Aver letto che Berlusconi si sia ribellato al nomignolo attribuitogli (nano, come tutti ben sapete), lamentando il fatto che Prodi in fondo sia solo di poco più alto di lui, mi ha fatto riflettere sul senso della vita. Il senso della vita del Nano (sì, nanonanonanonanonano), intendo.

Tornando a cose serie (qualcuno malizioso potrebbe pensare che l’accostamento non sia casuale), ho letto di quella simpatica storiella della foto-testimonianza della preferenza data nella cabina elettorale. Una cosa -credo- tutta italiana, che qui da me é risaputa da anni e molto usata negli accordi elettorali.

ElettoreQualsiasi: Io ti voto, così poi tu mi fai quel piacere che ti ho chiesto.
CandidatoConLeManiInPasta: Non ci credo che mi voti, bugiardo. Che ne so io se lo fai davvero.
ElettoreQualsiasi: Tsk, ti porto le prove, immortalo il lieto evento con il mio cellulare.

E’ un sistema molto funzionale, come potete immaginare.

Peccato che un presidente di seggio del Palermitano abbia deciso di accorgersi del fatto e di denunciare il tutto ai Carabinieri. Ahi ahi. Adesso ci saranno un sacco di controlli.

Uffa. Ora non potrò più vendermi il voto.