Once upon a time in my city…
Io me ne stavo tranquillo tranquillo a farmi i cavoli miei, in una tiepida giornata di primavera, quando l’orrendo grido si insinuò tra le mie trombe di Eustachio: "Lucaaaaa, Lucaaaaa, Lucaaaa, ci seiiiiiiiii?"

Dico io, suonare il campanello no eh? Si trattava della vicina generosa, quella che fa sempre i dolci e ce li viene sempre gentilmente ad offrire. Ovviamente noi facciamo lo stesso, anche se non facciamo mai dolci.

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Dietro casa abbiamo entrambi una striscia di terra abbastanza lunga, che va per colline e valli per quasi 300 metri. Ok, è larga si e no 10, ma è il pensiero che conta. Un giorno di molti anni fa al padre di questa qui venne la brillante idea di comprarsi delle pecore, e le liberò nella sua striscia di terra. Qualche tempo dopo mi trovavo con mio padre dietro casa per fare dei lavoretti, e ad un certo punto lui mi disse: "Luca, guarda: ma secondo te a chi somigliano le due pecore?"… Io non ebbi dubbi, e dissi: "Ma sono C. e G.! Uguali!"… Ridemmo per una giornata. La somiglianza era a tratti stupefacente. G. è il padre, C. la figlia. Le pecore avevano anche il timbro della voce simile, se non li sentite gridare non riuscite a farvene un’idea.
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Quando affannosamente arrivai al balcone per vedere cosa volesse, lei esclamò in tre secondi netti (parlano velocissimo, direi stenografato, per capirli ci vuole un corso): "Lù ho comprato la pistèshh (per noi comuni mortali si tratta della Playstation) a G. (il figlio, omonimo del padre), me la potresti venire a montare?"… Qui emerse tutto il mio animo bastardo, riuscendo a fatica a contenere le risate: "Che cosa devo venirti a montare?"… E lei: "La pistèshh! Ho comprato la pistèshh a G.!". Glielo domandai più volte, per essere sicuro che dicesse proprio pistèshh, e poi quando andai a montarla cercai di farle dire quel nome il più possibile.

Avrei dovuto registrarla come facevo con il mio professore di elettronica. Ora quella testimonianza audio sarebbe con noi per sempre. Mi raccomando, pistèshh con lo shhh finale come se diceste di stare zitti.