Un mio amico mi ha segnalato la citazione di Tacito che ho postato.

Anche se riferita ai Romani, credo sia comuque attualissima. Io sono convinto che l’uomo soffra della proprietà di "assenza di memoria" (come la legge esponenziale, che però ne gode invece di soffrirne, ma questo è un delirio pre-esame), e che quindi non impari dai propri errori.

La storia si ripete. Qualcuno fa gli stessi errori dei nostri avi. Mi rendo conto che molti non li considerano tali, ma alla lunga il ragionamento di Tacito avrà la meglio. E l’uomo si renderà conto di tutti i suoi errori.

Ma c’è davvero bisogno che sia troppo tardi?