Breakthru - Queen.

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When love breaks up
When the dawn light wakes up
A new life is born - oooooh
Somehow I have to make this final breakthru . . . now!

Ha ha ha ha ha ha ha
I wake up
Feel just fine
Your face
Fills my mind
I get religion quick
‘Cos you’re looking divine
Honey you’re touching something, you’re touchin’ me
I’m under your thumb, under your spell, can’t you see ?
If I could only reach you
If I could make you smile
If I could only reach you
That would really be a breakthru - oh yeah

Breakthru, these barriers of pain
Breakthru, yeah, to the sunshine from the rain
Make my feelings known towards you
Turn my heart inside and out for you now
Somehow I have to make this final breakthru
Now! (Now now now)
Oh yeah

Ha ha ha ha ha ha ha
Your smile
Speaks books to me
I break up
With each and every one of your looks at me
Honey you’re starting something deep inside of me
Honey you’re sparking something, this fire in me
I’m outta control, I wanna rush headlong into this ecstasy

If I could only reach you
If I could make you smile
If I could only reach you - ooh ooh ooh ooh
That would really be a breakthru
If I could only reach you
If I could make you smile
If I could only reach you
That would really be a breakthru
Oh yeah
Breakthru, breakthru

Break, hey
If I could only reach you
If I could make you smile
If I could only reach you - ooh ooh ooh ooh
That would really be a breakthru
If I could only reach you
If I could make you smile
If I could only reach you
That would really be a breakthru
Ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha
Breakthru

Questa è forte, signor Francesco Caruso.

politica 4 Comments »
Totalmente tratto dal blog "Il corsaro nero".

Dalla lettura del certificato catastale del Sig. (hem hem ho sbagliato) Don Francesco Caruso (nel sud il Don è d’obbligo alle persone ricche - nota di net: al sud si USAVA chiamare Don le persone di discendenza nobile e i mafiosi, non i semplici ricchi - ), noto esponente e leader di spicco dei disobbedienti eletti alla Camera dei Deputati nelle liste di Rifondazione Comunista e noto predicatore dell’espropriazione della proprietà (naturalmente quella degli altri), si legge:

- Sei appezzamenti tra terreni da pascolo e uliveti in località Calopezzati.

- Una frazione di un vasto agrumeto in località Corigliano Calabro.

- Metà proprietà di due terreni da 15 e 9 ettari a Longobucco

- Frazione di due appartamenti da 5 locali ciascuno a Longobucco.

Nella sua rendita catastale sono presenti anche altri 35 terreni (vigneti, uliveti e pascoli) sempre a Longobucco, tra cui ….. giusto per avere un’idea…. un uliveto di 54 ettari e un altro di 60 ettari, un querceto di 22 ettari e un frutteto di 38 ettari.

Per alleviare i "disagi" al caro comunista, predicatore del famoso concetto che la proprietà e un furto, Mamma e Papà non gli hanno fatto mancare nulla, infatti, don Francesco Caruso cresce negli agi delle ricche famiglie beneventane in un attico di appena 350 mq. nel centro storico di Benevento, nella lussuosissima Via Calabria. Giusto per correttezza bisogna specificare che, l’appartamento in questione non era di proprietà della famiglia ma solo in affitto, con un canone di favore, il Papà di don Francesco Caruso, era un dirigente di rango delle Ferrovie dello stato, società dello Stato proprietaria dell’immobile.

Sempre per chiarezza il Papà di don Francesco, sempre il famoso comunista, Ingegnere capo delle FS, governatore generale del Rotary è stato il progettista e il realizzatore della famosa linea dell’alta velocità tra Benevento e Foggia.

Poi dopo il diploma si trasferisce nell’Officina 99 e di lì nel centro sociale Ska a Napoli prima di prendere la laurea a Bologna presso l’Istituto universitario Orientale.

Strana situazione economica per chi prometteva l’esproprio delle seconde case e che si permette di avere ben 12 avvocati per le sue 29 cause, però poi sabota cantieri, blocca i binari e promette battaglia agli alleati che tentennano sulla TAV .

Giusto una cosa va detta a favore di don Francesco dott. Caruso, al Rotary ha preferito il Chiapas, sorvolando però sulle sue proprietà, un pò come ha fatto la moglie di Prodi che non appena sentì parlare del ripristino della tassa sulle successioni, eseguì donazioni immobiliari verso i figli…………… vabbè ma sono di centro sinistra loro.

Mi sa che qualcuno debba avvisare l’On. Bertinotti che il curriculum del suo capolista hem hem sembra uscito dai registri di uno Yacht club di Montecarlo………….. hem hem no no se si parla di barche meglio chiedere a Dalema…… lui è un esperto velista.

In ultima analisi cosa dire…………….. se Don Francesco dott.Caruso avrà sfortuna nelle aule di Montecitorio……… almeno non avrà problemi per arrivare alla fine del mese, per lui San Precario non ha bisogno di preghiere.

(notizie tratte dal quindicinale GWN anno XIII n 6 del 17 aprile 2006)

Tutti quegli appezzamenti di terreno si trovano qui vicino, in Provincia di Cosenza. Da notare che il sig. Caruso è stato candidato al numero 2 per la circoscrizione della Calabria, dietro Fausto Bertinotti. E’ stato eletto qui. Eheh, poi non mi si accusi che parlo male solo di Berlusconi.

Si tratta davvero di una catastrofe, il matrimonio?

psiconet 3 Comments »
Ho letto in questo articolo che una sposa su dieci soffre della depressione post-matrimonio. Detto così sembra poco, però è il 10% delle spose. Una cifra rilevante.

Chili di troppo, senso di vuoto, aspettative troppo alte. Io una persona appartenente a questo campione purtroppo la conosco. Ed è tristemente vero che lo scontro con la realtà è duro da affrontare, che le lacrime scorrono via a fiumi. Vuoi per pochezza e stoltezza di lui, vuoi testardaggine di lei nonostante sapesse già a cosa stesse andando incontro. Alla fine non è meno stolta di lui. E lei lo sa, lo ha capito.

Tornando alla ricerca, l’articolo parla di problemi anche nei matrimoni venuti successivamente ad una convivenza. Non posso essere d’accordo, seppure il modo in cui la cosa viene spiegata non sia totalmente opinabile. Io penso che successivamente ad una convivenza, non per forza lunga, ci si arrivi a conoscere come le proprie tasche. Non ci saranno sorprese col matrimonio, lo trovo impossibile. Le abitudini dell’altro/a vengono a scoprirsi, a meno che non ci si trovi di fronte a mistificatori di altri tempi. Comunque, anche in quel caso, la verità viene sempre a galla. E, trattandosi di un discorso molto teorico, se c’è mistificazione viene a mancare l’ingrediente principale della convivenza e soprattutto del successivo matrimonio: l’amore. Se una persona imbroglia, vuol dire che non ama l’altra persona.

Come si rimedia? Se ci si sposa a scatola chiusa, i consigli dell’articolo mi paiono buoni: soprattutto gli ultimi due, che dicono di crearsi uno spazio condiviso, dove vivere la propria vita, e di non pretendere la perfezione, perchè non la si otterrà mai. Un po’ di pazienza, ci vuole. E un po’ di sale in zucca.

Tutto questo detto da un fesso qualsiasi che non ha mai convissuto nè tantomeno si è sposato. E la risposta alla mia domanda nel titolo è no. Non credo sia una catastrofe.

La chiamavano bocca di rosa…

cronaca, relax 12 Comments »
Stufo di non trovare notizie interessanti di cronaca nera, mi butto sulla cronaca rosa. Ma sarebbe meglio chiamarla cronaca grigia, vista l’età dei diretti interessati.

Poveri nonnetti, anche loro hanno voglia di scopare, che vogliamo farci. Ma c’è chi ci fa i soldi sopra. Le "colpevoli" sono le badanti, bambinaie, colf dell’Est europeo immigrate nel Belpaese. Arrotondano lo stipendio con toccatine alle chiappe, gambe e tette.

Comunque, volendo esaminare la situazione, non so se hanno più colpa queste simpatiche donne, o i vecchi che ci vanno, offrendo dei soldi. Io propendo per la seconda ipotesi. Parliamoci chiaro, è un guadagno facile, e una persona che ha bisogno difficilmente rifiuta un guadagno facile. Ok, la loro dignità ne perde in valore, ma contente loro… Invece andrebbe estirpata negli anziani questa ossessiva ricerca del sesso. Io non so come diventerò quando sarò vecchio, può darsi che diventi come loro, ma ora che sono giovane dico che questo è un malcostume molto diffuso e da estirpare. Lo fanno anche per solitudine, forse, ma non è questo il modo migliore di spazzarla via.

In definitiva, non possiamo farci nulla, la pensione è loro, e la spendono come vogliono. E non è nemmeno giusto puntare il dito sulle ragazze dell’Est. Questo fenomeno è sempre esistito, nel mio paese conosco molti esempi. Anche da prima che subentrasse il fenomeno immigrazione dall’Est.

Ehm, scusate, ora vado al parco, ho un impegno.

The Line - Perle di saggezza.

the line 10 Comments »
Spesso le grandi imprese nascono da piccole opportunità.
(Demostene)

La Lucozade.

net travels, relax 22 Comments »
C’è qualcosa di cui devo assolutamente parlare. Credo sia quello che mi mancherà di più.
La conobbi in Inghilterra sei anni fa, quando ero poco più che giovincello. Fu subito amore. Una scarica di energia.

Non l’ho mai dimenticata, ma abbiamo avuto altri incontri. L’anno scorso ci siamo trovati quasi per caso ad Ibiza, nella città quasi prevalentemente inglese di S. Antoni. Abbiamo purtroppo avuto un rapporto fugace, non ci ho preso nemmeno gusto. Ma quando l’ho rivista lì, a Dublino, che mi aspettava in ogni angolo, in ogni strada, il colpo di fulmine è ri-scoccato.

Non ne potevo fare a meno, dovevo averla almeno una o due volte al giorno.

E’ lei, si. La Lucozade. Quella all’arancia, leggermente effervescente (come la Ferrarelle), buona per il corpo e per la mente. Mi mancherà. Voglio tornare nelle Isole Britanniche.

Patience - Guns’n'Roses.

songs 6 Comments »
1, 2, 1, 2, 3, 4
(whistle)
Shed a tear ’cause I’m missin’ you
I’m still alright to smile
Girl, I think about you every day now
Was a time when I wasn’t sure
But you set my mind at ease
There is no doubt
You’re in my heart now

Said, woman, take it slow
It’ll work itself out fine
All we need is just a little patience
Said, sugar, make it slow
And we come together fine
All we need is just a little patience
(patience)
Mm, yeah

I sit here on the stairs
‘Cause I’d rather be alone
If I can’t have you right now
I’ll wait, dear
Sometimes I get so tense
But I can’t speed up the time
But you know, love
There’s one more thing to consider

Said, woman, take it slow
And things will be just fine
You and I’ll just use a little patience
Said, sugar, take the time
‘Cause the lights are shining bright
You and I’ve got what it takes
To make it
We won’t fake it,
I’ll never break it
‘Cause I can’t take it

(whistle)
…little patience, mm yeah, mm yeah
Need a little patience, yeah
Just a little patience, yeah
Some more patience, yeah
Need some patience, yeah
Could use some patience, yeah
Gotta have some patience, yeah
All it takes is patience
Just a little patience
Is all you need

I BEEN WALKIN’ THE STREETS AT NIGHT
JUST TRYIN’ TO GET IT RIGHT
HARD TO SEE WITH SO MANY AROUND
YOU KNOW I DON’T LIKE
BEING STUCK IN THE CROWD
AND THE STREETS DON’T CHANGE
BUT BABY THE NAME
I AIN’T GOT TIME FOR THE GAME
‘CAUSE I NEED YOU
YEAH, YEAH, BUT I NEED YOU
OO, I NEED YOU
WHOA, I NEED YOU
OO, ALL THIS TIME
(ah)

Irish Album.

net travels 18 Comments »

Dublin e dintorni.


Dublino.
Dublino è una città affascinante, ma non sembra affatto una metropoli. Forse perchè non lo è, alla fine. Sembra una città medio-grande italiana, anche se controllando il numero di abitanti si nota che sono ben 1,6 milioni nella Dublin City Area. Le cose da vedere non sono molte, e i musei a dire la verità fanno quasi schifo, piccolissimi. E hanno poche cose all’interno. Però voglio dare una nota di merito alla Dublin City Gallery: piccola, ma con quadri stupendi al suo interno, tra cui due Monet molto belli. La vita notturna è quella tipica anglosassone: praticamente inesistente, alle 11.30 la maggior parte dei pubs chiude. Rimane qualche locale notturno, ma non è che siano affollatissimi. Filosofia di vita diversa, bisogna un po’ abituarsi, ma alla fine a me piace. Posti da segnalare: St. Sthepen’s Green, il parco al centro della città; Grafton Street, la via dei negozi; O’Connell street, l’arteria principale della città, con il suo bel Spire al centro; le vie perpendicolari ad O’Connell street, piene di negozi; Il Trinity College; la Dublin City Gallery; I ponti sul Liffey, in particolare il James Joyce Bridge (di Calatrava) e l’Ha’Penny Bridge; la Guinness Storehouse, edificio più alto della città con splendido panorama; Phoenix Park, grandissimo e molto bello; lo zoo, che a me è piaciuto molto; Christ Church, davvero bella; il Dublin Castle; la statua di compare Oscar Wilde, a Merrion Square; tutti i dintorni di Grafton Street. I musei francamente non mi sono piaciuti, si possono anche evitare.

Howth.
Sobborgo di Dublino, paese di pescatori. Molto carino, a me è piaciuto molto il porto e la vista che si ha da una torretta dall’alto su tutta la Dublin Bay. Ci sono posti dove si può mangiare dell’ottimo Fish&Chips fresco, e si può ammirare qualche regata di barche a vela. Da vedere senz’altro, ci arriva la DART in circa trenta minuti dal centro città.

Bray.
Bray è chiamata la Brighton di Dublino. Niente di più falso. Di Brighton non ha nulla, ma proprio nulla. C’è un lungomare paragonabile al peggior lungomare italiano, una spiaggia appena decente, e un maledettissimo casinò, eheh… Non ci tornerei, onestamente. Anche Bray è raggiungibile comodamente con la DART.
P.S. Il casinò c’è anche a Brighton, ma è molto più bello.

Malahide.
Già un po’ meglio di Bray, ma onestamente non ci trovo niente di entusiasmante. Qualche ristorante, tutti italiani naturalmente. E nient’altro, a parte il Malahide Castle. Ma posso dire una cosa? Quei maledetti castelli sono tutti uguali, così come le chiese. Niente di paragonabile al nostro Castel del Monte, per esempio. DART anche per Malahide.

Ma passiamo a qualche foto…


Interno del Trinity College.                                                St. Stephen’s Green.


River Liffey.                                                                                                  Interno del Dublin Castle.

Christ Church.

Oscar Wilde.

Grafton Street.

Howth dall’alto.

Dublin Zoo.

Belfast.
Appena arrivati, sembra di stare nella città perfetta. Una Londra in piccolo. Ben fatta, ordinata, pulita. E’ solo un’impressione. Appena ci si sposta in semi-periferia (naturalmente girate a piedi sotto la guida del buon Xavi, non come le gite organizzate in cui non si vede nulla e si passa rapidamente con il bus), si notano le pesanti contraddizioni di questa regione. La "line of peace" (in realtà una strada malandata) divide i cosiddetti "neighbourhoods", i quartieri cattolico e protestante. Audite audite, in alcuni punti i quartieri sono suddivisi da un MURO (yes, like Berlin) e/o dal filo spinato. Poi non vi dico il degrado e la sporcizia. Una città che illude ma che poi mostra i suoi mille problemi. Xavi said: "This is the line of peace. Here is the catholic part, there is the protestant part. They’re always in fight."… Vi comunico che Xavi è stato sbeffeggiato per molti giorni per questa frase ripetuta molte volte durante il nostro cammino.

Qualche foto della città e della Line of Peace…


Sembra una chiesa, è un centro commerciale.

Murales sulla Line of Peace.

Galway e dintorni.

Galway.
Galway è una ridente cittadina affacciata sull’Oceano Atlantico (al quale mi sono avvicinato per la prima volta in vita mia). Le cose da vedere sono davvero poche, la si gira in un paio d’ore al massimo. Però a me è piaciuta molto, ci tornerei volentieri.

Cliffs of Moher.
Assolutamente imperdibili invece sono queste magnifiche scogliere (a circa due infernali ore di bus da Galway) che scendono per circa 200 metri a strapiombo sull’oceano. Mozzafiato. Ma portatevi robe pesanti, c’è un vento gelido e la nebbia sempre in agguato. Se volete visitarle tutte, anche il sentiero proibito, fuori dal recinto, andate bene attrezzati, perchè è molto pericoloso e si scivola, quindi niente mocassini. E il salto non è breve. Io ho provato l’emozione di stare sull’orlo del precipizio, ma dopo è meglio tornare subito.


Paesaggio dall’alto, vicino le Cliffs.

Vista delle Cliffs of Moher.


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