Qualcuno ha detto che non si era mai vista una tromba d’aria a Venezia.

Qualcuno bestemmiava più di Germano Mosconi posseduto.

Qualcuno ha preso una grandinata in testa.

Qualcuno piangeva. Qualcuno si è fatto male perché in testa non ha preso soltanto la grandinata.

Il sottotitolo di questo post è "Oltre il danno, la beffa", ed il perché lo capirete verso la fine. Qualcuno, come me, si è fatto mille chilometri per assistere al concerto dei Pearl Jam, letteralmente spazzato via dagli eventi atmosferici e dalla noncuranza con cui sono state montate quelle torri. La cosa divertente è che, dopo la bufera, i pochi di noi rimasti dinanzi alle transenne erano felici perché ci si trovava in prima fila. Nessuno di noi si era accorto del disastro accaduto appena alle nostre spalle. Che culo. Un culo bagnatissimo, ma almeno non rotto. Una certa persona si è tirata ripetutamente la sfiga addosso, quindi la prossima volta che la vedrò mi toccherò. Pensate, andando via ha anche avuto il coraggio di chiedere a me, mumucs e rafunz se volessimo un po’ d’acqua.
- Ancora acqua? Non ti pare che ne abbiamo presa abbastanza per oggi?

Per la cronaca, a mezzanotte, quando sono riuscito a tornare in quel di Ferrara, avevo ancora il culo bagnato.
Considerate anche la fortuna di aver incontrato in stazione a Mestre proprio quel parente a cui non avevo detto nulla del mio arrivo.
- E tu che ci fai qua?
- Ehm, passeggiatina. Oggi era bel tempo, sai…

Quando sono arrivato infatti faceva piuttosto caldo, c’era pure il sole. L’occhio del ciclone. Ma io so cosa è stato a fare incazzare Zeus: le esibizioni dei due gruppi precedenti la lineup principale. E’ proprio quella la beffa: maporcaputtanaladra, ho dovuto asciugare il sangue dalle orecchie mentre ascoltavo "Le Mani" e quell’altro gruppo di peticultori di cui per fortuna non conosco il nome.
- Ma ora mi rifarò - pensavo.
Illuso.
Mentre i "My Chemical Romance" salivano sul palco, è arrivata una pioggia così fitta in orizzontale (subito seguita da grandine) che dopo pochi minuti mi sono ritrovato le maniche del giubbino impermeabile così piene d’acqua e ghiaccio da poter innaffiare tutti i cactus del Sahara. Mentre le torri cadevano a causa del vento (siamo sicuri che sia stata proprio colpa del vento?). Stavamo per andare a ripararci proprio lì. Fiut.

Comunque sorrido perché ho conosciuto tre persone simpaticissime, unica nota positiva del piccolo grande viaggio della speranza attraverso lo stivale. Persone assolutamente da rivedere.

Domani mi scade anche la tessera per i viaggi illimitati con le Ferrovie.
Il controllore, girando e rigirando la mia tessera: questo è l’ultimo, eh?
Mia risposta detta: eggià, da domani straccio la tessera.
Mia risposta pensata: abbbello, almeno cerco di fregarvi fino a fine anno.

P.S. Sul regionale Paola-Cosenza, oggi, ho incontrato senza ombra di dubbio le due specie viventi più stupide al mondo. Gente (ehm, scusate il complimento) che grida "Barabbaaaa" e "Pizzichèèèè" (tra le altre cose… Che cazzo vuol dire pizzichè? Mah) dal finestrino - in galleria, non si era mai vista nemmeno a queste latitudini. Bisogna studiarli per bene, quei tipi.