Questo è l’ennesimo colpo alla (poca) onestà dei cittadini italiani. Leggete questo articolo riguardante lo scandalo nelle forze armate italiane.

Io riporto solo questo pezzo, il resto mi fa ancora più schifo:
PADOVA — I fannulloni prendano nota: spacciare droga non è incompatibile con l’assenza dal lavoro per malattia. Lo dice una sentenza d’assoluzione (assoluzione!) di un maresciallo dell’esercito che, mentre figurava agonizzante nel suo letto di dolore, vendeva eroina ai tossici a 1.476 chilometri dal suo luogo di lavoro. Il generosissimo verdetto, emesso dal tribunale militare di Padova, è in realtà soltanto l’esempio più clamoroso di una realtà stupefacente. Quella del «fannullonismo» nel mondo in divisa. Dove una vecchia leggina del 1954 non ancora cambiata né dai governi di destra né da quelli di sinistra consente ancora oggi a marescialli e brigadieri e tenenti professionisti che vengano «riformati», di andare in pensione con 15 (quindici!) anni di servizio.

Se poi pensate che pochi giorni fa, in seguito ad un incidente stradale, un maresciallo ha detto a mio zio (appena investito con la sua macchina da un camion pieno di bombole di gas) che oltre al verbale per intralcio al traffico gli toglieva anche due punti dalla patente perchè (testuali parole) "mi hai disturbato mentre stavo cenando, il piatto era già in tavola", il quadro della professionalità delle forze armate è completo. E non sto scherzando, gliel’ha detto davvero.

Se nei prossimi giorni non mi vedete più, oppure se ho cancellato questo pezzo finale, vuol dire che sarò stato minacciato da qualcuno. Perché qui è così che funziona.