Planet Telex - Radiohead.

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you can force it but it will not come.
you can taste it but it will not form.
you can crush it but it’s always here.
you can crush it but it’s always near
chasing you home
saying everything is broken
everyone is broken.

you can force it but it will stay stung.
you can crush it as dry as a bone.
you can walk it straight home from school.
you can kiss it you can break all the rules
but still everything is broken,
everyone is broken.
why can’t you forget?

Serate che non ti aspetti…

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Ieri sera sono andato nel mio pub preferito con amici, e indovinate cosa trovo? No, non quello, pensate a qualcosa di peggio…

Una torma di ragazzini entusiasti.

Anzi, erano soprattutto ragazzine: ma entusiaste per cosa? Per una, ehm, "band" di altri ragazzini, al secolo i Finley (portati da Claudio Cecchetto). Ressa per gli autografi, dovevate vederle… Tra lo stupore generale (in quel pub non siamo abituati a vedere queste "esibizioni"), e le risate di noi altri, la serata è trascorsa tranquillamente, con la solita Super Tennent’s a farmi compagnia. Ad un certo punto vado a fare un bisognino in bagno, e chi mi trovo davanti a far la fila? Claro, i Finley… Che poi l’ho scoperto lì che sono ragazzini anche loro… A quel punto li vedo indaffarati a chiacchierare tra di loro, e gentilmente chiedo se i bagni sono occupati. Uno di loro mi risponde di si, e mi metto tranquillo a far la fila… Ad un certo punto un bagno si libera (erano due), e nessuno di loro entra, continuando a far la fila a quell’altro: così, vedendo che la coda era entrata in starvation (ihih, mi perdonino i non addetti ai lavori), mi sono infilato nel bagno libero. Uno di loro dice (bolognesi): "mo’ c’era la filaaa!", pur rimanendo abbastanza tranquillo… Rispondo io (in dialetto): "ebbia e ghiasc i lluac (ok, la grammatica non è quella, ma si avvicina alla pronuncia)", e vado a fare il mio bisognino. Devono essersi spaventati, perchè mi si è aperta un’autostrada verso il bagno, ihihih… In realtà non volevo spaventarli, il mio era un bisogno urgente ed in più loro non entravano, quindi ho risposto un pochino sgarbatamente, ma senza pensarci più di tanto. Oh, insomma, non possiamo mica fare andare le cose in mano ai ragazzini!

Per farla breve, morale della favola: qualcosa devo combinarla sempre, altrimenti non mi diverto, eheh…

The Line - Perle di saggezza.

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Esperienza è il nome che ciascuno da ai propri errori.
(O. Wilde)

Un piede sull’Isola di Smeraldo.

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La verde Irlanda… Eh già! Stamattina sono andato a prenotare con larghissimo anticipo la mia vacanza agostana, che avrà luogo nella misteriosa ed affascinante Dublino. Prenotando con molto anticipo sono riuscito a risparmiare qualcosa sul totale e a potermi permettere venti giorni invece della canonica settimana. Ho fatto spesso viaggi di una settimana, e sono quelli che ti lasciano l’amaro in bocca: il tempo di entrare nell’ecosistema del posto in cui vai e te ne devi già tornare. Invece quando sono rimasto un po’ di più nello stesso posto mi sono sempre trovato meglio… Si ha tutto il tempo di entrare nei ritmi e negli usi del luogo che ti ospita. Si può girare con calma, come piace a me, senza avere l’asfissia di voler vedere il più possibile nel poco tempo che si ha a disposizione. Quando andai a Londra, in 21 giorni non ho fatto in tempo a visitare tutta la città, ma me la sono presa veramente comoda: quello che ho visto me lo sono goduto fino in fondo. Il resto lo vedrò la prossima volta, tanto una volta che si va a Londra si desidera sempre tornarci. Tornando invece a Dublino, spero che il mio fegato sia d’accordo con me, perchè ho intenzione di girarmeli tutti i pubs che ci sono a Temple Bar… Essendo una città non grandissima, sicuramente in 20 giorni spero di vedere anche il resto dell’isola, almeno i posti più interessanti, tipo Galway e altri. Per me è come se fossi già quasi partito, la cosa mi ha abbastanza rasserenato. Ormai so che per non andarci dovrei morire, eheheh…

Che la Guinness sia con me (e con i miei compagni di viaggio)!

I dieci fatti storici nei quali è stato lecito utilizzare la parola “cazzo”:

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1. "Sta torre col cazzo che casca!" (Babele, 5000 a.C.)

2. "-Piogge a tratti- un cazzo!" (NoË, 4314 a.C.)

3. "Santità, lo vuole davvero su quel cazzo di soffitto?" (Michelangelo, 1566)

4. "Da dove cazzo vengono tutti questi indiani?" (Generale Custer, 1877)

5. "Cazzo, ti somiglia un casino!" (Picasso, 1926)

6. "E quella che cazzo è?" (Sindaco di Hiroshima, 1945)

7. "E dai, chi cazzo vuoi che lo scopra?" (Bill Clinton, 1999)

8. "Cazzo, non credevo si arrabbiassero così tanto!" (Osama Bin Laden, 2001)

9. "La vuoi o no quella cazzo di macchina?" (Il presidente della Fifa Blatter all’arbitro Moreno, giugno 2002)

10. "Ma chi cazzo ho comprato????" (Moratti, tutte le estati)

Is it just me? - The Darkness.

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I know that absence might
make the heart grow fonder
or is it ‘out of sight’
out of mind’ i wonder

and do you yearn for me
when the nights grow cold
’til death us do part
to have and to hold
i wanna give you my love, my love, my love

but is it just me or am i all on my own again?
you’re up at John O Groats, I’m down in Land’s End
On you I depend

I see your face
when i close my eyes
and there ain’t no place
like between your thighs
don’t want a life alone
all by myself
to honor and trust
in sickness and health
i wanna give you my love, my love, my love

but is it just me or am i all on my own again?
you’re in the Taj Mahal, I’m outside Big Ben
it’s driving me round the bend

forever and ever
and ever, amen
i wanna give you my love, my love, my love

but is it just me or am i all on my own again (x 2)
you’re in the Vatican, I’m in the Yemen
and it feels like the end
the end

Quando non succede niente, ma proprio niente.

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Avete presente quelle mattine tutte uguali in cui tutto è tranquillo, nessuno ti cerca, non cerchi nessuno, magari dormi fino a tardi. Ebbene, io le amo e le odio. Per esempio stamattina è stata una di quelle che ho appena descritto. A parte il cercare ed essere cercati, che ho avuto almeno quattro telefonate… Oggi però avrei voluto una giornata movimentata, non mi andava di passare una mattinata tranquilla. Sarà che sono già nervoso ed irrequieto da un po’ di giorni, sarà che mi sono rotto un po’ le palle, ma mi rendo conto di non essere più abituato a stare del tutto fermo, a non fare niente.

E la cosa è grave, gravissima. Dovrei essere contento se ho una giornata in cui posso davvero staccare la spina. Bisogna andare alla radice del problema: il mio concetto di staccare la spina… Cazzo, ormai ho la cattiva convinzione dentro di me che staccare la spina significhi allontanarsi, sparire per qualche giorno. Andarsene in vacanza, insomma. E quando non ci puoi andare in vacanza? Devo ricominciare ad apprezzare il dolce far niente domestico…

Valli a capì st’inglesi…

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Certe volte gli eventi si combinano in modo che cose e persone si coalizzino per farti andare tutto male. Eccheccazzo!

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