At my most beautiful

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Il tempo scorre
. E’ un cavaliere che passa inesorabilmente: a volte lentamente, a volte velocemente, e non torna mai indietro. Così recitava un antico indovinello.

Il tempo scorre. Ultimamente scorre veloce, non si riesce a stargli dietro. Ma bisogna rincorrerlo, prenderlo, cavalcarlo. Stando attenti a non farsi disarcionare. Da buon alleato può trasformarsi nel peggior nemico. Sempre lui. Uno, nessuno e centomila.

Il tempo scorre. Anche mentre il mondo va a rotoli, anche mentre gli uomini uccidono senza pietà altri uomini nascondendosi dietro ad ideologie della Domenica (non é proprio casuale l’accostamento). Lui non ci aspetta, ci osserva indifferente. Forse ride pensando a quello che l’uomo sta facendo al genere umano stesso. Ma lui non impedirà il nostro suicidio, non si cura dei volgari affari terreni.

Il tempo scorre. Mi fa perdere nei miei pensieri, lentamente. Faccio fatica a ritrovare il corretto battere dei secondi. Apri gli occhi. Chiudi gli occhi. Passa meno di un secondo. Eppure un altro se ne é andato via, e sono sempre immerso nei miei pensieri.

Il tempo scorre. Divide et impera*. Il tempo non si può dividere. Al massimo si può organizzare. Ma alla fine é lui a decidere. Per farti capire che non sei tu a reggere l’impero, ma ti ritrovi ad essere una pedina nel suo scacchiere.

Il tempo scorre. Il suo passo é felpato, non lo senti arrivare. Il tuo tempo. Così come non senti arrivare la tua ora. Cerchi di viverlo al meglio, per quanto ti é possibile. Con le persone che ami, che hai amato, che amerai.

Il tempo scorre, ed io cerco di cavalcarlo come posso. At my most beautiful.

I read bad poetry
Into your machine
I save your messages
Just to hear your voice
You always listen carefully
To awkward rhymes
You always say your name,
Like I wouldn’t know it’s you,
At your most beautiful

La canzone legata al tempo per eccellenza sarebbe Time dei Pink Floyd, un capolavoro. Ma io per stasera mi affido ad un altro capolavoro, che considero la canzone più romantica mai scritta da Michael Stipe. At my most beautiful, appunto, tratta dall’album UP. Perché é così che vedo il tempo, romanticamente.

*Divide et impera: Ossimorosa mi ha fatto tornare in mente quest’antica filosofia risalente all’Impero Romano. La metto qui per tanti motivi.

Il miracolo si ripete…

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… Ed io rosico perché dovevo essere lì a gustarmi la scena comodamente seduto in tribuna.

Comincio ad essere felicemente ripetitivo: Volandri ha vinto ancora, volando in semifinale (la sua prima semifinale in un torneo del Masters Series). Ha travolto il ceco Berdych con il punteggio di 6-2 6-3.

Ora non dico nulla per non gufarlo.

The Line - Perle di saggezza

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È saggio mantenere un segreto, ma è stupido credere che altri lo facciano.
(Samuel Johnson)

Miracoli

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Beh, per una volta posso esaltare un tennista italiano, Filippo Volandri. I giornali si sono presi la briga di scrivere "travolto Federer"… Sì, quel Roger Federer, il numero uno al mondo. Un’affermazione netta agli ottavi di finale del torneo Masters Series di Roma, con il punteggio di 6-2 6-4.

Filippo l’ha definita come "la partita perfetta". Grazie al cazzo, hai battuto Federer!

Grande Volandri.

Peccato per Potito Starace, sconfitto al terzo set da Davidenko. Bravo comunque.

Per la serie…

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… Se me lo raccontassero non ci crederei. E invece…

Ho letto che un uomo tetraplegico é stato fermato in autostrada mentre guidava con la bocca la sua barella a motore. Lui ha detto di aver sbagliato strada. Mah. Ma dico, nessuno ci stava attento, durante la sua passeggiata?

Tutto ciò mi ha fatto venire in mente quella volta che stavo tornando a casa dall’università con i miei amici, quando un vecchietto con una Uno davanti a me si fermò alla fine della rampa che immette sull’autostrada e mise la freccia; poi, guardando se veniva qualcuno, imboccò contromano e fece circa un centinaio di metri. Quando realizzò che si trovava dal lato sbagliato, mise la retromarcia e tornò indietro. Tutto questo senza che nessuno lo investisse. In questo caso, direi che quel signore ha avuto più culo che anima.

Da questi due episodi possiamo dedurre che l’autostrada é un luogo sicuro?

Auuu

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"Uno straordinario esperimento scientifico", questo é l’incipit dell’articolo del Corriere della Sera. Io é meglio che non esprima il mio parere.

The Wolfman ha vissuto per diciotto-dico-diciotto mesi con un branco di lupi. Ha persino ululato, ringhiato e mangiato carne cruda.

La descrizione esatta di Gattuso, per il momento.

Non si lavava neanche, ma questo non posso (e non voglio) saperlo del Ringhio Nazionale.

E se guardate la foto, non farete fatica a capire come mai i lupi non si sono accorti di nulla.

Caduti in Basso

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Io ho sempre amato il ciclismo. Sono cresciuto nel mito di Miguel Indurain, che vinceva Tour de France a ripetizione, concedendosi il lusso di partecipare -vincendoli- anche a qualche Giro d’Italia. Quella maglia gialla di Miguel mi aveva fatto innamorare di questo sport. Ricordo anche il giorno della fine del mito (1996), quando el Navarro andò in crisi in maglia gialla sotto i colpi inferti dagli avversari. Quel Tour se lo aggiudicò poi Bjarne Riis. In quegli anni (1994) iniziò anche il mito di Marco Pantani, e spuntò fuori una giovane promessa tedesca, il ragazzo prodigio Jan Ullrich, che vinse il Tour del 1997. Iniziarono in quegli anni anche le prime storie di doping generalizzato, ma non dobbiamo dimenticare che venne trovato positivo anche Eddie Merchxx, Il Cannibale. Anche Fausto Coppi diceva di prendere la cosiddetta Bomba. Fino ad arrivare a Lance Armstrong, sospettato di iniettare nel suo sangue addirittura plasma di toro (tra le altre cose, tuttavia Armstrong non ha mai subito processi mediatici, e nemmeno é mai stato messo alla gogna dall’organizzazione del Tour -esempio, Pantani-, chissà perché). Il doping, una piaga che da sempre esiste nel ciclismo ed in tutti gli altri sport.

Ma veniamo al caso del momento, Ivan Basso. Ha confessato di aver praticato emo-trasfusioni, ma pare che nel suo sangue non siano state trovate tracce di EPO. Buona notizia, questa. Io ho sempre difeso Ivan, credendolo innocente - come lui affermava. Ora dico che deve essere squalificato, ma non subire lo stesso trattamento ricevuto da Pantani, che lo distrusse nel fisico e nel morale, fino alla morte. Però voglio analizzare il suo caso, e relazionarlo ad altri avvenimenti. Non giustificarlo, sia chiaro, perché é doping anche ossigenarsi il sangue. Appunto, l’ossigenazione del sangue. Una pratica diffusa in molti sport, tra cui il calcio - ricordo che Zidane ha candidamente ammesso che compiva quest’operazione in una clinica svizzera. Solo che nel calcio questo non é doping. O almeno non c’è modo di saperlo, visto che le analisi del sangue non sono obbligatorie. Come dire, andate a doparvi tranquillamente perché tanto nessuno vi controllerà. I due pesi e le due misure non mi sono mai piaciuti. Se é doping nel ciclismo, deve essere perseguito anche negli altri sport. Basso é colpevole, come gli altri dell’Operacion Puerto (Valverde, Ullrich, tanto per citarne alcuni). Solo che Valverde continua a correre indisturbato in molte corse importanti, Basso è stato fermato. Il bello é che nel sangue dello spagnolo ci sarebbero anche tracce di EPO. Ma il personaggio da distruggere é il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia. Basso ha ammesso le proprie responsabilità, lo facciano anche gli altri, e che vengano trattati tutti allo stesso modo.

Tra qualche giorno partirà il Giro d’Italia, con Gilberto Simoni tra i protagonisti, che accusa Basso di doping ma che stranamente omette la sua di squalifica per doping, avvenuta qualche anno fa per assunzione di cocaina. Questo parlando di serietà professionale e lealtà sportiva. Ho citato Simoni, ma sfido chiunque a mettersi una mano sulla coscienza.

Con la caduta dell’ultimo fenomeno, direi che per me il ciclismo chiude i battenti. Oggi, con le dichiarazioni di Ivan Basso al procuratore federale.

The Line - Perle di saggezza

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In collaborazione con fgr

Un uomo, qualsiasi uomo, vale più di una bandiera, qualsiasi bandiera.
(Eduardo Chillida)


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