Ambrogio Fogar
Senza categoria Agosto 25th, 2005Ambrogio Fogar si è spento ieri mattina, causa un arresto cardiaco. Aveva 64anni, dal 1992 era paralizzato completamente.
Fu un grande esploratore, di quelli che sfidano la vita ogni giorno: in una sua avventura (dove per altro morì il suo compagno di viaggio), rimase su di una zattera alla deriva senza viveri per 73 giorni, scampando incredibilmente alla morte. Sfidò il Polo Nord, con al suo seguito solo un cane ed una piccola slitta. Fu uno dei primi italiani ad andare a vela in rischiose spedizioni, come il giro del mondo in solitario e la traversata dell’Atlantico (sempre da solo): azioni che portò regolarmente al termine.
Fece anche conoscere il mondo dell’avventura alla gente normale con una trasmissione televisiva, Johnatan.
La sua vita cambiò quel maledetto giorno in cui il fuoristrada di cui era navigatore si ribaltò, e lui divenne tetraplegico, a causa di gravi traumi al midollo spinale. Costretto a vivere immobile per 13 lunghi anni, non aveva mai perso la speranza di guarire. Infatti, era pronto per un viaggio in Cina: lo aspettava un’operazione rivoluzionaria alle cellule del suo midollo spinale, che forse poteva dargli quella mobilità che tanto desiderava, quella mobilità che lo rese grande.
Credo che faccia quantomeno pensare il fatto che, proprio quando lui stava per muovere le lancette dell’orologio, la sua ora sia arrivata.
Volevo salutarti anche io, Ambrogio. Ciao, grazie per averci fatto vivere delle emozioni.
Fu un grande esploratore, di quelli che sfidano la vita ogni giorno: in una sua avventura (dove per altro morì il suo compagno di viaggio), rimase su di una zattera alla deriva senza viveri per 73 giorni, scampando incredibilmente alla morte. Sfidò il Polo Nord, con al suo seguito solo un cane ed una piccola slitta. Fu uno dei primi italiani ad andare a vela in rischiose spedizioni, come il giro del mondo in solitario e la traversata dell’Atlantico (sempre da solo): azioni che portò regolarmente al termine.
Fece anche conoscere il mondo dell’avventura alla gente normale con una trasmissione televisiva, Johnatan.
La sua vita cambiò quel maledetto giorno in cui il fuoristrada di cui era navigatore si ribaltò, e lui divenne tetraplegico, a causa di gravi traumi al midollo spinale. Costretto a vivere immobile per 13 lunghi anni, non aveva mai perso la speranza di guarire. Infatti, era pronto per un viaggio in Cina: lo aspettava un’operazione rivoluzionaria alle cellule del suo midollo spinale, che forse poteva dargli quella mobilità che tanto desiderava, quella mobilità che lo rese grande.
Credo che faccia quantomeno pensare il fatto che, proprio quando lui stava per muovere le lancette dell’orologio, la sua ora sia arrivata.
Volevo salutarti anche io, Ambrogio. Ciao, grazie per averci fatto vivere delle emozioni.





Agosto 30th, 2005 at 16:10
Un saluto ad Ambrogio anche da parte mia. da piccola mi piaceva conoscere le sue storie.
buon ultimo viaggio!
Agosto 30th, 2005 at 16:52
Si, anche a me piaceva, lo ammiravo moltissimo…