Oggi, mentre ero dedito a tutt’altra attività ("sfogliavo" i siti di molti quotidiani online per vedere quali fossero i più leggibili e quali avessero adottato le nuove tecnologie, il cosiddetto Web 2.0 - l’ho fatto per motivi curioso-statistico-lavorativi, farò presto le mie analisi anche qui) mi sono imbattuto in un curioso articolo de La Stampa, che potete leggere qui.

C’è un paese nei dintorni di Udine, Trasaghis, dove ci sono tantissimi scapoli. Scapoli per scelta, dicono alcuni di loro. Scapoli per costrizione, è la mia idea. Pare che negli anni ‘50 e anche dopo i fiocchi azzurri furono in larga maggioranza rispetto a quelli rosa.

Parecchi di loro non sono più giovanissimi, e i giovani faticano a trovarsi una fidanzata. Tanto da aver organizzato un incontro con delle ragazze ungheresi, che sembrano avere il problema opposto: non trovano uomini. Il presidente della Pro Loco l’ha preso come un impegno personale, unire qualche cuore. Così ha invitato cinquanta ragazze tra i venti e i quaranta anni, per accontentare tutti. Siamo sicuri che sia una buona idea? Mi sa che non va proprio così, in queste vicende. Non è che se portate 50 ragazze, queste si innamoreranno di quei poveracci. Chiaro che per qualcuna potrebbe succedere, ma volendo essere ottimisti molte di loro faranno finta per fare il grande passo verso il suolo italico. E poi? Alla fine che succederà? Soli erano, e soli rimarranno. Per fortuna che l’articolo prende la cosa in modo molto scherzoso…

Gli anziani intervistati dicono di stare benissimo così, dicono che era troppo faticoso passare il Tagliamento per andare fino ad Udine a trovarsi una ragazza. Io dico che in realtà quasi nessuno di loro può essere contento di invecchiare da solo. Mentono spudoratamente.

Voi che ne pensate? Vecchio e scapolo, è bello?