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Ci risiamo. Altro giro di calendario. Stavolta i rintocchi della campana della vita sono venticinque. Ebbene sì, a venticinque ci sono arrivato, nonostante malocchio e bambole voodo.
La citazione che scrissi l’anno scorso è ancora validissima, me la suggerì il caro Oscar: "l’unica grazia che possiede il passato, è quella di essere passato".
Rileggendo quello che ho scritto, mi pare che in questi dodici mesi qualcosa si sia mosso. Altre storie da raccontare, altre delusioni vissute, altri momenti felici. Università che volge al termine. Un anno intenso, sicuramente.
Cammino ancora sullo stesso percorso, ma sto molto più in avanti di prima: è il naturale volgere delle cose, direbbe qualcuno. Non so se esserne contento o deluso. Ora attraverso un percorso più ricco, ma ugualmente incompiuto in parte.

L’anno scorso un commento mi colpì molto, lasciato da questa blogger:

Tanti Auguri Net!
Come potevo mancare?!?
Non ho mai vissuto il tuo stato d’animo, sono sempre stata un “caparbio carro armato” profondamente coerente con me stessa, ma lo conosco bene perché l’ho vissuto insieme ad alcune delle persone a cui tengo di più.
Allora ecco un piccolo consiglio, consideralo il mio regalo di compleanno per te: fermati, ritrova te stesso, sfrutta il prossimo viaggio in Irlanda per capire cosa vuoi dalla tua vita e appena tornerai a casa mettiti sotto per realizzare ciò in cui credi.
Sarà difficile, probabilmente deluderai qualcuno, ci saranno tante salite, ma tieni sempre davanti agli occhi quello a cui tieni di più, e vedrai che ci riuscirai.
Buon compleanno,
Simo

Voglio ringraziarla adesso, perché davvero non ho mai perso di vista quello che volevo. O meglio, col tempo ho capito davvero cosa volevo, in tutti i sensi.

Continuo a vivere di emozioni, emozioni forti. Abilmente celate dietro quella maschera di cristallo che mi avvolge. Chi mi conosce a fondo (poche persone per la verità, e non è una questione temporale) sa benissimo dei momenti complicati a livello emotivo che ho dovuto affrontare, della paura di vedersi crollare tutto addosso in pochi istanti. Momenti difficili vissuti in modo convulso. Quelli appena passati sono stati mesi duri, ma sono riuscito a rimettere la testa fuori dalla sabbia.

Tu sai benissimo quanto io sia scostante in certi momenti, ma è qualcosa che sfugge al mio volere. Mezze parole non dette, far finta che vada tutto bene quando invece non va bene affatto. Io faccio del mio meglio, che non sempre corrisponde al meglio assoluto. Faccio fatica a reagire in modo rabbioso, ho imparato il cattivo costume di incassare il colpo senza un lamento. Rimane solo il segno dentro di me, ma nessuno può vederlo. Venticinque anni passati a sorridere agli altri. Soffro in silenzio, quando soffro. Specie se nessuno mi porge una mano. Cerca di sopportarmi, ne vale la pena. Sono un fottuto malinconico. Ma tu sai che il sorriso - quello vero - non mi è mai mancato, ed un semplice pensiero felice (che magari mi tiene sveglio tutta la notte, come ben sai) può scacciare via di colpo tutta la nebbia addensatasi nella mente.

Mi preparo a cambiamenti radicali: i cambiamenti non mi hanno mai fatto paura, non cominceranno adesso. Spero di trovare il giusto ordine delle cose, voglio rendere possibile ciò che sembra impossibile. E’ tutto così dannatamente complicato, ma ce la farò. Spesso ciò che sembra lontano è più vicino di quanto crediamo. Basta allungare una mano.

P.S. Ora, tu che ti sei dimenticato il compleanno di questo vecchietto, sappi che perirai tra le fiamme!