Come ben sappiamo, il nazismo attinse a piene mani dalla simbologia nordica, in particolare dai miti celtici. A parte gli usi nefasti che ne fecero, è interessante capire da dove provengono e cosa significano questi simboli.
In particolare ci occuperemo della svastica (tuttavia non presa dalla mitologia nordica, ma trattasi di un simbolo induista) e del simbolo delle SS.


La Svastica:

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La parola svastica deriva dal sanscrito suwastica, e significa "benessere", "condizione fortunata". Viene chiamata anche croce uncinata ed è stata adottata più volte nella storia di popolazioni differenti in diverse epoche.
La prima menzione di questo simbolo si trova nel libro sacro dell’Induismo, nella duplice forma con i lembi rivolti in senso orario e antiorario, come schema grafico implorante benessere e fortuna. La sua funzione era anche quella di rappresentare in via stilizzata il Sole.
La svastica è anche un segno grafico di antiche tribù africane, una forma di scrittura non composta da sillabe, ma da significati. Essa è la massima stilizzazione di 2 coccodrilli uniti dallo stesso ventre: il significato è collaborazione, solidarietà, fratellanza. Queste svastiche sono apparse per la prima volta davanti agli occhi degli occidentali (missionari) intorno agli anni 20 del nostro secolo, quando il re de Belgio decise di riaprire l’ Africa sud-sahariana al resto d’ Europa. Ciò ha permesso l’ingresso in quelle zone di missionari, artisti, fotografi e studiosi anche tedeschi, i quali conobbero la svastica in quanto dipinta sui tessuti degli abiti femminili e sulle pareti delle loro abitazioni.
La utilizzarono anche gli Indiani d’America, che però ne cancellarono la tradizione durante la Seconda Guerra Mondiale, dato che era diventato anche il simbolo delle atrocità naziste.

Ma perchè i nazisti adottarono questo simbolo? L’introduzione della svastica in Austria e Germania avvenne alla fine del 1800 grazie ad un monaco che, durante un viaggio in India, aveva acquistato un anello raffigurante questo disegno, considerato un simbolo di vita eterna e per questo simbolo supremo del predominio della casta ariana, che aveva dominato l’India fin dall’antichità.
Oggi l’uso della svastica è stato ripreso dal movimento spirituale cinese del Falun Gong, che ne fa un uso di tipo tradizionale: il simbolo rappresenta il divenire e l’eterno scorrere delle cose nell’universo.
Grazie a Francy per il contributo!


Le SS:

SSSimbolo delle Schutzstaffel
Le Schutzstaffel (corpi di protezione, dal tedesco), spesso abbreviate con SS, furono un’unita paramilitare d’elite del Partito Nazista Tedesco, vera e propria guardia personale di Adolf Hitler, con a capo Heinrich Himmler (esperto di esoterismo e appassionato di rune). Contavano solo 280 uomini all’inizio, ma poi furono ampliate fino a contare 209.000 uomini.

Ma cosa significa il simbolo che le rappresenta? Perchè è stato utilizzato proprio quello?
La scritta SS nell’immagine è composta da due Sieg Rune affiancate. I nazisti le utilizzarono sia per il significato simbolico, sia per il loro significato magico. Sieg è il simbolo della "Vittoria".
L’alfabeto runico è composto da 24 singoli caratteri. La grafia delle singole Rune, composte da linee rette, è dovuta al fatto che spesso le incisioni erano effettuate su pietra o su altre superfici dure.

Secondo la mitologia nordica, Odino (il padre degli dei) fu il primo Maestro Runico (Erilaz).
La leggenda racconta che egli passò 9 giorni e 9 notti appeso per i piedi all’Yggdrasill (l’albero della vita nella mitologia nordica) senza mangiare né bere. Durante questo periodo due corvi, Huginn e Muninn (che in seguito diverranno i suoi due consiglieri speciali, in quanto incarnano i ruoli di conoscenza del passato ed intelletto, capacità di leggere il futuro), si cibarono dei suoi occhi, togliendogli così il dono della vista. Ma fu proprio grazie a questa privazione fisica che Wotan potè ricevere dall’Universo il dono della vista profetica, quella del terzo occhio. E questa nuova capacità gli consentì di ricevere la visione, alla fine dei 9 giorni, delle 24 Rune, che si disegnarono come per Magia sotto ai suoi occhi. Egli le offrì in dono all’umanità in modo che questa le potesse usare come strumento divinatorio.
Ogni Runa si compone di 3 aspetti. Questa è una triade e non può essere separata, in quanto nessuna di queste tre parti può avere senso da sola: ognuna implica l’esistenza e la sussistenza delle altre due.

        * Il suono (il nome pronunciato): valore fonetico della Runa è la sua caratteristica vibratoria nell’aria e nello spazio. Questa rappresenta la qualità creativa che risiede nella magia della vocalizzazione. E la qualità alla quale pensiamo quando immaginiamo la parola di Dio, per esempio.

        * Il glifo della Runa (la sua forma): rappresenta la sua qualità visibile. Questa è forse la caratteristica che riusciamo a comprendere meglio, in quanto – come esseri umani – riusciamo a trasporre un’enfasi eccezionale in quello che possiamo vedere.

        * Il contenuto simbolico: rappresenta il significato (o i significati) che sono stati attribuiti alla Runa; tuttavia è facile comprendere come anche questo aspetto sia è solo un pallido riflesso del reale significato della Runa, che resta comunque celato ai nostri 5 sensi. Questo perché le Rune esistono in una realtà molto più estesa di quella tridimensionale, e possono quindi solo essere accennate nel diagramma bidimensionale che siamo superficialmente disposti a concepire.

La parola runa è connessa ai concetti di "segreto" e "mistero" per alludere sia alla caratteristica di comunicazione silenziosa (la scrittura in sè), sia all’uso magico che se ne faceva. Molto spesso le Rune venivano incise su strumenti o nel legno delle navi per assicurare virtù sovrannaturali a tali oggetti o anche solo per indicarne il proprietario o il costruttore.


Fonte: Wikipedia