Gli schiaffi a due a due finché non diventano dispari
cronaca, società 31 Comments »Ma se una cornuta qualsiasi si appoggia ad un’opera d’arte nella Galleria degli Uffizi e la sfonda, veramente meriterebbe una folta successione di mappìne in faccia.
Ha fatto un buco ad un dipinto che resisteva strenuamente dal Seicento. Per la precisione, la Menzogna di Salvator Rosa. Io non sono certamente un esperto d’arte, anzi, ma questo mi serve da spunto per un discorso più generale… Queste cose mi fanno pensare che certe volte la gente è veramente cafona. E’ un bene di tutti, e come tale va conservato e rispettato.
Ci sono cartelli giganti in tutti i musei che avvertono in tutte le lingue del mondo che si può guardare ma non toccare.
A quanto pare, è ancora una cosa da imparare.
Ma chi ti ha dato la patente? Che ti saltasse un dente!
cronaca 42 Comments »L’attempato Olandese Volante non ha mai preso una multa, però l’hanno fregato ad un posto di blocco. Ovviamente era un crimine perfetto: niente patente, niente assicurazione, niente revisione. Mai lasciare tracce. Ora la sua inseparabile amica rimarrà sola soletta in qualche deposito.
Ed io che avevo intenzione di prendere la patente per la moto. Che fesso, a che serve la patente? Io ridarei volentieri la patente a lui e la toglierei al mio vicino, ehm.
P.S. E vediamo chi riconosce il titolo. Chi usa Google morirà tra gli stenti. Non barate.
What’s the frequency, Ken(NET)h? - Reloaded
netlife, psiconet 39 Comments »Ci risiamo. Altro giro di calendario. Stavolta i rintocchi della campana della vita sono venticinque. Ebbene sì, a venticinque ci sono arrivato, nonostante malocchio e bambole voodo.
La citazione che scrissi l’anno scorso è ancora validissima, me la suggerì il caro Oscar: "l’unica grazia che possiede il passato, è quella di essere passato".
Rileggendo quello che ho scritto, mi pare che in questi dodici mesi qualcosa si sia mosso. Altre storie da raccontare, altre delusioni vissute, altri momenti felici. Università che volge al termine. Un anno intenso, sicuramente.
Cammino ancora sullo stesso percorso, ma sto molto più in avanti di prima: è il naturale volgere delle cose, direbbe qualcuno. Non so se esserne contento o deluso. Ora attraverso un percorso più ricco, ma ugualmente incompiuto in parte.
L’anno scorso un commento mi colpì molto, lasciato da questa blogger:
Tanti Auguri Net!
Come potevo mancare?!?
Non ho mai vissuto il tuo stato d’animo, sono sempre stata un “caparbio carro armato” profondamente coerente con me stessa, ma lo conosco bene perché l’ho vissuto insieme ad alcune delle persone a cui tengo di più.
Allora ecco un piccolo consiglio, consideralo il mio regalo di compleanno per te: fermati, ritrova te stesso, sfrutta il prossimo viaggio in Irlanda per capire cosa vuoi dalla tua vita e appena tornerai a casa mettiti sotto per realizzare ciò in cui credi.
Sarà difficile, probabilmente deluderai qualcuno, ci saranno tante salite, ma tieni sempre davanti agli occhi quello a cui tieni di più, e vedrai che ci riuscirai.
Buon compleanno,
Simo
Voglio ringraziarla adesso, perché davvero non ho mai perso di vista quello che volevo. O meglio, col tempo ho capito davvero cosa volevo, in tutti i sensi.
Continuo a vivere di emozioni, emozioni forti. Abilmente celate dietro quella maschera di cristallo che mi avvolge. Chi mi conosce a fondo (poche persone per la verità, e non è una questione temporale) sa benissimo dei momenti complicati a livello emotivo che ho dovuto affrontare, della paura di vedersi crollare tutto addosso in pochi istanti. Momenti difficili vissuti in modo convulso. Quelli appena passati sono stati mesi duri, ma sono riuscito a rimettere la testa fuori dalla sabbia.
Tu sai benissimo quanto io sia scostante in certi momenti, ma è qualcosa che sfugge al mio volere. Mezze parole non dette, far finta che vada tutto bene quando invece non va bene affatto. Io faccio del mio meglio, che non sempre corrisponde al meglio assoluto. Faccio fatica a reagire in modo rabbioso, ho imparato il cattivo costume di incassare il colpo senza un lamento. Rimane solo il segno dentro di me, ma nessuno può vederlo. Venticinque anni passati a sorridere agli altri. Soffro in silenzio, quando soffro. Specie se nessuno mi porge una mano. Cerca di sopportarmi, ne vale la pena. Sono un fottuto malinconico. Ma tu sai che il sorriso - quello vero - non mi è mai mancato, ed un semplice pensiero felice (che magari mi tiene sveglio tutta la notte, come ben sai) può scacciare via di colpo tutta la nebbia addensatasi nella mente.
Mi preparo a cambiamenti radicali: i cambiamenti non mi hanno mai fatto paura, non cominceranno adesso. Spero di trovare il giusto ordine delle cose, voglio rendere possibile ciò che sembra impossibile. E’ tutto così dannatamente complicato, ma ce la farò. Spesso ciò che sembra lontano è più vicino di quanto crediamo. Basta allungare una mano.
P.S. Ora, tu che ti sei dimenticato il compleanno di questo vecchietto, sappi che perirai tra le fiamme!
I was there
net travels, netlife, psiconet 35 Comments »Qualcuno bestemmiava più di Germano Mosconi posseduto.
Qualcuno ha preso una grandinata in testa.
Qualcuno piangeva. Qualcuno si è fatto male perché in testa non ha preso soltanto la grandinata.
Il sottotitolo di questo post è "Oltre il danno, la beffa", ed il perché lo capirete verso la fine. Qualcuno, come me, si è fatto mille chilometri per assistere al concerto dei Pearl Jam, letteralmente spazzato via dagli eventi atmosferici e dalla noncuranza con cui sono state montate quelle torri. La cosa divertente è che, dopo la bufera, i pochi di noi rimasti dinanzi alle transenne erano felici perché ci si trovava in prima fila. Nessuno di noi si era accorto del disastro accaduto appena alle nostre spalle. Che culo. Un culo bagnatissimo, ma almeno non rotto. Una certa persona si è tirata ripetutamente la sfiga addosso, quindi la prossima volta che la vedrò mi toccherò. Pensate, andando via ha anche avuto il coraggio di chiedere a me, mumucs e rafunz se volessimo un po’ d’acqua.
- Ancora acqua? Non ti pare che ne abbiamo presa abbastanza per oggi?
Per la cronaca, a mezzanotte, quando sono riuscito a tornare in quel di Ferrara, avevo ancora il culo bagnato.
Considerate anche la fortuna di aver incontrato in stazione a Mestre proprio quel parente a cui non avevo detto nulla del mio arrivo.
- E tu che ci fai qua?
- Ehm, passeggiatina. Oggi era bel tempo, sai…
Quando sono arrivato infatti faceva piuttosto caldo, c’era pure il sole. L’occhio del ciclone. Ma io so cosa è stato a fare incazzare Zeus: le esibizioni dei due gruppi precedenti la lineup principale. E’ proprio quella la beffa: maporcaputtanaladra, ho dovuto asciugare il sangue dalle orecchie mentre ascoltavo "Le Mani" e quell’altro gruppo di peticultori di cui per fortuna non conosco il nome.
- Ma ora mi rifarò - pensavo.
Illuso.
Mentre i "My Chemical Romance" salivano sul palco, è arrivata una pioggia così fitta in orizzontale (subito seguita da grandine) che dopo pochi minuti mi sono ritrovato le maniche del giubbino impermeabile così piene d’acqua e ghiaccio da poter innaffiare tutti i cactus del Sahara. Mentre le torri cadevano a causa del vento (siamo sicuri che sia stata proprio colpa del vento?). Stavamo per andare a ripararci proprio lì. Fiut.
Comunque sorrido perché ho conosciuto tre persone simpaticissime, unica nota positiva del piccolo grande viaggio della speranza attraverso lo stivale. Persone assolutamente da rivedere.
Domani mi scade anche la tessera per i viaggi illimitati con le Ferrovie.
Il controllore, girando e rigirando la mia tessera: questo è l’ultimo, eh?
Mia risposta detta: eggià, da domani straccio la tessera.
Mia risposta pensata: abbbello, almeno cerco di fregarvi fino a fine anno.
P.S. Sul regionale Paola-Cosenza, oggi, ho incontrato senza ombra di dubbio le due specie viventi più stupide al mondo. Gente (ehm, scusate il complimento) che grida "Barabbaaaa" e "Pizzichèèèè" (tra le altre cose… Che cazzo vuol dire pizzichè? Mah) dal finestrino - in galleria, non si era mai vista nemmeno a queste latitudini. Bisogna studiarli per bene, quei tipi.
Black - Pearl Jam
net travels, songs 50 Comments »Questo è uno dei loro pezzi più belli, secondo me.
Hey… oooh…
Sheets of empty canvas, untouched sheets of clay
Were laid spread out before me as her body once did
All five horizons revolved around her soul
As the earth to the sun
Now the air I tasted and breathed, has taken a turn
Ooh, and all I taught her was everything
Ooh, I know she gave me all that she wore
And now my bitter hands chafe beneath the clouds
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything…
I take a walk outside
I’m surrounded by some kids at play
I can feel their laughter, so why do I sear?
Oh, and twisted thoughts that spin round my head
I’m spinning, oh, I’m spinning
How quick the sun can drop away
And now my bitter hands cradle broken glass
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything…
All the love gone bad, turned my world to black
Tattooed all I see, all that I am, all I’ll be… yeah…
Uh huh… uh huh… ooh…
I know someday you’ll have a beautiful life,
I know you’ll be a star in somebody else’s sky
But why, why, why can’t it be, can’t it be mine
Aah… uuh…
Taglio net-to
netlife, relax 46 Comments »Fino ad oggi.
I miei capelli erano diventati piuttosto lunghi (rispetto a prima, lunghissimi) e non riuscivo più ad aggiustarmeli bene da solo, così ho deciso di andare dal barbiere per dare una spuntatina.
Naturalmente, dovendo sceglierne uno, sono andato da quello di cui si dicono le peggio cose. Sono fatto così, mi piace l’avventura.
Ben conscio di un fatterello successogli qualche tempo fa:
Cliente: Gelsomino (nome in codice), mi dai una spuntatina ai capelli?
*Gelsomino prende il tagliacapelli, ma è un po’ distratto: glieli taglia a zero per tutta una striscia, sulla nuca.*
Gelsomino: vuoi un panzerotto?
Cliente: no, perché? Finisci di farmi i capelli adesso, poi vediamo…
Gelsomino: veramente, lo vuoi un panzerotto?
Cliente: ma perché mi vuoi dare questo panzerotto proprio adesso?
Gelsomino: guarda, non arrabbiarti, ma devo tagliarti a zero tutti i capelli.
Cliente: @#°çé§å∫∞ (censura per i lettori impressionabili)
Voleva comprargli il panzerotto per addolcire la pillola…
Torniamo a noi:
Io: Gelsomino, mi raccomando, giusto una spuntatina.
Gelsomino: non ti preoccupare, te li spunto solo un po’.
Sgrunt.
The Line - Perle di saggezza
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