Riprendo questa sezione del blog dopo una pausa di qualche tempo, per parlare di un uomo attorno al quale permane un fitto alone di mistero. Grigorij Efimovic Novykh, a tutti ben noto come Rasputin, nacque in un paesino sperduto della Siberia, e fu un monaco ed un mistico. L’anno di nascita non è possibile stabilirlo con certezza, ma dovrebbe trovarsi tra il 1863 ed il 1873. Alcune voci dicono che il giorno dopo la sua nascita cadde un meteorite, segno della sua "discesa tra gli uomini". Da giovanissimo scivolò con il fratello nelle acque ghiacciate del fiume Tjura, riuscendo a trarre in salvo sia se stesso che lui, che però dopo qualche tempo morì. Grigorij invece riuscì a sopravvivere alla forte polmonite, dicendo di aver visto una signora vestita di bianco che lo guarì.

Di lui sappiamo ben poco in realtà, soprattutto della sua giovinezza: ebbe un breve matrimonio, poi si fece monaco (da qui la successiva definizione di monaco pazzo). La sua istruzione era pessima, tuttavia Rasputin era dotato di un’intelligenza superiore. Intelligenza che lo portò ben presto, tra sospetti vari, ad intrecciare rapporti con gente importante e ad arrivare fino alla corte dello zar Nicola II. I reali si interessarono a lui per la sua fama di guaritore, a causa della malattia del figlio -erede al trono- Alessio. Rasputin ne fu immediatamente nominato tutore, dopo la prima seduta col piccolo in cui riuscì a migliorarne le condizioni fisiche. Qualcuno dice con l’ipnosi, rallentando il battito cardiaco del giovane, qualcun altro dice con la sospensione della somministrazione dell’aspirina che da un lato leniva i dolori di Alessio ma dall’altro ne acuiva le emorragie. Uomo astuto oppure dotato di straordinari poteri?

Tutto ciò gli conferì una grande autorità ed influenza sulle decisioni di corte. La zarina Alessandra ne era completamente succube, ed addirittura si vociferava di una loro presunta relazione. Molti affermano che era diventato lui il vero regnante, perchè lo zar accettava i suoi consigli senza battere ciglio. Venne accusato poi anche di corruzione, e per questo fu successivamente allontanato dalla casa reale. Con il suo allontanamento, le condizioni del principe precipitarono, e fu richiamato frettolosamente dalla zarina. Misteriosamente, il piccolo tornò a stare meglio.

La sua vicinanza alla famiglia reale destò molta invidia tra i nobili di corte, tanto che una parte di loro prese la decisione di assassinarlo. Ma Rasputin dimostrò ancora una volta di essere fuori dall’ordinario… Fu dapprima avvelenato con il cianuro, impastato in alcuni dolcetti e sciolto nel vino. Lui, quasi a volerli sfidare, ne mangiò una quantità incredibile, non subendo tuttavia alcuna conseguenza. I suoi assassini erano costernati, e decisero di sparargli: lo colpirono con diversi proiettili, anche al cuore, ma Rasputin sembrava avere sette vite. Si riebbe, raggiunse la porta e provò a fuggire, ma fu raggiunto e poi preso a bastonate. Sembrava morto, ed il suo cadavere venne gettato nel fiume, ben zavorrato. Nonostante tutto questo, due giorni dopo il cadavere riaffiorò in superficie. I dati dell’autopsia furono sorprendenti: morì per soffocamento, non per i colpi subiti; e non c’era traccia di cianuro. Sulla sua morte non vi sono dettagli precisi, e diverse versioni dei fatti.

Qualcuno lo definiva come l’incarnazione del male, un personaggio pericoloso. Altri lo veneravano come un dio. Uomo dotato di strani e straordinari poteri oppure volgare imbroglione ed approfittatore?

Forse non lo sapremo mai.

Riferimenti e bibliografia: wikipedia, storiain