi scritto di pugno dalla suora:
«Mi hai respinto, mi hai gettato via, non voluta e non amata. Io chiamo, io mi aggrappo, io voglio, ma non c’è Alcuno che risponda. Nessuno, nessuno. Sola… Dov’è la mia Fede… Perfino quaggiù nel profondo, null’altro che vuoto e oscurità —Mio Dio— come fa male questa pena sconosciuta… Per che cosa mi tormento? Se non c’è alcun Dio non c’è neppure l’anima, e allora anche tu, Gesù, non sei vero… Io non ho alcuna Fede. Nessuna Fede, nessun amore, nessuno zelo. La salvezza delle anime non mi attrae, il Paradiso non significa nulla… Io non ho niente, neppure la realtà della presenza di Dio». E si riferiva alla presenza divina più misteriosa, quella nell’ostia consacrata dell’Eucaristia, il perno della fede cattolica: ne parlava così, lei che era conosciuta come la piccola donna con la fede più grande del mondo. Spiegava agli altri, Madre Teresa: «La mia anima è in uno stato di perfetta gioia e di pace». Ma quella stessa anima, nei suoi pensieri più intimi, e anche nei giorni in cui meritava con la sua fede il premio Nobel per la Pace, la descriveva poi come «un blocco di ghiaccio», abbandonata in una «terribile oscurità», «nell’aridità spirituale», fra «le torture della solitudine»

Questo testimonia quale gran donna fosse: nonostante i dubbi sul vestito che portava, e i grandi dubbi sull’esistenza stessa di Dio, non pose termine alla sua missione. Anzi, continuò imperterrita a portare il Bene tra i bisognosi.

Altra citazione:
«Il sorriso è una maschera, un mantello che copre il resto. Ho parlato come se il mio cuore fosse stato innamorato di Gesù, un amore tenero, personale; ma se lei (padre, ndr) fosse stato qui, avrebbe detto: che ipocrisia! ». «C’è un’oscurità terribile in me, come se ogni cosa fosse morta. Ed è stato più o meno così da quando ho cominciato il mio lavoro»; «sono nel tunnel… »; «mormoro le preghiere della Comunità e mi sforzo per trarre da ogni parola la dolcezza che essa deve regalare, ma la mia preghiera di unione non esiste più, io non prego più». «Mi dica, padre, perché c’è tanta pena e tanto buio nel mio cuore?»; «quando cerco di elevare il mio pensiero al cielo, è così schiacciante il vuoto, che quegli stessi pensieri ritornano come pugnali acuminati e feriscono la mia anima. Mi vien detto che Dio mi ama. E tuttavia la realtà dell’oscurità, e del freddo e del vuoto, è così grande, che nulla tocca la mia anima. Che abbia fatto un errore, nell’arrendermi così ciecamente alla Chiamata del Sacro Cuore?». Troverà da sola la risposta, o una delle possibili risposte: «Sono giunta ad amare il buio — poiché credo adesso che sia parte, una piccolissimaparte, del buio e della sofferenza di Gesù sulla terra… Oggi sento davvero una gioia profonda — che Gesù non possa soffrire più oltre la sua agonia — ma che voglia soffrirla attraverso di me»

Sono riflessioni profonde, che in pochi ardiscono a fare. Mi stupisce il lato umano di questa donna… Non importa l’esistenza o meno del Divino, queste sono le conclusioni che ne traggo io. Crederci o meno, non fa differenza, per me. Basta che gli obiettivi da perseguire siano comunque quelli di un bene superiore, un bene che il cuore umano conosce e che può tirare fuori con grande facilità, se lo vuole.

Secondo me Madre Teresa aveva capito davvero cos’è l’Amore. Una piccola grande donna.

Festival del Cinema

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Stavo guardando il telegiornale, quando d’un tratto ho sentito il nome della madrina del Festival di Venezia.

Non ci potevo credere.

Ho guardato il calendario, per controllare che non fosse il primo aprile. Sì, anche quello Maya.

A quanto pare non è uno scherzo, la madrina è Ambra Angiolini.

Abbiate pietà

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- Come si chiama l’uomo più coraggioso di Barcellona?
- Ramblo.

P.S. Ho messo i link a foto e filmati nel post precedente.

Viaggi e miraggi

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Spago sulla mia valigia non ce n’era/solo un po’ d’amore la teneva insieme/solo un po’ di rancore la teneva insieme

Quando scrissi della partenza, parlai di malinconia. Viaggiare aiuta a rientrare in contatto con se stessi, o almeno questo succede per me. Si analizzano momenti più o meno bui con grande lucidità, magari davanti ad una bella pinta di birra ghiacciata; o sotto il sole della spiaggia del Port Olimpic. Un diverso modo di interpretare la spiaggia, quello spagnolo: se vogliamo, anche l’anticamera del diverso modo di interpretare in generale la vita. In tutti i pochi posti in cui sono stato, ho notato i modi più disparati di vivere. Alcuni mi sono andati a genio, altri meno, pur adattandomi abbastanza in fretta alle nuove realtà.

Pur adorando Barcellona, il modus vivendi spagnolo mi rapisce poco, tanto più che mi trovavo più a mio agio in un pub pieno di inglesi che non con le birre in busta a Plaça Reial.

I giorni sono scorsi tranquilli, mi sono goduto la città con relativa calma: proprio quella tranquillità che in fondo cercavo. In particolare ho apprezzato le visite ai posti "alti" rispetto alla città, come Tibidabo, Park Guell e Montjuich. Barcellona vista dall’alto in tutta la sua estensione è una visione mozzafiato, forse la si riesce ad amare ancora di più che non vivendola per le strade. Dal Tibidabo si ha la visione più completa, con la montagna che guarda verso il mare e lo sguardo che riesce a perdersi oltre l’orizzonte.

Altra città che ho particolarmente apprezzato è stata Girona (Gerona in spagnolo, ma la pronuncia ufficiale è quella catalana), un gioiellino risalente agli Iberici e poi ai Romani, Visigoti, Musulmani, Carolingi, che hanno lasciato una quasi intatta muraglia difensiva e un dedalo di intricate e fantastiche stradine. Non credo che sia un caso il fatto che Girona risultasse al primo posto come qualità della vita nella classifica delle città spagnole, perché dà un senso di assoluta pace. Io dissi, non sapendo della classifica al momento del giro turistico per le vie cittadine, che gli abitanti di Girona sono sicuramente molto longevi… Si respira tranquilli in questa città, senza ombra di dubbio. Ci vivrei senza batter ciglio. Barcellona in quei giorni mi stava un pochino stretta, avevo bisogno di cambiare aria anche solo per mezza giornata. Ed ho riscoperto - nel caso ce ne fosse bisogno - quanto mi piace viaggiare.

Di fattura diversa invece la gita a Montserrat, con una mattina che inizia all’insegna della pioggia battente. Si parte da Plaça d’Espanya verso il Monastero di Montserrat, immerso in una cornice splendida di montagne dal volto umano. Ahinoi, dopo pochi minuti dall’arrivo in cima si è scatenato il diluvio, giusto il tempo di fare due foto ed una visita veloce all’interno. Dopodiché decidiamo, affamati, di rifugiarci in un bar/tavola calda. Birra e panino. Faceva un freddo cane, oltretutto. Ancora affamati, prendiamo altra roba da mangiare dopo aver pagato le altre cose… E poi due whiskey tripli (credo fossero tripli, perché il giovanotto ha vuotato la bottiglia) per ammazzare il freddo (eravamo in tenuta molto estiva). Queste ultime cose si sono scordati di farcele pagare, e noi ovviamente non abbiamo insistito. I viandanti ringraziano e sfidano pioggia e freddo (grazie, Jack), ignari del fatto che quella sarebbe stata una giornata alcolica. Al ritorno a Barcellona, sulla cremagliera del Montserrat, eravamo seduti di spalle ad una donna (dal vago accento emiliano) col suo bambino (noi eravamo allegrucci per il whiskey)… Lei diceva:
- Mo’ varda che belle montagne, che paesazgio!
- BURP!

Al mio compagno di viaggio è scappato un sonoro rutto proprio alla fine della sua frase, che ha accompagnato il susseguente religioso silenzio della signora per tutto il resto del viaggio, rotto solo dalle mie continue risate.
Dopo un periodo di riposo in albergo, decidiamo di andare prima in Plaça Reial (davvero ad un tiro di schioppo dall’hotel, così come anche il Born) e poi in un Irish pub dei dintorni. In questo lasso di tempo sono partite una lattina (in piazza, presa dai pakistani ambulanti) e tre pinte di birra. Facendo conoscenza con delle americane, il mio ego viene abbondantemente nutrito dai loro complimenti per il mio inglese privo di accento italiano o di qualsivoglia altro accento. L’alcol scioglie la lingua, si sa.

Da segnalare il tipo all’Acquario di Barcellona che per avvicinarsi troppo con la testa al giochino della ruota-che-gira-e-tu-ci-guardi-dentro-per-vedere-le-rane ha preso la ruota in piena fronte. Gli sono scoppiato davvero a ridere in faccia, non sono riuscito a trattenermi… Poi c’è un’antologia di mie freddure che non fanno ridere, ma quelle le riservo a qualche altra occasione… E diverse altre cose che non ricordo, ma che col tempo mi torneranno in mente. Uh, ma devo dirvi subito del comandante dell’aereo Milano - Lamezia! Dopo aver ricordato di tenere le cinture allacciate per tutto il volo, ha ripetuto la canonica frase anche in inglese, facendo però un po’ di confusione:
- Mi raccomand keep your seat belt on.

Alla fine arriva anche il momento di tornare, ed eccomi qua, scampato ai telegiornali.

P.S. Potete vedere qualche foto del viaggio qui (ho dovuto creare un secondo account flickr perché "l’ufficiale" è pieno). Qui invece trovate tre video sulle Fonti Magiche.


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