Non ho voglia di parlare di Saddam: tanto lo sapete già tutti come la penso.

Ma, volendo rimanere ugualmente seri, non so se avete letto la notizia delle nuove norme del codice penale britannico.

La Gran Bretagna è sempre stato un esempio di efficienza legislativa, all’avanguardia rispetto alle tematiche sociali. A volte anche con decisioni un po’ controverse. Decisioni che però poi vengono fatte decisamente rispettare.

Sto parlando delle nuove norme sullo stupro: fare sesso con una donna ubriaca sarà considerato uguale allo stuprarla.

In un futuro molto prossimo, non appena la legge diventerà esecutiva, una donna in preda all’alcool sarà giudicata totalmente incapace di intendere e di volere: quando denuncerà una violenza sessuale la polizia procederà subito ad un test di sangue e urine. In sostanza se il tasso alcolico rilevato nella donna sarà molto alto, l’uomo in questione non potrà più avere alcuna difesa sul fatto che la donna fosse consenziente e sarà messo sotto inchiesta per stupro.

Il Ministero degli Interni dice che si tratta di una manovra che punta a scoraggiare i rapporti intimi con le donne alticce.

L’associazione UK Men’s Movement, nella persona del suo presidente, prevede che il tutto sarà un grande fuoco di paglia: «Come si accerterà quando una donna ha perso il potere di autodeterminazione? Si introduce anche una discriminazione. Un uomo che beve rimane responsabile delle proprie azioni, una donna no».

Non ha tutti i torti, credo. Anche se sono d’accordo con il fatto di scoraggiare i rapporti occasionali con sconosciute ubriache. Non si sa mai.

Però una cosa mi perplime: il governo giudica così inferiore la capacità di scelta delle donne britanniche in stato di ebbrezza, rispetto a quella degli uomini nelle stesse condizioni?

Forse questa legge discrimina più le donne, che gli uomini. Fermo restando il fatto che bisogna prevenire gli stupri, in un modo o nell’altro.

Quindi ben venga questa legge, se porterà qualche risultato tangibile.
Ma, chissà perchè, non ne sono molto convinto…